
Lamezia Terme - Ancora un martedì con l’amaro in bocca per il mancato risultato domenicale, in casa Vigor Lamezia. Mister Novelli nel consueto incontro d’inizio settimana con la stampa, non lesina certo parole e concetti per rispondere alle tante domande postegli dai presenti. “Quest’ultima gara ha evidenziato sia aspetti positivi che negativi, e devono essere analizzati entrambi con freddezza. Di buono c’è che la squadra ha interpretato bene quello ch’era stato provato nei giorni precedenti, incluso il nuovo modulo 4-3-3 con una punta centrale e due attaccanti esterni parecchio vicini tra di loro. Proprio i tre li davanti hanno creato non poche difficoltà ai pari componenti la linea arretrata pugliese. Solo che nel calcio quando costruisci poi devi anche raccogliere concretizzando le occasioni prodotte. In ciò dobbiamo mutare atteggiamento. Altro aspetto da invertire: dopo la rete segnata dal Foggia, che ha fatto più che altro possesso palla, senza grossi sbocchi nei trenta metri finali, ci può stare giusto qualche minuto di sbandamento, ma poi bisognava reagire riprendendo a giocare con la stessa intensità fisica e psico-tattica evidenziata nei precedenti 50’. La differenza la fa la continuità, cosa che almeno a livello di voglia, volontà e cuore, contro Teramo e Poggibonsi c’è stata fino al novantesimo. Se saremo intelligenti e bravi, con tanta buona volontà da parte di tutti possiamo migliorare in questo ch’è uno dei difetti della squadra”. L’allenatore italo-svizzero risponde indirettamente al suo collega Padalino che domenica, a fine gara, aveva dichiarato meritata la vittoria dei rossoneri pugliesi. “La Vigor non è stata inferiore al Foggia come idee di gioco, considerato tra l’altro che loro, al pari delle altre squadre che stanno lassù ad eccezione del solo Teramo, non fanno giocare i giovani e quindi non partecipano al minutaggio. E proprio a livello di esperienza qualcosina di troppo l’abbiamo pagata in passato, vedi più di una partita persa per tale deficit. Bisogna però finalizzare altrimenti serve a poco creare più palle gol dell’avversario. Ci vuole un’attenzione diversa, da parte nostra, anche sui minimi dettagli visto che siamo già nel girone di ritorno e restano sempre meno gare a disposizione”.
Per minimi dettagli s’intendono anche le palle inattive, sempre più fondamentali nel calcio odierno ed un esempio in tal senso domenica ce l’ha dato proprio il Foggia. Da diverse domeniche, invece, facciamo personalmente notare a Novelli come la Vigor, pur avendo ottimi saltatori quali Del Sante, Marchetti, Gattari e Scarsella, stia buttando letteralmente alle ortiche tale possibilità per via dei corner, e delle punizioni in area, poco precisi di D’Amico. “E’ giusta quest’osservazione – risponde l’ex tecnico di Foggia e Salernitana - anche perché ormai spesso succede, come capitato domenica, che una partita si decida su una palla inattiva o un tiro da fuori. Se non erro, noi stessi abbiamo fatto quattro-cinque gol sfruttando palle inattive (in realtà, escludendo i rigori, sono stati due, contro Messina e Poggibonsi, durante la gestione Novelli e cinque, ovvero entrambi i gol fatti al Cosenza nonché quelli rifilati a Sorrento, Gavorrano e Casertana, durante la gestione Costantino ndr). Di punizioni a favore ne abbiamo avute d’altronde, per cui si poteva fare sicuramente qualcosa di meglio. Molte volte è probabilmente dipeso da un problema d’atteggiamento, non di presunzione però, il calciare male qualche punizione o corner. E non si può imputare la colpa alla pressione o ai fischi, perché sono aspetti sempre da mettere in conto per chi fa questo lavoro. Non si può sempre sperare di ricevere i cioccolatini dal pubblico. Solo che bisogna vivere con lo stesso equilibrio sia i fischi che gli applausi. A volte capita che durante l’allenamento la battuta arriva giusta mentre in partita non accade altrettanto e allora si tende a giustificare l’errore con la maggiore pressione quando, invece, questa deve far solo crescere e maturare”.
