
Lamezia Terme - Un esordio non molto fortunato quello di Matteo Meucci con la casacca biancoverde. Gettato nella mischia al quarto d’ora della ripresa al posto di un evanescente Rondinelli, l’ultimo arrivato alla corte di Novelli non è riuscito ad incidere più di tanto nel vano tentativo di acciuffare quantomeno il pari a seguito della rete lucana siglata da quel Cruz ex compagno di Carbonaro nell’Hinterreggio. “Sia dalla panchina che dal campo ho visto sempre una squadra provava a giocare ed un’altra che si limitava a difendersi per poi ripartire in contropiede. Purtroppo nel calcio vince chi segna più gol e loro, a differenza nostra, uno son riusciti a farlo. Per quanto mi riguarda, sono arrivato martedì scorso ed i ragazzi mi hanno accolto subito benissimo. Onestamente mi sono accorto anch’io dei tanti infortunati presenti. Sono qui per provare a dare una mano ai compagni ed alla società, sperando di recuperare al più presto tutti gl’indisponibili”.
Per il ventenne di Carrara è già la terza esperienza alle dipendenze di Raffaele Novelli. “L’ho avuto come allenatore nella Primavera del Genoa e poi a Barletta. In rossoblù con lui ho sempre giocato, ed anche da capitano perché ad inizio anno si è fatto male Marchiorri, mio grandissimo amico, rompendosi il crociato ed è quindi toccato a me indossare la fascia al braccio. Non ho tuttavia potuto disputare i play-off poiché, a fine stagione, mi sono rotto il menisco esterno”. Già dall’estate 2012 il nome di Meucci era presente nel taccuino di Fabrizio Maglia. “Dovevo venire alla Vigor lo scorso campionato ma poi finì per andare a Barletta, in Prima Divisione, dove ho collezionato tredici presenze. In estate mi sono ritrovato svincolato dal Genoa, senza nessuno disposto a puntare sul sottoscritto”. Quanto mai desiderato, perciò, il ritorno di fiamma, nei suoi riguardi, del club di via Marconi. “Spero di poter ripagare al più presto la fiducia che ha inteso riporre nuovamente in me il mister ed il direttore, visto che quest’ultimo, qualora non fossi andato al Barletta, mi avrebbe preso già l’anno scorso. Purtroppo sappiamo che questo è un torneo senza vie di mezzo, o si vive o si muore. Certo, il sogno di tutti sarebbe arrivare a dieci giornate dal termine già con la certezza matematica di rientrare tra le prime otto; invece ritengo sarà una lotta davvero tirata dato che ogni squadra farà di tutto per non scendere tra i dilettanti. Bisognerà combattere fino all’ultima giornata cercando di raccogliere quanti più punti possibile. Il mio ruolo naturale? Mezzala”.
Ferdinando Gaetano
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