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Lamezia Terme - Termina in parità Vigor-Gavorrano. Un pari che potrebbe costare l’esonero a mister Novelli. “Al Gavorrano abbiamo concesso solo l’occasione del palo, mentre noi abbiamo avuto a disposizione almeno quattro-cinque nitide palle gol. Purtroppo si sa che se nel calcio non la metti dentro, non vinci”. Novelli tira anche stavolta in ballo il fattore terreno di gioco. “Vi si sprofondava e non permetteva di giocare di prima. Il che ha aumentato le difficoltà già esistenti contro una squadra schierata a cinque dietro. Queste sono gare che puoi sbloccare solo su una palla inattiva o con una grande giocata individuale e noi, pur essendo una buona squadra, non siamo certo il Barcellona”.

Prova a compattare l’ambiente Mimmo Giampà. “Nonostante siano ultimi in classifica, loro hanno sempre mantenuto un atteggiamento rinunciatario, a cui abbiamo cercato di sopperire aggirandoli con le discese ed i cross dei nostri terzini ed esterni, qualche volta riuscendoci, altre meno anche per via del terreno di gioco. La squadra però ha giocato con la mentalità giusta ed è compatta, ma dobbiamo esserlo tutti quanti, compresa società e tifosi perché il Campionato finisce il 5 maggio, non oggi”. L’ex Forte è stato protagonista di un parapiglia in campo, dopo il triplice fischio. “Stavo andando a salutare i miei ex compagni Marchetti e Gattari quando si è intromesso Scarsella dicendomi che dovevo stare muto, che avevo fatto il fenomeno e via dicendo. Allorchè mi sono arrabbiato. Io sono un professionista e adesso gioco nel Gavorrano. E siccome ho ambizioni importanti, devo dare sempre il massimo. Mi spiace per la mia ex squadra che comunque ritengo alla fine riuscirà, sia pur soffrendo, ad entrare nella Lega Pro unica anche se all’andata sinceramente mi aveva fatto un’impressione migliore”.

I commenti dei tesserati dopo il match

Qui di seguito, vi riportiamo le dichiarazioni integrali rilasciate dai vari tesserati di Vigor Lamezia e Gavorrano presentatisi in sala stampa al termine del match conclusosi col classico risultato ad occhiali. Iniziamo dalle ultime parole da trainer vigorino dell’ormai ex Raffaele Novelli. “Bene nel primo tempo dove dovevamo far però gol, mentre nel secondo in alcuni tratti siamo stati meno intensi ed un po’ lunghi, avendo avuto frenesia di verticalizzare subito, perdendo in lucidità, invece che far girare maggiormente la palla. E di questo siamo i primi noi ad esserne consapevoli. Al Gavorrano abbiamo concesso solo l’occasione del palo, mentre noi abbiamo avuto a disposizione almeno quattro-cinque nitide palle gol. Purtroppo si sa che se nel calcio non la metti dentro, non vinci”. Novelli tira anche stavolta in ballo il fattore terreno di gioco. “Fermo restando in primis i nostri demeriti nel secondo tempo, bisogna dire che non si può sottovalutare l’aspetto del campo dato che vi si sprofondava e non permetteva di giocare di prima. Il che ha aumentato le difficoltà già esistenti contro una squadra schierata a cinque dietro. Queste sono gare che puoi sbloccare su palla inattiva o con una grande giocata individuale ma noi, pur essendo una buona squadra, non siamo certo il Barcellona della situazione. Peraltro avevamo Longoni e Malerba non al meglio, essendosi allenati poco in settimana poiché reduci da infortunio. C’è da soffrire fino alla fine, continuando a costruire e cercando, però, di finalizzare”. Novelli perde un po’ la calma quando il collega Rinaldo Critelli chiede lumi sulla posizione ricoperta da Zampaglione e Longoni. “Longoni anche col Tuttocuoio aveva giocato esterno, così come faceva nel 4-3-3 del Catanzaro di Auteri. Zampaglione non può giocare esterno per un motivo che so io. C’è sempre un perché dietro ogni scelta e poi non è stata la prima volta che ha giocato in mezzo. Perché non mi chiede, piuttosto, del campo? La invito ad andare ora a camminarci e vedrà come vi si affonda. Nelle sabbie mobili non si gioca a calcio. Contro l’Aprilia era peggio? No, era bagnato ma vi si poteva giocare ancora. Adesso, invece, avendo dovuto rifare il drenaggio, è pieno di sabbia. Certo ora non rimane più l’acqua in superficie, però è sabbioso e questo rallenta la velocità di esecuzione, con la conseguenza che chi si difende è parecchio avvantaggiato”. L’ormai ex  allenatore della Vigor (per lui 16 punti in quattordici giornate, ma solo 7 nelle ultime dieci) aveva risposto così a chi gli aveva chiesto se si sentisse in bilico. “Mi sentivo in discussione prima della gara col Tuttocuoio, dopo ed adesso. Essendo un professionista, non mi disturbano i fischi o la paura dell’esonero, anche se non accetto gl’improperi di cattivo gusto piovutimi addosso. Vado avanti per la mia strada convinto che assieme alla squadra si può arrivare tra le prime otto”.

