
Lamezia Terme - A distanza di poco meno di settanta ore dal suo esonero, Massimo Costantino ha voluto incontrare la stampa lametina per salutarla dopo quattro anni vissuti quasi fianco a fianco seppur, ovviamente, con il dovuto rispetto dei ruoli. Oltre un’ora di chiacchierata, velata da quella leggera malinconia che accompagna da sempre una società che ha nel suo dna il non riuscire mai, o almeno da oltre venticinque anni ormai, a godersi il dolce sapore di un trionfo sul campo senza la solita beffa finale, nella quale l’ormai ex allenatore vigorino ha velocemente ripercorso la sua avventura in bianco verde, ringraziando tutti coloro coi quali ha lavorato e collaborato, prima di sottoporsi all’inevitabile “fuoco incrociato” di noi cronisti. Chi tuttavia si aspettava risposte “al veleno”, è rimasto deluso, anche se “l’imperatore” non ha negato di aver percepito già da qualche settimana una certa volontà, da parte della proprietà, di voler cambiare.
“Mi dava un po' fastidio – ha esordito Massimo Costantino nel prendere la parola -l'idea di scrivere un comunicato stampa o una lettera, ed ho preferito incontrarvi personalmente per salutarvi e e ringraziarvi dopo questa lunga avventura trascorsa assieme. A luglio 2010, quando arrivai ad allenare la Vigor, c'era un po' di scetticismo nei miei riguardi, ora ho invece ricevuto diversi attestati di stima, tantissime chiamate e messaggi, a testimonianza di come oggi Costantino sia un allenatore apprezzato anche nella propria città e non più nemo propheta in patria. Ringrazio per questo i tifosi, senza fare distinzioni tra chi mi ha apprezzato di più o di meno. Ringraziamento che estendo alla società ed al direttore sportivo, avendomi dato la possibilità di affrontare questa avventura. Se come si dice, sono diventato un allenatore quotato in Lega Pro, è anche merito loro, nonostante è normale mi dispiaccia non aver potuto portare a compimento questa missione del raggiungimento della Lega Pro Unica. Mi restano la coscienza pulita ed i 16 punti ottenuti anche grazie ai miei collaboratori , punti che restano un contributo, seppur parziale, al conseguimento dell’obiettivo finale. Ovviamente resterò un tifoso della Vigor Lamezia e le faccio un grosso in bocca in lupo, auspicando possa migliorare rispetto a quanto sono riuscito a fare io. Lascio una squadra composta da bravi ragazzi , professionisti che hanno cercato sempre di darci una mano e seguirmi. Sono perciò convinto di come questo gruppo possa disputare un torneo più che dignitoso”.
Quanto al rapporto con la stampa, Costantino osserva come “forse a volte mi avete attribuito più responsabilità di quante ne avessi realmente, ma lo avete sempre fatto in modo trasparente e leale”. Poi passa a snocciolare qualche dato statistico. “L’aver collezionato più di 129 panchine consecutive ritengo sia un record per questa società. Così come lo è stato l’aver avuto la miglior difesa d'Italia ed un terzo posto finale che resta uno dei migliori piazzamenti in classifica della storia bianco verde. O ancora gli 80 punti fatti due stagioni fa, arrivando ad una differenza reti di +30. O ancora l’imbattibilità per più di un anno del D'Ippolito”.
A questo punto, Costantino lascia spazio alle domande dei giornalisti presenti, iniziando col dire “credevo e credo in questa squadra e quindi è normale che mi aspettavo di continuare a lavorare per raggiungere l’obiettivo prefissatoci”.
A chi gli fa presente come comunque nelle ultime tre uscite casalinghe non si sia vista la Vigor delle prime giornate, fa notare come “Sinceramente avrei da ridire anche a proposito delle prime quattro partite. Nonostante le abbiamo vinte tutte, potevamo fare meglio come prestazioni. Tant’è che in alcune gare, pur non essendo arrivati i tre punti, si è fatto meglio delle gare vinte. In quest’ultimo periodo casalingo, sicuramente non si è fatto bene come prestazioni, però è stato il primo e unico momento un po’ particolare attraversato dalla squadra in questa stagione. Nel calcio, poi, tutte le squadre, anche il Barcellona, inevitabilmente attraversano una fase di appannamento. Se c’era davvero quest’appiattimento mentale nella squadra? Ritengo che se ci fosse stato realmente, la squadra non sarebbe andata ad Ischia dominando la partita e fallendo cinque-sei nitide occasioni da rete, e non avrebbe nemmeno sfoderato la buona prova di Gavorrano. O quantomeno si sarebbe potuto parlare di appiattimento mentale alternato.
