
Lamezia Terme - “Vogliamo mettere a conoscenza della città l'ennesimo episodio di disagio venutosi a creare a causa della discutibile gestione della piscina comunale da parte del soggetto incaricato dal Comune. Comunicano, in una nota, dall’ ASD Rari Nantes. Premettendo che su tutta la storia relativa all'affidamento dell'impianto pubblico ci riserviamo di inviare in futuro un memorandum che ne ripercorra i tempi e i modi, vogliamo, in questa circostanza, soffermarci su quanto accaduto in occasione della partita amichevole di pallanuoto disputata tra la nostra società e la società sportiva ASD Rari Nantes Vibo. La scelta di disputare la gara amichevole è stata presa venerdì scorso, 20 febbraio. Ora e data della partita, lunedì 23 febbraio a partire dalle ore 21.15, sono stati stabiliti tenendo conto degli spazi concessi dal gestore e dal Comune alla nostra società. Contestualmente è stata fatta richiesta via pec al dirigente di settore della concessione dell'apertura degli spalti, per accogliere i genitori degli atleti sia della nostra società che, soprattutto, della società vibonese. La risposta del dirigente di settore, dott.ssa Nadia Aiello, è arrivata lunedì, sotto forma di nulla osta, con la richiesta di prevedere in futuro un congruo anticipo per certe richieste. Analoga comunicazione è stata inviata al gestore dell’impianto".
“Quest'ultimo, da parte sua, ha confermato con una mail - aggiungono - il nulla osta all'apertura degli spalti, sottolineando come il tutto avvenisse esclusivamente per dovere di ospitalità. Lo stesso gestore si esentava da qualsivoglia responsabilità per eventuali accadimenti sia in piscina che sugli spalti. Le motivazioni di tale mancata assunzione di responsabilità sono tragicomiche: si va dalla non conoscenza delle persone che avrebbero usufruito di acqua e spalti, alla ipotetica mancanza di certificati di idoneità sportiva. Premettendo che il gestore, per legge, ha comunque una responsabilità civile per quanto accada all'interno degli spazi a lui affidati, con tanto di fidejussione depositata (almeno così dovrebbe essere), riteniamo che sia innanzitutto auspicabile, per il futuro, che gli spalti siano sempre a disposizione dell'utenza, che paga dei canoni di accesso ad una struttura che è PUBBLICA e non privata. E' sconcertante dover richiedere l'apertura di spazi che, in quanto comunali, sono della cittadinanza e non del gestore, che è invece pagato per garantirne il corretto utilizzo. La risposta del gestore è stata inviata anche all'attuale assessore allo sport: siamo sicuri che, in linea con quanto professato in questi anni di amministrazione, voglia provvedere ad una pubblica censura di quanto comunicato dal gestore. Lo riteniamo indispensabile, fondamentale, urgente. Sul resto e sulle responsabilità del Comune e dello stesso assessore in una situazione che più volte, come dimostreremo, ha superato i limiti della legalità, torneremo in seguito, per puro amore di verità”.
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