Novelli risponde nuovamente polemico al collega Rinaldo Critelli. “Le prime sette-otto partite fatte dalla Vigor in questa stagione sono state agevolate dal fatto che le squadre erano tutte in fase di costruzione o assestamento. La Vigor, invece, in quel periodo era al completo e senza infortuni. Oggi Longoni ha stretto i denti. In panchina c’era gente reduce da lunghi infortuni. Analizzate il tutto con obiettività quindi, altrimenti lei si farà la domanda e lei si darà la risposta. Ho rispetto ma voglio essere rispettato. Questo è tutto un altro campionato rispetto alle prime giornate ed al girone d’andata in generale. Perché dovete battere sempre su questi aspetti negativi, volete costruire negatività?  Io sono sempre lo stesso”. Prova a compattare l’ambiente Mimmo Giampà. “Nonostante siano ultimi in classifica, loro non sono certo venuti a giocarsela apertamente per provare a conquistare i tre punti. Anzi, hanno sempre mantenuto un atteggiamento rinunciatario, a cui abbiamo cercato di sopperire aggirandoli con le discese ed i cross dei nostri terzini ed esterni, qualche volta riuscendoci, altre meno anche per via del terreno di gioco. La squadra però ha giocato con la mentalità giusta, come fatto nelle due gare precedenti con Martina e Tuttocuoio. Come squadra siamo compatti, ma dobbiamo esserlo tutti quanti, ad iniziare dalla società e finendo coi tifosi, perché il campionato finisce il 5 maggio, non oggi anche se siamo delusi per non aver centrato i tre punti”. Sugli ennesimi gol falliti. “Si sbaglia anche davanti al portiere. Certamente il campo non ti aiuta, e non è un alibi, ma l’importante è continuare a giocare e lottare”. Gli facciamo presente come nel secondo tempo la squadra ci sia sembrata poco convinta e determinata nel voler a tutti i costi la vittoria. “Oggi – risponde il centrocampista di Girifalco -  c’è stato il primo caldo vero ed ovviamente l’abbiamo patito soprattutto noi che, giocando in casa, eravamo chiamati a fare la partita; mentre loro, essendosi limitati a starsene rintanati dietro, hanno speso di meno. Quindi ci può stare che nella ripresa siamo andati un po’ in debito d’ossigeno in alcuni frangenti. D’altronde non è stato un caso che i due nostri calciatori colpiti dai crampi siano stati Gona, ch’era un anno che non giocava due gare intere consecutive, e Malerba, reduce da infortunio”. L’ex Forte è stato protagonista di un accenno di parapiglia, in campo, dopo il triplice fischio. “Stavo andando a salutare i miei ex compagni Marchetti e Gattari quando si è intromesso Scarsella dicendomi che dovevo stare muto, che avevo fatto il fenomeno e via dicendo. Allorchè mi sono arrabbiato. Io sono un professionista e adesso gioco nel Gavorrano. E siccome ho ambizioni importanti, devo dare sempre il massimo. Mi spiace per la mia ex squadra che comunque ritengo alla fine riuscirà, sia pur soffrendo, ad entrare nella Lega Pro unica anche se all’andata sinceramente mi aveva fatto un’impressione migliore”. Quattro gl’interventi provvidenziali compiuti dal portiere di Campora San Giovanni. “Volevo fare bene continuando la mia striscia positiva a livello personale. Siamo ultimi, è vero, però io devo continuare a fare bene per il sottoscritto ed il Gavorrano”. Il tecnico ospite Masi non nasconde un pizzico di amarezza. “Abbiamo avuto quell’occasione clamorosa nel finale ma ci è girata male come ci sta succedendo spesso quest’anno. Per il resto ritengo abbiamo fatto anche quello che ci consentiva il campo,  davvero improponibile per cercare di fare qualcosa di meglio a livello di gioco. Discorso, questo, che ovviamente è valso per entrambe le squadre. Siamo rimasti un po’ troppo bassi in alcuni frangenti, probabilmente anche per via di qualche assenza pesante. Nonostante l’età media molto bassa, questi ragazzi stanno però facendo bene. Peccato solo per il terreno perduto nel girone d’andata. Abbiamo comunque voglia di provarci fino alla fine ed anche le carte in regola per riuscirci”. Il pareggio alla fine è comunque giusto per l’ex allenatore del Borgo a Buggiano. “Il Lamezia ha fatto qualcosina in più, per com’era chiamato a fare, anche se alla fine le sue azioni pericolose sono quasi tutte scaturite da palle inattive; eccezion fatta per quella del secondo tempo, susseguente ad un nostro disimpegno errato. Il campo non ci ha aiutato nelle ripartenze, visto che dovevamo per prima cosa badare a controllare il rimbalzo del pallone. Forte ci ha dato una grande mano? Ce la sta dando tutto l’anno, non solo oggi. Probabilmente dovreste chiedervi come mai il Lamezia non l’ha trattenuto in estate. E’ sicuramente un portiere sprecato per la categoria”.

Ferdinando Gaetano

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