
Lamezia Terme - Nonostante sia finalmente arrivata la tanto attesa vittoria, che ha stroncato la lunga sequenza di risultati negativi ed impedito di eguagliare il poco lusinghiero “primato” di nove gare consecutive senza gol della lontana stagione 1969-70, quello che si presenta in sala stampa, nel consueto appuntamento del martedì pomeriggio, è un Raffaele Novelli tutto d’un pezzo e che non lascia trasparire particolari emozioni o soddisfazione. E’ perfettamente consapevole, infatti, di come tale inversione di rotta sarà stata puramente effimera qualora non vi si riuscirà a dare continuità nelle prossime giornate; a partire dalla sfida di domenica, al D’Ippolito, contro il Gavorrano. “Reputo la sfida di domenica una delle più difficili sotto tutti gli aspetti. Si vedrà, infatti, se la vittoria col Tuttocuoio è stata un caso isolato o se davvero ha potuto rappresentare l’inizio di un’inversione di tendenza. Bisognerà avere serenità e pazienza, e non fretta di sbloccare subito la partita, soprattutto nei frangenti di difficoltà che abbiamo avuto anche domenica ma che siamo stati bravi ad affrontare con razionalità. E quando si sa soffrire, la vittoria alla fine è molto più piacevole. Senza contare che la sofferenza fa crescere a tutti. Se riusciamo ogni giorno a capire ciò che ci aspetta da qui alla fine, incontreremo minori difficoltà. Dobbiamo sapere anche convivere, eventualmente, con qualche fischio, cercando di farli noi trasformare in applausi. Ed è quello ch’è successo al termine degli ultimi 90’ quando i quattro tifosi presenti con tanto di striscione, nell’occasione rappresentanti tutto quel pubblico che nelle precedenti settimane era andato via dal campo deluso ed amareggiato per la mancanza di risultati, hanno potuto gioire al pari di quelli rimasti a casa. Ed anche noi abbiamo affrontato il lungo viaggio di ritorno con un entusiasmo diverso. Affinchè succeda pure nelle prossime trasferte, e quindi non ci si ritrovi nuovamente i tifosi, o la società, nello spogliatoio, dovremo giocare come fatto a Santa Croce sull’Arno. Certo, si sono evidenziati anche degli aspetti meno positivi, ma la perfezione è difficile da raggiungere. L’importante è che la squadra ha retto, fermo restando che non si deve portare appresso la croce del mio eventuale o possibile esonero, come potrebbe eventualmente ricapitare contro la Casertana qualora non dovessimo battere il Gavorrano. Più giochi sereno e più le cose tendono a riuscirti. D’altronde agli esoneri sono vaccinato avendone già ricevuti in carriera, sebbene non mi abbiano mai trovato d’accordo. Sarò e rimarrò sempre Raffaele Novelli, insomma, con i miei pregi e difetti. Penso solo a lavorare avendo rispetto per la città e la società, ispirandomi sempre, per quanto mi riguarda, ai valori dell’onestà e della professionalità, mettendoci il cuore. Ciò a prescindere se poi i risultati possano venire in misura maggiore o minore perché, ad esempio, non ci sono i presupposti”.