Dopotutto stiamo parlando di una formazione che ha perso due sole partite, ed ancora imbattuta in trasferta. Ma non sono qui per ribattere o rispondere a nessuno, anche perché, tra l’altro, non è neanche la sede giusta. Ho voluto quest’incontro con voi della stampa soltanto perché non mi andava di sparire improvvisamente. Lunedì sono andato a salutare anche la squadra negli spogliatoi, facendo una chiacchierata con essa”.
“La società – precisa - ha la piena autonomia di decidere cosa fare. Io posso soltanto prenderne atto. L’importante è sapere di avere lavorato al massimo delle mie possibilità per questa squadra e questi colori. Sul piano professionale non mi si può imputare nulla. Una scelta, quella del mio esonero, che si può condividere o meno, ma che bisogna accettare. Poi ognuno si prenderà le proprie responsabilità così come fatto dal sottoscritto”. Costantino si sente tradito da qualcuno? “Assolutamente no perché, come già detto, ogni squadra di calcio può attraversare un momento così così”.
Ovviamente non capita tutti i giorni che una squadra quarta in classifica esoneri l’allenatore. Avrà sbagliato qualcuno? “Può anche essere, ma la maggiore difficoltà semmai la si è attraversata la stagione scorsa, dato che in alcuni frangenti siamo stati anche terzultimi, da soli, in classifica. Poi la società ed il direttore sportivo mi hanno sempre reputato, o almeno con me si sono sempre rivolti in questi termini, un allenatore valido e bravo. Però se in questo momento han deciso di cambiare” moglie”, non si può fare niente. Vogliono ripartire con un altro progetto e basta. Non ci sono né tradimenti né altre cose simili. Almeno personalmente non ho avvertito niente di ciò, anche perché, pur essendo bravo e buono, in caso contrario non mi sarei fatto passare la puzza sotto il naso. Ho soltanto percepito questo desiderio della società di voler cambiare e, giusto o sbagliato che sia, va rispettato. Quando l’ho percepito? Un po’ prima di domenica sera. Senza voler star qui a nascondermi, precisamente mi sono accorto che non c’era più pazienza sin dal triplice fischio dell’arbitro contro la Casertana. Li ho capito che probabilmente la società si aspettava qualcosa di più da questa rosa. La mia colpa è semplicemente stata quella di non aver sempre vinto. Qualora l’avessi fatto, a quest’ora sarei stato ancora al mio posto anche se fossi risultato antipatico”.
“In ogni società non c’è mai unanimità di vedute – risponde sempre il quarantenne tecnico a chi cerca d’incalzarlo circa possibili, presunte, divergenze con la linea societaria -. Basti pensare a Berlusconi ed Allegri al Milan giusto per fare un esempio. Quindi il problema nel mio caso non può essere stato questo. Semmai, il fatto è che queste ultime partite hanno fatto arrabbiare il pubblico. Gente che ovviamente veniva a vederci al D’Ippolito e non quando abbiamo giocato in trasferta. Probabilmente qualora determinate prestazioni le avessimo fatte in casa e non fuori, oppure se avessimo spalmato le quattro vittorie in queste dieci giornate, senza concentrarle tutte all’inizio, a quest’ora ne sarei uscito con un bel 7 in pagella.
Invece è successo il contrario e la società ha deciso di voltar pagina. Tutto quello ch’è stato fatto, è avvenuto alla luce del sole e sotto gli occhi della stampa e della tifoseria. Se quattro anni fa ad esempio, quand’eravamo a ridosso della zona play-off, si decise di puntare sulla linea giovanissima vuol dire che tale scelta fu sottoscritta anche da me, tant’è che mi sono assunto le mie responsabilità andando, nel girone di ritorno, a prendere tre gol a partita quasi su ogni campo. Questo per dire che in ogni famiglia, anche nelle migliori, ci può stare un disguido, un’incomprensione o vedute diverse; ma non per questo si arriva ad esonerare un tecnico. Piuttosto, ritengo si sia pensato che era meglio partire con un nuovo corso adesso, anziché la prossima estate o magari tra cinque giornate. Il futuro non lo può prevedere nessuno, ma affannarsi adesso ad andare per forza a scoprire un perché, non ha senso. Anche se fossi stato esonerato da primo in classifica, oggi avrei detto le stesse cose. Il calcio è opinabile, d’altronde, ed ognuno può dire la sua. Se la dirigenza ha inteso cambiare sistema di gioco, o volto dell’allenatore, è giusto che l’abbia fatto. E’ nel pieno diritto del direttore sportivo e della società”.
Il direttore aveva recentemente ribadito che qualora lei fosse andato via, le sarebbe venuto subito dietro. Parole che stridono un po’ con quanto poi successo domenica sera. Lui ha comunque precisato che l’avrebbe fatto soltanto se lei si fosse dimesso. “Se lo sapevo, allora l’avrei fatto! Battute a parte, la mia risposta è che adesso dovete lasciarlo tranquillo perché deve raggiungere un obiettivo importante. Se la Vigor perde anche lui, diventa un casino”.