Gli viene fatta notare la buona prova fornita contro i satanelli da Meucci. “Non è il Maradona della situazione. Sia io che il direttore conoscevamo già i suoi pregi ed i suoi difetti. Ad ogni modo sta crescendo tantissimo da quando è arrivato. Già quando subentrato contro il Melfi aveva destato una positiva impressione. Col Sorrento non ha obiettivamente disputato una buona partita, cosa invece accaduta a Chieti e domenica. In questi ultimi 90’ è stato colui che ha avuto, o si è creato, tre palle-gol, ma è stato bravo soprattutto nel movimento fatto in occasione delle prime due. Nel secondo tempo è stato invece bravo il portiere nel respingergli il tiro. Non ha grandi caratteristiche tecniche, ma è dotato di grande tenacia e volontà. E stiamo parlando di un ragazzo non di proprietà di Raffaele Novelli, bensì patrimonio della società considerato pure che il direttore Maglia voleva portarlo qui già la scorsa stagione, quindi prima del mio arrivo. Dopo aver fatto la Primavera con una squadra di A, il desiderio di ogni ragazzo è, in ordine di priorità, giocare con la prima squadra, andare in B o in C1. Però anche scendere in C2 può essere un ottimo trampolino se si ha consapevolezza dei propri mezzi, e voglia, ambizione di arrivare”.
“Faccio questo lavoro da diciotto anni – risponde ad altra domanda stavolta inerente la solidità della propria panchina – ed ho allenato sia al nord che al sud. Mi sono perciò confrontato con realtà diverse, ho preso “mazzate” uscendone a volte bene altre meno, ma questo fa parte del percorso di ognuno di noi. Perciò so come funziona il tutto. L’essere belli, l’aver giocato sempre delle buone partite eccezion fatta che con il Sorrento, va bene, ma se la squadra sotto alcuni aspetti, tipo l’atteggiamento o la maturità, non cresce, è ovvio che li deve essere bravo l’allenatore a fare la sua parte. A volte riesci in questo proprio grazie al lavoro fatto durante il ritiro precampionato. Essendo però subentrato in corso, e non è la prima volta che mi accade, sapevo quello a cui sarei potuto andare incontro, e quindi non mi posso certo lamentare ora. Visto che sono abituato ad assumermi le mie responsabilità, e non intendo nascondermi dietro altre situazioni, perciò vi dico che se un giorno dovesse capitarmi di venire mandato via, non mi meraviglierei affatto sapendo di essere sempre giudicato dai risultati ottenuti. A questa società va dato comunque un merito che altre spesso non hanno: quello di saper analizzare a fondo quelle che sono state le prestazioni a prescindere dai punti ottenuti. D’altra parte, fossero state, le nostre, tutte prestazioni piatte, allora sarei stato io il primo ad essere preoccupato. Al contempo, però, c’è da dire che si può anche essere meno belli a vedersi, ma più concreti. Si può anche farne uno soltanto, di gol, e poi difenderlo giocando fino alla fine con la tensione giusta. Sulle piccole cose si costruiscono le grandi partite. Se capiamo questo, bene, altrimenti la gente giustamente continuerà a contestarci non vincendo da sei giornate. Se domenica avessimo giocato fino al 90’ come nei primi 55’, magari può darsi che saremmo usciti comunque tra gli applausi come accadutoci contro il Teramo ed il Melfi. Ed anche se per noi sempre sconfitta sarebbe stata, l’attenzione dell’ambiente e dei tifosi si sarebbe magari concentrata esclusivamente sulla direzione di gara della quale solitamente non parlo mai perché non mi piace accampare alibi col rischio di farli entrare pure nella testa degli stessi miei giocatori. A