
Lamezia Terme - Degli oltre cinquanta gol sin qui realizzati in carriera, quello messo a segno domenica rientra sicuramente tra i più importanti di Antonio Montella, vuoi perché si è rivelato decisivo nell’economia del match, vuoi per il bel gesto tecnico e vuoi per la cornice di pubblico che ha fatto da degno corollario ad un derby molto sentito dalla tifoseria biancoverde. E come ogni gol importante che si rispetti, non è mancata l’esultanza particolare: una “mitragliata” copiata, come dichiara la stessa punta di origine partenopea, da un noto centravanti argentino di oltre un decennio fa. “In un momento concitato della partita, dove eravamo effettivamente in difficoltà e stavamo provando a recuperare la partita, mi è venuto istintivo fare quel tipo di esultanza, anche per galvanizzare l’ambiente e cercare di portare ancora di più dalla nostra parte il pubblico, in modo da provare addirittura a vincere; cosa che poi, fortunatamente, è realmente accaduta. Nulla di personale contro il Catanzaro (peraltro una delle sue ex squadre ndr), ma solo la voglia di emulare l’esultanza di un campione che mi è sempre piaciuto, ovvero Batistuta”.Una splendida “frustata” di testa, capace d’indirizzare la palla sotto il set.
“Sinceramente - prosegue sempre l’ex attaccante dell’Aprilia - prima di domenica mi era capitato di fare un solo gol di testa, ma non di questa caratura. E’ stato un gol che non rientra nei miei standard, insomma, per non ci avrei sperato neanche se i due centrali avversari fossero stati due nani. Pero in quei frangenti non stai li tanto a pensare come andare sulla palla, ma solo a metterti al servizio dei compagni. E poi, su quel cross di Malerba lo stacco aereo era l’unica soluzione praticabile. Per fortuna è arrivato e da li in poi è iniziata un’altra partita”. Effettivamente l’1-1 ha rappresentato una sorta di “spartiacque” del derby. “Già nella settimana che precedeva la partita si avvertiva l’attesa nella gente andando in giro per la città. E questo ci ha reso ancora più consapevoli dell’importanza che rivestiva l’incontro per i nostri tifosi. Poi tutta quella gente domenica ci ha dato la forza per barcollare ma mai mollare nei momenti di difficoltà e provare quindi a dare la stoccata risolutiva nel finale. Il gol del momentaneo pareggio a noi ha sicuramente dato la forza per l’ulteriore spinta finale alla ricerca della vittoria. Viceversa, tra i nostri avversari ha portato un certo appannamento e scoramento, derivanti dal fatto che ormai credevano di poter portare l’intera posta a casa. Ad ogni modo, anche se non fossimo riusciti a pareggiare ad un quarto d’ora dal termine, ci avremmo ugualmente provato fino alla fine. Nel calcio, d’altronde, ho visto anche squadre passare dallo 0-1 al 2-1 negli ultimi due minuti”.
Ad aver reso ancora più epica la rimonta di Gattari e compagni, il fatto che nell’occasione abbiano dovuto fare a meno del proprio centravanti principe. Un’assenza pesante visti pure i sincronismi ormai mentalizzati dalla squadra ed in particolar modo da quelli che sono fin qui stati i titolari indiscussi del tridente avanzato su cui sta puntando molto mister Erra. “Del Sante di natura è un polentone che si lamenta sempre. Però è un ragazzo genuino. Sabato gli lascerò nuovamente, e volentieri, la maglietta numero nove, anche perché sta meglio a lui che ha pure le spalle più larghe. Scherzi a parte, Stefano possiede delle caratteristiche che nessuno di noi altri attaccanti abbiamo. Domenica ho cercato di fare del mio meglio nel ruolo di punta centrale, provando a fare, quanto più possibile a sportellate, per creare spazi a Puccio, Scarsella ed Improta. Ho messo le mie qualità al servizio della squadra, quindi, sperando che la prossima volta, prima di prendere un’ammonizione così stupida, Stefano ci pensi su due volte proprio perché è fondamentale per il nostro gioco”.
Merito anche al giovane Held che, gettato nella mischia ad inizio ripresa, è riuscito a non far eccessivamente rimpiangere il ben più esperto e smaliziato compagno di reparto. “Orlando è un ragazzo che deve ancora migliorare sotto certi aspetti, ma quanto a caparbietà e grinta non è secondo a nessuno. Ero perciò sicuro che avrebbe dato il suo contributo. Tra l’altro, noi meno giovani cerchiamo di trasmettere al resto della squadra proprio quella grinta e voglia di misurarsi in sfide che, all’apparenza, - conclude Montella - potrebbero sembrare off-limits per noi”.
Ferdinando Gaetano
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