Lamezia Terme - Giorni di attesa in casa Vigor Lamezia. La sentenza di primo grado nell’ambito del processo “Dirty Soccer”, prevista per il prossimo 12 agosto, rappresenterà, con molta probabilità, una sorta di spartiacque. Prima di tale data, difficilmente verranno ufficializzati i nuovi arrivi. Una settimana di passione, dunque, che i tifosi vigorini, già storicamente poco abituati a frequenti trionfi calcistici, non si meritavano. Una delle conseguenze di questo tsunami giudiziario abbattutosi sul sodalizio di via Marconi, è stata l’approdo in biancoverde del diesse Danilo Pagni. Una sorta di ritorno, per la verità, avendo già funto da consulente di mercato nella stagione 2009-10, in serie D. “Ho accettato la proposta del Lamezia, nonostante me ne fosse arrivata anche qualche altra, per motivi prettamente professionali. Il fatto di conoscere già i dirigenti ha inciso tantissimo”.
In quell’estate del 2009, il direttore castrovillarese, ma sposato con una lametina, trovò, pur agendo prevalentemente a distanza, un ambiente deluso a seguito della fresca, disastrosa, retrocessione del precedente torneo; stavolta la situazione trovata è stata, per molti versi, ancora peggiore. Non si è infatti padroni del proprio destino, e si è in fortissimo ritardo sulla tabella di marcia. Al 6 agosto, la Vigor Lamezia di fatto ancora non esiste. Della rosa che ha conquistato la salvezza con quattro giornate d’anticipo è rimasto un solo elemento: il baby Voltasio. Persino i due restanti calciatori in scadenza al 30 giugno 2016, ovvero Scarsella e Rapisarda, hanno chiesto ed ottenuto la rescissione. “Con Scarsella – precisa Pagni - c’era l’impegno a liberarlo in caso di frenata a livello operativo da parte della società, e così è stato. Fermo restando che ancora non si è accasato da nessuna parte. Rapisarda ha preferito fare i propri interessi”. Una perdita di non poco conto, quest’ultima, visto che il jolly difensivo etneo, per continuità di rendimento e duttilità tattica, è stato tra i migliori, se non il migliore, nel corso dell’ultima stagione.
“Ho trovato una rosa composta da soli due calciatori – ribadisce il ds da tempo molto amico del presidente Torcasio. D’altronde, la spada di Damocle che pende sul club è nota a tutti ed ha mandato all’aria tutte le trattative ben intavolate con alcuni club di A e volte ad ottenere in prestito giovani di comprovato valore per la categoria. Se a ciò aggiungiamo l’ingente perdita economica determinata dal crac Parma, il quadro che ne emerge non è certo dei più rosei. Questa dirigenza sta tuttavia dimostrando di avere la pelle dura, come testimoniato dall’aver nel frattempo saldato le ultime mensilità relative alla scorsa stagione, ed aver pagato tutti gli altri fornitori e creditori. Inoltre, abbiamo raggiunto un accordo economico di massima con sei over di categoria, qualcuno dei quali ha fatto anche la B, incontrati di persona a Lamezia in questi ultimi giorni. Prima di ufficializzarli, bisognerà però aspettare la sentenza del prossimo 12 agosto, dato che questa società se prende impegni è abituata a farlo a 360 gradi. Dopo ogni tempesta, comunque, spunta fuori il sole. Quando inizierà il ritiro? Dopo Ferragosto e chiederemo il posticipo per ciò che concerne le prime gare di Coppa Italia (la Vigor è stata inserita nel girone I assieme ad Akragas e Paganese ndr)”.