Ritorno al gol, ed alla vittoria, coinciso col cambio di modulo. “Stavamo lavorando in un certo modo a prescindere dal fatto che ci mancassero gli esterni. Abbiamo cambiato modulo adesso perché prima non c’erano gl’interpreti adatti per farlo. Con l’arrivo di Longoni ed il rientro di Padulano abbiamo alternative diverse, anche se sotto certi aspetti riparti da zero. Avendo fatto il 3-4-3 nel Catanzaro di Auteri, per Longoni diversi movimenti sono simili nel 4-2-3-1. Quanto siamo cresciuti nell’ultimo mese? Io a volte sono più contento dopo una sconfitta piuttosto che dopo una vittoria, ovviamente in riferimento alla qualità di gioco ed alle idee espresse. Giustamente, però, un allenatore viene sempre valutato per i risultati conseguiti. Agli stessi tifosi interessa solo vincere, ma io sono mentalizzato anche all’ipotesi di dover eventualmente soffrire fino all’ultima giornata, e devo essere bravo a trasmettere ciò alla squadra. Non dobbiamo mai imborghesirci, ma pensare soltanto a randellare specie se si considerano le condizioni del nostro campo”. A chi gli chiede se il 4-2-3-1 sarà il modulo definitivo da qui a fine stagione, il tecnico italo-svizzero risponde che “non è questione di modulo, ma di mentalità ed intensità in ciò che si vuole proporre. Anche col 4-3-1-2 abbiamo disputato delle buone partite, sia in casa che in trasferta, quando è stato interpretato nel modo giusto. Bisogna essere sempre pronti ad adattarsi allo scopo, e lo si è visto domenica quando, visto il terreno di gioco, non abbiamo esitato a spazzare la palla in tribuna quando serviva. Nelle partite precedenti, invece, forse ci abbiamo messo un po’ di più a capirlo”. Nonostante fosse per metà inedita (Strumbo aveva giocato da titolare solo contro Ischia ed Arzanese, Gona mai), domenica la linea difensiva è stata impeccabile. “Sono dispiaciuto soltanto per il doppio giallo preso da Strumbo, essendo un difensore adatto per questo tipo di campi. Ovvero un elemento tenace ed aggressivo, come lo è stato anche Marchetti. Tutt’altro che difensori ballerini, insomma, che non concedono l’uno contro uno e forti nei contrasti. Le prestazioni di Strumbo e di Gona non mi hanno sorpreso affatto, comunque, dato che con questi ragazzi mi rapporto quotidianamente e perciò conosco il loro senso di appartenenza e la professionalità dimostrata con l’intensità e l’applicazione con cui si allenano tutte le settimane pur non giocando quasi mai. E in questo sta la forza di un gruppo. Hanno sempre avuto un atteggiamento partecipativo e propositivo. Cosa che domenica ho visto in particolar modo in coloro ch’erano in panchina e non hanno giocato. Aspetti, questi, che devono però contraddistinguerci in ogni partita, dato che quando succede difficilmente non si fa risultato. Dipende solo da noi insomma, soprattutto se la tifoseria t’incoraggia per tutta la partita, come successoci contro Martina. Poi alla fine ci sta che ti fischi se non vinci e non fai gol”.
Facciamo notare a mister Novelli come personalmente abbiamo avuto la netta sensazione che, al Masini di Santa Croce sull’Arno, la squadra abbia dato qualcosa in più sotto il profilo della determinazione e della concentrazione. Ha insomma giocato col sangue agli occhi, e lo si è capito chiaramente anche dai frequenti abbracci e pacche sulle spalle che i giocatori si davano non appena uno di loro sventava una potenziale minaccia avversaria. “Dovrà esserci lo stesso spirito, considerato che per il resto le nostre nitide palle gol a partita, quando il campo ce l’ha permesso, le abbiamo sempre create. Stavolta molti hanno parlato di “fattore c..”, ma questo tipo di situazioni devi essere comunque bravo a creartele. E Zampaglione è stato bravo nell’incazzatura di volersi gettare su quella palla con grande impeto e tenacia. E’ come la figura del portiere. In passato ci è capitato che quello avversario parasse di tutto e di più, vedi gare con Teramo, Castel Rigone, Foggia, per cui ci sta che contro il Martina sia toccato al nostro fare qualche intervento in più rispetto al solito. Altrimenti le cose positive finiamo per rigirarle in negativo. Se abbiamo preso Piacenti, è stato sicuramente per migliorare rispetto a prima, allorquando contro Ischia e Tuttocuoio, per ciò che concerne la precedente gestione tecnica, Teramo, Aversa e Castel Rigone sotto la mia, questa squadra aveva pagato pesantemente dazio proprio per gli errori di chi stava a protezione dei pali. A noi, invece, finora non è mai capitato di vincere una partita giocando male. Domenica scorsa, ad esempio, e rispondo a chi ha parlato solo di nostro gol fortunoso, abbiamo avuto altre tre-quattro occasioni nitide con Rondinelli, Del Sante e Longoni, pur avendo giocato contro un’ottima squadra; una formazione che gioca a calcio e che domenica, perciò, al pari nostro è stata molto penalizzata dal terreno di gioco. Magari noi vi eravamo un tantino più abituati, da questo punto di vista, anche se adesso quantomeno l’acqua drena, pur permanendo le sabbie mobili. Dobbiamo essere forti ad interpretare al meglio le partite”. All’ex tecnico di Foggia e Salernitana viene quindi chiesto, a proposito dell’azione del gol, quando ha capito che la palla era/sarebbe entrata. “Quando ho visto l’arbitro che invertiva marcia e tutti venivano verso di me. Sarei presuntuoso se vi dicessi che mi aspettavo quel tipo di segnatura. Mi è però piaciuto il modo con cui il mio giocatore si è gettato su quella palla deciso ad andare a vincere il contrasto, quando, in gare precedenti, magari ci eravamo andati più col piedino morbido. D’altronde, la fortuna spesso ti accompagna quando vai però a cercartela. E’ ovvio, comunque, che non possiamo pensare di dover sempre ricorrere a tali invenzioni per far gol”.
