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Lamezia Terme - Solita chiacchierata fiume, quella che mister Novelli ha fatto, nel consueto appuntamento del  martedì pomeriggio, con la stampa. 40’ nei quali il tecnico italo-svizzero ha parlato a ruota libera rispondendo a tutte le domande poste dai giornalisti. “Se per otto partite non si riesce a vincere ed a far gol, - ha esordito - qualcosa che non va c’è, inutile nasconderci. Se però si va a fare un’analisi attenta, io non vedo una squadra piatta per come potrebbe sembrare dai risultati maturati. Guardo anche ad altri aspetti, tipo l’intensità, la qualità  e la partecipazione con la quale lavoriamo durante la settimana, o la volontà comunque mostrata dai ragazzi domenica, avendo rischiato anche qualcosina pur di provare a vincerla. Soltanto contro il Sorrento ho visto una Vigor piatta. Contro Teramo, Aversa, Castel Rigone non abbiamo certo demeritato, tant’è che abbiamo perso solo per errori del nostro portiere. Dopo le gare poc’anzi menzionate, abbiamo fatto un pochino più di fatica, ma non siamo certo il Barcellona della situazione. Se poi stavolta sono state evidenziate le parate del nostro portiere, bisogna però dire che nelle gare precedenti il migliore in campo era quasi sempre stato il portiere avversario, vedi sfide contro Teramo e Castel Rigone. Non vedo solo difetti, quindi, in questa squadra, ma anche pregi, seppure questi non si stiano evidenziando a livello di tabellino. Ma sono convinto che tali pregi si concretizzeranno, anche se dovrà avvenire presto, in risultati positivi. Spesso, nella vita, quanto più cerchi una cosa e meno ti riesce. E noi, essendo che continua a non girarci, dobbiamo fare ancora qualcosina in più mantenendo però sempre l’ottimismo, l’autodeterminazione e la fiducia in se stessi”.

Novelli si è quindi soffermato sui suoi singoli esoneri.  “Senza voler fare assolutamente polemica con nessuno, voglio dire due parole su di essi  visto che vi ci siete soffermati in questi giorni. Fermo restando che fanno parte di questo lavoro, io dico che bisogna anche dire, al contempo, che il sottoscritto ha raggiunto e disputato sei volte i play-off. Andate inoltre a vedere la situazione generale in cui mi son trovato ogni qualvolta sono subentrato e sono stato poi a mia volta esonerato. A Sorrento, ad esempio, ho fatto meglio del mio predecessore se si confronta la posizione di classifica occupata dalla squadra quando sono arrivato con quella di quando sono stato mandato via. Senza contare che molti di quei ragazzi, che allora mi ostinavo a far giocare, oggi militano in serie B ed in qualche caso addirittura in A. Se invece vogliamo soffermarci sull’esonero di Salerno, chiusi il girone d’andata a 28 punti quando mi era stato semplicemente chiesto un campionato tranquillo. Facendo gli stessi punti al ritorno, la squadra avrebbe chiuso in quarta posizione. Invece fui esonerato e chi arrivò dopo racimolò appena 14 punti, salvandosi per un punto dalla disputa dei play-out. Poi ci sta l’esonero di Manfredonia dove si era terzultimi ma con la squadra più giovane d’Italia, zeppa di ragazzini. Stavamo facendo un ottimo lavoro di prospettiva, nonché remunerativo ai fini del minutaggio, puntando a giocarcela ai play-out. Cosa che invece non accadde dato che arrivarono ultimi. Queste cose giustamente non le scrivete dal vostro punto di vista perché conta solo l’esonero ai fini delle statistiche. Io ragiono in modo diverso, ma sia chiaro che non ho niente contro di voi anche perché facciamo un lavoro diverso. Come voi state rispettando me, io sto facendo altrettanto con voi. E’ giusto che ognuno di voi scriva liberamente quel che pensa. Non a caso non ho, e non ho mai voluto, il recapito telefonico di nessuno di voi. Non mi spaventa assolutamente il pensiero dell’esonero, vorrei soltanto che la squadra rimanesse tranquilla avendo la qualità e le potenzialità per far bene. Attaccate tranquillamente me anche perché è giusto che mi prenda tutte le responsabilità del caso per il ruolo che ricopro. Se però pensate di avere a che fare con una persona debole, sfiduciata, vi sbagliate. Non mi dimetterò mai perché nel mio vocabolario questo termine non esiste proprio. Ritengo che chi si debba eventualmente dimettere, siano i delinquenti, i disonesti, coloro che non hanno professionalità o dignità. Non sono venuto qua neanche per un aspetto economico dato che la proprietà sa benissimo quale fossero le cifre a cui viaggiavo prima e quelle per cui sono ora qua. E non m’interessa neanche l’altro anno di contratto che ho, dato che resta sempre vincolato ad una stima reciproca sotto l’aspetto umano e professionale. Vado perciò avanti per la mia strada, sereno e determinato, senza nessun timore per quello che potrebbe succedere domenica prossima. Ne usciremo fuori e vedrete che come adesso è un periodo duro per noi, tra qualche settimana lo sarà per altri. Domenica non sarà facile neanche per il Tuttocuoio. Tolte le prime quattro, che sono ormai andate, le altre siamo tutte li nel fazzoletto di pochi punti.  Poi il tempo è galantuomo e darà una risposta a tutto e a tutti”. 