Certo che fa un certo effetto constatare come quella lametina sia rimasta l’unica squadra di Lega Pro a non avere ancora iniziato la preparazione, peraltro con una rosa ancora interamente da allestire. “Non bisogna illudere o raccontare favole ai tifosi. La situazione è difficile, ma proprio per questo bisogna fare quadrato tutti assieme. Non giudico il passato, ma lo rispetto. Dobbiamo accettare la realta’. In questi casi la migliore medicina è il lavoro. Gli avvocati scelti dalla società per difendersi rappresentano il meglio di quanto ci sia in circolazione, pur consci che tutto ciò avrà ovviamente un costo non indifferente per la stessa. Mi fido molto di loro. Massima cautela, ma pure un moderato ottimismo. Ci auguriamo – conclude Danilo Pagni - emerga la non colpevolezza delle persone coinvolte”.
Una mano, paradossalmente, potrebbe venire dai nuovi avvisi di garanzia, disposti ieri dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, a carico di dieci persone, tra cui calciatori e dirigenti di società sportive, ritenute responsabili di aver partecipato all’alterazione dei risultati di altre cinque partite di campionato Lega Pro 2014-15, tra cui Juve Stabia–Vigor Lamezia del 3 maggio scorso. Le risultanze di indagine segnalano che Felice Bellini e Sebastiano La Ferla, sicuri del finanziamento procurato da un soggetto maltese, Pelinku Ilier, allo stato non identificato, hanno fatto pervenire, al Presidente ed al Direttore Sportivo della compagine lametina la proposta di alterare l’incontro calcistico. In questa circostanza, però, sia Arpaia Claudio che Maglia Fabrizio, allora, rispettivamente, presidente e direttore Sportivo della Vigor Lamezia, non hanno accettato la proposta illecita.
Alla luce di quest’ultimo caso, in cui i due dirigenti vigorini avrebbero rifiutato, pur non denunciando il tutto alla Procura, l’offerta illecita di Bellini, si può, anzi si deve, imbastire una logica tesi difensiva indirizzata ad evidenziare l’inattendibilità, nonché il fatto che fosse comunque del tutto esterno alla Vigor Lamezia, del soggetto Felice Bellini.
Resta il fatto che a questo bandito del calcio, qualcuno, all’interno della Vigor, ha colpevolmente dato e concesso sin troppa corda. D’altronde, lo stesso attuale massimo dirigente, Gianni Torcasio, nelle scorse settimane ha pubblicamente ammesso come il Bellini si fosse offerto per rivestire la carica di direttore marketing per la stagione 2015-16. Che si trattasse di soggetto alquanto chiacchierato, poi, era noto ai più. Chi vi scrive, ad esempio, ebbe modo di “ammirarlo” durante una partita di Prima Categoria di qualche anno fa giocatasi al “Remo Provenzano” di Capizzaglie. Il signor Felice Bellini, allora presidente del Chiaravalle, dopo aver aspramente contestato, con termini a dir poco offensivi e scurrili, il giovane direttore di gara per l’intero arco dei 90’, al triplice fischio fu capace di sfondare il cancelletto che permette di entrare all’interno del rettangolo di gioco e dirigersi con passo spedito ed intenzioni decisamente bellicose verso lo spogliatoio dell’arbitro, la cui porta allora (successivamente gli spogliatoi sono stati rifatti di sana pianta) dava direttamente sul campo. Fu fermato in extremis, nonché a fatica, da un paio di dirigenti della Fortitudo Lamezia, tant’è che l’iracondo Bellini perse l’equilibrio franando rovinosamente a terra. Una scena pietosa che riportammo fedelmente nell’articolo sulla gara che scrivemmo per il non più in edicola quotidiano regionale Calabria Ora. Dopo qualche giorno Bellini ebbe persino la faccia tosta di chiamare presso l’allora redazione cittadina del giornale, minacciando querela nei confronti del sottoscritto reo, a suo dire, di essersi inventato il tutto. Peccato per lui che le decisioni del Giudice Sportivo lo avrebbero poi smentito. Non ci stupiamo affatto, perciò, di tutto il marcio che sta venendo fuori sul suo conto nell’ambito dell’inchiesta “Dirty Soccer”.
Ferdinando Gaetano
© RIPRODUZIONE RISERVATA