fine partita, piuttosto, la prima analisi che un tecnico deve fare è sulla prestazione della squadra, mettendo da parte quello che può essere stato l’arbitraggio. Se vuoi arrivare fino in fondo non devi concentrarti sulle forze altrui. Bisogna crescere anche sotto quest’aspetto perciò. Poi è chiaro che se ci vogliamo soffermare sulle decisioni arbitrali ultimamente avute sempre contro, posso dirvi che con Melfi, Castel Rigone e Foggia ci sono stati negati tre rigori netti con, peraltro annessa, almeno in due casi, l’espulsione dell’avversario. E’ chiaro che sarebbe potuto cambiare il corso delle partite in questione qualora l’arbitro avesse preso decisioni diverse. Ma, ripeto, ciò non giustifica minimamente l’atteggiamento sbagliato avuto dalla squadra negli ultimi 20-30’ della gara di domenica. Bisogna trovare la forza interiore per essere, allo stesso tempo, belli, forti e pratici. E questo a prescindere dal risultato che sta maturando in quel determinato frangente. L’atteggiamento e l’autodeterminazione, indipendentemente dall’avversario che si ha di fronte, fanno la differenza”.
Chiediamo a Novelli quanto tempo ritiene occorrerà ancora prima di poter rivedere un Carbonaro in grado di poter dire la sua in questo campionato, visto che per quanto vistosi nella mezzoretta giocata domenica il ragazzo è sembrato ancora visibilmente lontano da una condizione psico-fisica accettabile. “Ritengo abbia già una buona autonomia, fermo restando che dove non ci si arriva con le gambe, bisogna arrivarci col cuore. In passato è ad esempio capitato che un mio calciatore mi abbia chiesto di uscire perché non ce la faceva più, salvo poi, dopo un minuto mettere la palla all’incrocio ed a quel punto farsi tutto il campo di corsa per andare ad esultare sotto i propri tifosi che stavano dietro la porta opposta. Vedete, quindi, quanta forza residua ed inaspettata può dare l’entusiasmo quando pochi attimi prima pareva non reggersi più in campo per i crampi e la fatica”.
Mercato
Il diesse biancoverde stamattina è ripartito, a distanza di circa due settimane, per la pianura Padana. Tornerà con qualche novità di mercato. D’altronde mancherebbe giusto l’ufficialità per la cessione in prestito ai biancoverdi del giovane centravanti Giampiero Tozzi (classe ’94) che ha giocato la prima metà di stagione con la Nocerina (zero presenze tuttavia) ma di proprietà del club ducale. Non è tuttavia da escludere, e sarebbe decisamente consigliabile, che, sempre all’interno dell’ormai consolidato asse Parma-Vigor, gli emiliani possano riprendersi qualcuno tra i vari elementi mandati già in estate a Lamezia, facendo, al contempo, compiere il viaggio inverso a qualche calciatore magari più funzionale alle attuali esigenze di mister Novelli, ma soprattutto in grado di dare realmente un deciso contributo alla causa lametina in questo delicato rush finale. Staremo a vedere. Letteralmente scatenato sul mercato, invece, il Cosenza, che domenica ospiterà i biancoverdi al San Vito. Dopo il centrocampista di nazionalità ghanese Yaw Asante ed il centravanti Chinellato (ritornerà ad affrontare la Vigor a distanza di sole tre domeniche), secondo il sito tuttolegapro.com il club silano sarebbe ormai ad un passo dal tesserare anche la seconda punta Gerardo Masini che, al pari di diversi suoi ormai ex compagni, in queste ore ha rescisso dall’Ischia. In uscita, invece, i rossoblù hanno ceduto alla Carrarese il centrocampista Castagnetti.
Ferdinando Gaetano
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