Facciamo personalmente presente, a mo di provocazione, come Maglia aveva aggiunto un’altra ipotesi al verificarsi della quale non avrebbe seguito il proprio allenatore, ovvero qualora da li in avanti Costantino avesse iniziato a dare i numeri, combinandone di tutti i colori. “Non credo di esserlo stato domenica – ci risponde con un sorriso -. Ritengo di aver fatto le sostituzioni giuste, facendo entrare un centrocampista ed un attaccante, nonché Rondinelli al posto di un ragazzo infortunatosi. Mi ritengo persona molto equilibrata, anzi sfido a trovare qualcuno che lo sia più di me”. Cos’ha insegnato a Massimo Costantino quest’esperienza negativa? “Mi ha fatto capire che devo continuare sempre con la mia testa, essere sempre me stesso. E che qualora riuscissi ad avere un pizzico di fortuna, potrei anche far carriera”.
Riprendiamo la parola e facciamo una nuova domanda all’ex tecnico della Rossanese. Il martedì seguente alla gara giocata ad Ischia avevi dichiarato ch’eri sicuro la squadra in Campania avrebbe reagito e sfoderato quella grossa prestazione. Contro l’Arzanese, invece, ti saresti mai aspettato questa metamorfosi radicale, quantomeno limitatamente alla prima ora di gioco? “Dico che ho avuto ragione anche sulla gara di domenica scorsa. Ero e resto infatti convinto che, qualora avessimo sbloccato subito noi il match, avremmo dilagato disputando una gara stratosferica. Qualora, invece, come poi purtroppo verificatosi, il gol l’avessimo incassato, sarebbe successo il patatrac. Era una gara in cui avevamo tutto da perdere, visto che affrontavamo l’ultima in classifica ma dotata di due attaccanti piuttosto svegli, e poi giustamente avevamo di fronte un pubblico impaziente.
I miei timori sono risultati fondati insomma. A fine primo tempo coi ragazzi ci siamo un po’ rasserenati, avendo spiegato loro come proprio nelle difficoltà vengano fuori gli uomini. E tornati in campo, pur avendo fatto un po’ di confusione, siamo arrivati sempre primi sulla palla attaccando a testa bassa, pareggiando e sfiorando il 2-1 con altre cinque clamorose occasioni. Ci è girata male, però, visto che qualora fosse entrata anche una sola di quelle cinque palle, a quest’ora non sarei qui con voi. Ma anche qualora avessimo perso a Sorrento e Foggia, ad esempio, ed al contrario vinto con Tuttocuoio e Arzanese. Sapevo una situazione del genere potesse verificarsi dopo le quattro vittorie iniziali di fila, anche se non pensavo potesse provocare il mio esonero. Pur essendo giovane, le oltre trecento panchine mi hanno fatto capire come va il calcio, pazienza”.
Un esonero che, nonostante il malumore emerso già al termine del match perso con la Casertana e manifestatosi con l’arrivo in sala stampa esclusivamente del ds Maglia, ha comunque colto di sorpresa il trainer nato a Milano quarant’anni fa. “Siccome questa società ha sempre avuto stima verso il sottoscritto, che dal canto suo non ha mai sbagliato un’annata visto che la scorsa stagione l’importante, per come si era partiti e per qualche deficit d’organico che probabilmente avevamo, era salvarsi a prescindere dalla posizione finale, non ero per nulla preoccupato. Anche perché la prestazione della domenica precedente era stata più che confortante, al pari della posizione di classifica, nonché per il fatto che stavamo facendo a meno di tre-quattro elementi importanti”. Gli viene chiesto quanti siano stati i soci della Vigor Lamezia ad averlo chiamato dopo il suo esonero. “Col presidente Arpaia lunedì siamo stati assieme tre ore. Comunque, proprio siccome sono tanti e correrei il rischio di dimenticarmene qualcuno, vi dico che ne ho sentiti un buon 70%”. Capitolo Del Sante. “Posso solo dire, anche perché non so altro, che il martedì successivo alla trasferta di Ischia ha chiesto personalmente di tornare in sala stampa per chiarire ciò che, a suo avviso, dato che io avevo già lasciato la stanza, era stato male interpretato sette giorni prima. Per cui penso che il ragazzo ha fatto quello che doveva fare”. Dalla prossima domenica cosa farà Massimo Costantino? “Ciò che fanno tutti gli allenatori. Andrò a vedere qualche partita di serie B e campionato Primavera, ma soprattutto tante di serie C ed in particolare di Prima Divisione dato che la Seconda ormai la conosco fin troppo bene avendo la casa piena di dvd. Se verrò a vedere qualche partita della Vigor Lamezia? Non ho il dono della bilocazione, per cui se sarò su un altro campo non potrò essere contemporaneamente al D’Ippolito dove, comunque, ritengo riceverei solo applausi”.