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L’ex tecnico di Foggia e Salernitana fa poi presente come prima di Lamezia, sia subentrato una sola volta a stagione in corsa. “E’ accaduto solo a Sorrento dove presi la squadra che aveva 7-8 punti ed era penultima senza aver mai vinto. Vincemmo la mia prima gara, poi perdemmo di misura contro il Varese di Sannino nel quale giocava Del Sante, quindi vincemmo altre due gare. Poi ci stava di perdere 2-0 in casa, prendendo gol al 93’ col Novara dei vari Rubino, Ventola, Gonzales, Arrigoni, Lisuzzo e compagnia. Ma per questioni extracalcistiche, problemi con persone che oggi non sono qui presenti e di cui non voglio perciò parlare, fui poi esonerato. Alla fine ero sempre un dipendente, per cui se un presidente ha vincoli di amicizia con un altro allenatore e la moglie, e decide di mandarmi via, non posso farci purtroppo niente. A Barletta giocai le prime sei partite contro le big del torneo, le varie Frosinone, Avellino, Latina, Gubbio, eccetera. Fui esonerato e quindi richiamato, per poi essere mandato di nuovo via non avendo accettato interferenze nel mio lavoro, vedi formazioni da mandare in campo ed altre questioni. Il sottoscritto ha delle idee e va avanti dritto per la propria strada. Molte volte gli esoneri si possono evitare mettendosi d’accordo su determinati aspetti, ma io non sono questo tipo di persona e allenatore. Tengo alla mia professionalità e dignità.  Tornando all’attualità, è chiaro che se domenica scorsa, a Chieti o col Foggia avessimo continuato ad offrire prestazioni piatte come avvenuto contro il Sorrento, allora sarei stato io il primo a parlarne con la società ed a farmi eventualmente da parte. Ma, ripeto, il nostro non si sta rivelando un problema di gioco, ci sta mancando solo quella vittoria in grado di sbloccarci mentalmente. Poi che ci sia contestazione da parte dei tifosi, o che voi scriviate ciò che evidenziano i crudi numeri delle ultime otto giornate, è normale e ci sta, dato che avete un compito diverso dal mio”.

A chi gli fa notare come nelle ultime gare gli avversari abbiano spesso sfondato per vie centrali, risponde come  “più che centralmente, gli avversari abbiano sfondato per vie esterne. Contro il Martina è accaduto anche perché se tu giochi per creare superiorità numerica, e avete visto i buoni risultati vistisi nei primi 20’, non è facile mantenere determinati equilibri. Se guadagni qualcosa in avanti lo perdi dietro, e viceversa. Inoltre, vista l’attuale situazione che c’è qui, se parti in modo più attendista succede che dopo una ventina di minuti più di qualcuno inizia a perdere la pazienza e contesta. Ma in campo vanno degli esseri umani e non dei robot, per cui io devo valutare tanti aspetti. Ad ogni modo le squadre che stanno venendo a Lamezia, in ultimo il Martina, le occasioni che stanno avendo sono tutte frutto di ripartenze, avendole chiuse nella loro metacampo. Senza contare che se tu riesci a sbloccare la gara nei primi 10-20’, allora ti si aprono molti più spazi per essere pericoloso. Se poi mi si fa presente che il nostro portiere domenica ha compiuto degl’interventi degni di nota, vi chiedo quanto, in passato, sono invece stati decisivi i portieri avversari. Mi vengono ad esempio in mente Franzese del Castel Rigone e Serraiocco del Teramo. Fermo restando che Piacenti l’abbiamo preso proprio per parare, visto che prima prendevamo gol anche con mezzo tiro in porta della squadra avversaria. Ed io in quei momenti, per motivi di correttezza, ho sempre difeso Rosti, essendo portato sempre a difendere i miei giocatori”.