Tanti gli “schiaffi” in testa che Novelli ha preso dai suoi subito dopo la segnatura e poi a fine partita.. “Dico sempre che la squadra non deve mai giocare per l’allenatore, ma deve farlo per la città. Al nostro interno sappiamo come lavoriamo, ma anche di essere soggetti a valutazioni sulle quali a volte posso essere d’accordo ed altre meno per tutta una serie di motivi che ovviamente non sto qui a dire a voi, ma che ho detto alla società. L’importante è avere la coscienza pulita. Io mi auguro di poter centrare l’obiettivo, perche altrimenti il prossimo anno rimarrò anch’io disoccupato. Ma non è tanto per una questione di denaro, quanto, piuttosto, per il desiderio di poter ancora sedere su una panchina ed avere così modo di continuare a migliorarsi attraverso il lavoro quotidiano. Anche perché al sottoscritto piace vincere soltanto prevalendo sotto l’aspetto tecnico e della fame di vittoria, avendo rispetto delle regole, della città nella quale si va a lavorare e della società che ha deciso di puntare su di te. Quando la gente vede tutto ciò in campo, ti applaude a prescindere dal risultato, come successoci al termine delle gare perse con Teramo e Melfi. Come a dire che attraverso il lavoro dobbiamo mostrare rispetto verso la gente, ancora di più in questo momento di grave crisi economica in cui per molti diventa un sacrificio anche spendere dieci euro per venire allo stadio”. Ieri, intanto, la squadra ha sostenuto un leggero lavoro di scarico al D’Ippolito dove, sempre ieri, si sono conclusi i lavori di supplemento del drenaggio eseguiti dalla ditta Crapella. A tal proposito il titolare, “zio Pino”, che già si occupa della manutenzione quotidiana del terreno di gioco di via Marconi (sarebbe tuttavia il caso che la società d’ora in avanti gli stesse più vicina, soddisfacendo ogni sua richiesta necessaria a far ridiventare il manto erboso del D’Ippolito uno dei più belli dell’intero sud-Italia), ci ha rassicurato sul fatto che adesso non ci saranno più partite sospese per campo impraticabile e che già a fine campionato, se verrà dotato della cifra occorrente all’acquisto delle sementi di ultima generazione (più vigorose nella crescita e maggiormente resistenti al caldo estivo), effettuerà la risemina dell’intero rettangolo di gioco che ovviamente adesso reca visibili le “ferite” infertegli per l’interramento dei cinquecento metri lineari di microtubi filtrati occorsi per ripristinare un ottimale drenaggio. Quanto alla squadra, domenica non ci saranno per squalifica Strumbo e Rapisarda (sempre per stop disciplinare, al Gavorrano mancheranno Santini, Malatesta e Caciagli), ma Novelli dovrebbe comunque riavere a disposizione Malerba. Moderato ottimismo anche per quanto concerne il fantasista argentino Lucas Longoni, che domenica ha accusato una leggera elongazione muscolare. Oggi, mercoledì 12 febbraio, doppia seduta (9:30 e 14:30) al Riga.
Ferdinando Gaetano
© RIPRODUZIONE RISERVATA