Numerosi gli attestati di stima ricevuti in questi giorni. “Da sempre dico che le persone si apprezzano soprattutto quando non ci sono più o non rivestono più quel determinato ruolo. Gli attestati di stima, pur non avendoli contati uno ad uno, sono stati circa cinquecento; qualcosa di spaventoso, a testimonianza di ciò che ho già detto in precedenza, cioè che se oggi sono arrivato ad essere un allenatore tanto considerato, è perché ho fatto bene alla Vigor Lamezia. C’è stato anche qualcuno che ha avuto un po’ di reticenza a farmeli pubblicamente ed ha preferito farlo in privato. Sono cose belle perché dimostrano che, tra gioie e dolori, ho lasciato il segno. Nessuno, quando sentirà il nome Costantino, potrà dire di non ricordarselo o che non gli dirà niente. La cosa che mi dispiace tanto, e lo sa anche il direttore sportivo avendoglielo detto più volte in occasione dei nostri ultimi incontri tecnici, è di essere stato esonerato proprio adesso che la squadra potrà soltanto migliorare col trascorrere delle domeniche. Dico questo perché ci sono calciatori che stanno iniziando a prendere la condizione. Fermo restando, ovviamente, che la rosa può essere anche migliorata sul mercato qualora il nuovo tecnico lo ritenesse opportuno”. Per Costantino, non lo dimentichiamo, si tratta del primo esonero in carriera. “Eran sei anni che non provavo questa situazione. Sette stagioni fa, di questo periodo, feci una rescissione consensuale a Campobello di Mazara poiché la società siciliana era in grosse difficoltà. Prima di venire alla Vigor Lamezia, comunque, avevo vinto un campionato d’Eccellenza subentrando, A Rossano, con la squadra quartultima in classifica. E sempre alla guida della Rossanese, la stagione successiva, raccogliemmo 59 punti, appena uno in meno dell’allora Vigor Lamezia, con relativo quinto posto in serie D. Probabilmente anche per questi risultati nel 2010 sono stato chiamato dalla società biancoverde”. “Tornando all’attuale stagione, sin da quando, a giugno, ovvero dopo il rimescolamento delle cariche, la società è ripartita, ho capito che la Vigor avrebbe disputato un ottimo campionato. E lo dissi pure all’ex presidente Mascaro. Ad oggi non mi sono sbagliato”.
Un Costantino sempre convinto di aver fatto la scelta giusta l’estate scorsa. “Inutile dire le società che mi avevano contattato, anche se qualcuna è poi uscita sui giornali. Al di la dell’aspetto della convenienza logistica, dato che abito in questa città e che a fare l’allenamento al Riga potevo andarci anche a piedi, portare a termine questa missione sarebbe stato gratificante anche per l’uomo e non solo per il tecnico. Lasciare il proprio segno indelebile in una città che non è mai andata oltre la serie C2 sarebbe stato il massimo umanamente parlando. Avrei finito come fatto a Rossano”. Gli si fa presente come in occasione della conferenza stampa di presentazione di mister Novelli, presidente e direttore sportivo abbiano fatto presente come oltre ad essere quarta, la Vigor sia al contempo a soli tre punti dalla zona play-out. “Ma allora cosa dovrebbe dire la Casertana che con tutto quello che ha speso ha solo un punto più di noi?. Avevamo pur sempre quattordici squadre sotto. Probabilmente la società ha avuto paura che questo trend delle ultime sei partite potesse durare. Se poi questa sia, o meno, una risposta che giustifica quello ch’è successo, non sta a me dirlo. Trovo comunque giusta la scelta di dare la possibilità al nuovo allenatore d’iniziare con una gara casalinga”. Saluti ed auguri finali. “L’augurio, ovviamente, è che la Vigor concluda la stagione tra le prime otto. E per come ho lasciato la squadra, dico che ha tutte le carte in regola per farcela, come del resto ho sempre detto in passato. Oggi non ho detto una virgola di diverso rispetto a quanto ho affermato da allenatore della Vigor Lamezia. Il sottoscritto non cambia mai versione. Lo zoccolo duro di quest’incontro sono le mie dichiarazioni iniziali, comunque. Se poi ho accettato di rispondere a tutte le vostre domande è perché non ho nulla da nascondere né da rimproverarmi. Un mio eventuale ritorno qualora le cose, malauguratamente, non dovessero andare bene? Al momento dò veramente pochissime possibilità a tale remota ipotesi”.
Ferdinando Gaetano
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