La figura del trequartista sin qui non ha prodotto i risultati sperati. “Carbonaro nasce punta esterna nel 4-3-3. Poi, con gli anni, per necessità ha giocato prima con Bitetto dietro la punta, poi da seconda punta. Molte volte quando uno è reduce da infortunio, proprio per non esporlo ad un sovraccarico di lavoro, non lo si fa giocare sugli esterni. Io qui non ne ho quasi mai avuto disponibili e allora non puoi giocare col 4-2-3-1. Devo quindi trovare un altro sistema di gioco. Per quelli ch’erano gli elementi a disposizione, l’unica soluzione era il 4-3-1-2. Zampaglione, non dimentichiamolo, quando sono arrivato io proveniva da tre settimane e mezza di fermo per infortunio. Se gli avessi chiesto subito di fare l’esterno, dopo un po’ sarebbe dovuta venire l’ambulanza a prenderlo con la barella. Padulano di gare ne ha già saltate una decina.  Perché non ho chiesto altri esterni alla società? Abbiamo una rosa di trenta giocatori. Il problema, ripeto, è che abbiamo già tre elementi per ricoprire il ruolo di esterno d’attacco ma due sono infortunati e non ti puoi permettere di tenerli poi fuori quando tornano disponibili. E poi prima di me non penso giocavate su questo stesso tipo di terreno di gioco dove chi viene a difendersi è sicuramente agevolato. Mentre non lo sono affatto giocatori brevilinei e forti sullo scatto come li abbiamo noi. Se durante la settimana proviamo una giocata in velocità,  la domenica non riuscirà mai allo stesso modo perché finchè il mio giocatore si sistema la palla, per via del campo, l’avversario si è già chiuso. Domenica io vado la perché voglio far risultato come nelle gare precedenti, a prescindere dal fatto che possa essere o meno una gara decisiva per il sottoscritto. Sono il primo ad essere rammaricato per non aver vinto nelle ultime otto giornate, ma non per questo sono sfiduciato o timoroso per domenica”.

Facciamo presente se non fosse stato il caso d’intervenire un po’ prima sul mercato, invece di aspettare l’ultimo minuto dell’ultimo giorno per rinforzare il reparto avanzato. “Carbonaro si è di nuovo infortunato solo una settimana prima della chiusura del mercato, quando era da tutti noi ormai considerato alla stregua di un nuovo acquisto. Chi si sarebbe aspettato che, da giocatore ormai  fisicamente recuperato, si sarebbe invece rifatto male di nuovo. Di conseguenza, la società aveva fatto un discorso diverso a livello di mercato. Poi, invece, si è virato in extremis su Longoni che conosco da tempo e avevo spesso cercato, invano, in passato”.  Ed a proposito del fantasista argentino, atterrato lunedì a Lamezia, Novelli ci dice di averlo “visto muoversi bene. Non è ancora al 100% ma è un giocatore importante, uno che può ricoprire diversi moduli, che ha qualità e colpi importanti. Inoltre gli argentini tradizionalmente sono tenaci d’indole, e comunque conosco bene i loro pregi e difetti avendone allenati diversi in passato, anche nei settori giovanili. Certo non bisogna pensare che possa risolverci tutti i problemi, ma può sicuramente contribuire a ridurli”. Quanto al mancato ingresso di Tozzi, che bene aveva impressionato nello scampolo di gara giocato al San vito, Novelli dichiara che “non è potuto entrare essendomi dovuto giocare l’ultimo cambio rimasto per sostituire Malerba, che aveva accusato un affaticamento muscolare, con Rondinelli”.  Ieri, intanto, tradizionale doppia seduta del mercoledì. Buone news su Padulano, tornato a lavorare a regime assieme al resto dei compagni. Lavoro leggermente più blando per Malerba e Zampaglione, entrambi reduci da affaticamento muscolare. Anche oggi, giovedì, due allenamenti: si inizia alle 9:00 al Riga dove, nel pomeriggio (14:30), Mangiapane e compagni disputeranno un’amichevole in famiglia con la Berretti di mister Gatto

 

Ferdinando Gaetano    

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