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Lamezia Terme - Era una gara per molti versi spartiacque, quella di ieri pomeriggio, per la stagione dell’Fc Lamezia Terme. Una nuova sconfitta avrebbe infatti comportato l’eliminazione dalla Coppa Italia di serie D, oltre ad acuire ulteriormente la crisi, soprattutto a livello di risultati, da cui la squadra era reduce in campionato, vedi gli ultimi due kappaò consecutivi, nonché tre nelle quattro uscite più recenti.  Dal già storico quarto di finale della manifestazione tricolore sono invece giunte piacevoli sorprese. Nonostante, al contrario della corazzata Cavese, abbiano dovuto obbligatoriamente giocare  quasi  gli stessi undici di domenica scorsa, con le poche novità rappresentate quasi in toto da elementi peraltro recuperati in extremis dopo qualche settimana di assenza per noie fisiche, stavolta si è finalmente visto un Lamezia caparbio, capace di non abbattersi, ma anzi di reagire, dopo l’immediato vantaggio metelliano a seguito di uno svarione, in disimpegno difensivo, di Cristiani. Gialloblu più forti anche degli errori individuali, in particolare due quelli che, in aggiunta a quello che ha causato  lo 0-1, potevano costare altrettanto cari, che hanno rappresentato una delle pochissime note meno liete nella prova offerta da Maimone e compagni.

Prestazione il cui peso specifico naturalmente aumenta se rapportata alla forza tecnica dell’avversario  di turno,  capolista del girone H di serie D. Una Cavese che si è potuta permettere il lusso di schierare quasi un’altra squadra rispetto all’undici titolare di Fasano, senza per questo far diminuire il proprio tasso tecnico e di esperienza. Metelliani  i quali peraltro rappresentano da sempre  un osso duro per il calcio lametino. Prima della gara di ieri, i campani a Lamezia avevano giocato nove  volte in campionato, uscendo sconfitti in due sole occasioni, peraltro con il minimo scarto: nel campionato di serie D 1970-71 (As Nicastro – Cavese 1-0) ed il 13 marzo 1988 nell’allora torneo di serie C2 (Vigor Lamezia – Cavese 1-0).  Con l’Fc Lamezia si è invece trattato del terzo precedente dopo i due di campionato della scorsa stagione.  Tutti finiti in parità: 0-0, 2-2 a Cava ed ora questo 1-1 in coppa,  trasformatosi in vittoria lametina ai rigori. Ieri si sono giocati anche due degli altri quarti di finale dell’edizione 2022-23 della Coppa Italia di serie D. 

L’Adriese si è imposta 3-1 in casa del Riccione ed ora in semifinale dovrà vedersela con la vincente di Crema – Giana Erminio, match posticipato al prossimo 8 marzo.  Stesso giorno nel quale si disputerà già l’altra semifinale tra il Pineto ed il Lamezia. Gli abruzzesi, primi in classifica nel girone F, ieri si sono sbarazzati , tra le mure amiche, con un largo 4-1 della Puteolana nella quale gioca l’ex centravanti di Vigor ed Fc Lamezia Haberkon (un elemento che, per caratteristiche fisiche e tecniche, in casa gialloblu avrebbe fatto decisamente comodo in questa stagione).  Tra i punti di forza di questo Pineto , l’ex Catanzaro Forgione, nonché l’ex bomber di Vibonese e Cavese Diego Allegretti . La prossima settimana negli uffici della Lega dovrebbe tenersi il sorteggio per stabilire se l’8 marzo si giocherà a Lamezia o in Abruzzo, trattandosi, ancora una volta, di sfida secca. La finale è invece in programma  il 27 maggio.

Tornando alla sfida giocatasi ieri pomeriggio nell’impianto di via Marconi, in sala stampa si è presentato un Claudio De Luca visibilmente soddisfatto e sollevato per la qualificazione. “Faccio i complimenti ai miei ragazzi – ha esordito - per come hanno interpretato la gara, anche se con un po’ più di cattiveria avremmo potuto chiuderla  al termine dei 90’. E’ comunque stata la vittoria del gruppo. Il pallone è stato idealmente spinto  anche da chi era in panchina o in tribuna. Estendo i complimenti pure allo staff medico ed a quello tecnico, avendo entrambi fatto il massimo per rimettere in piedi qualche calciatore. Ci è andata bene alla lotteria finale dei rigori, ma nel complesso il passaggio del turno è stato meritato viste pure le difficoltà che avevamo tra assenze ed elementi non certo al meglio. Anzi posso dirvi che qualcuno di loro, per come stava, non sarebbe neanche dovuto esserci in campo. Anche se abbiamo commesso qualche errore, che ci sta specie se a commetterlo sono i giovani,  stiamo proseguendo nel nostro percorso di crescita. Ma affinchè sia proficuo c’e’ assoluto bisogno di recuperare tutti perché, come si è visto anche oggi (ieri ndr), con i più esperti in campo è più facile indirizzare le partite in un certo modo.  Nell’occasione Cunzi, ad esempio, è stato determinante, lanciando un segnale importante a tutta la squadra. Ha lottato in maniera indefessa al pari di Addessi e Cristiani. Cito loro, in particolare, essendo stati buttati dentro nonostante reduci da problemi fisici e con davvero pochi allenamenti fatti. Alla luce di tutto ciò,  ripeto come questa qualificazione l’abbia voluta e centrata l’intero gruppo”. Il tecnico pugliese ha quindi rimarcato lo spirito di sacrificio di tanti suoi calciatori, “vedi Maimone che, nell’arco di pochi giorni, è passato dal doversi adattare al ruolo di trequartista a quello di difensore centrale”.

Quanto ai primi 33’ della ripresa, nei quali la squadra non è riuscita a far fruttare, come invece fatto soprattutto nel finale di primo tempo, la superiorità numerica, De Luca ha risposto come “non ci sia stato alcun calo mentale, semmai stiamo lavorando per migliorare la condizione fisica. Ed in tal senso si sono comunque visti i progressi rispetto, ad esempio, al secondo tempo giocato con l’Aversa. Il Pineto? Altra squadra forte quanto la Cavese. Adesso, però, bisogna concentrarci di nuovo sul campionato. C’è da riprendere a vincere, partendo dalla gara di domenica a Ragusa”. Il tecnico dei lametini ha quindi ceduto il posto, in sala stampa, al collega Troise, non dopo però, essersi salutati calorosamente, avendo, i due, seguito assieme il corso di allenatore a Coverciano.

“Usciamo dalla coppa a testa alta, – ha dichiarato l’ex calciatore del Napoli - specie per come si era messa la gara con l’espulsione di Fissore. Siamo partiti bene ma dovevamo essere più attenti e, con qualche palla rubata, anche in dieci potevamo fargli più male. Ci tenevamo a passare il turno ma il Lamezia, molto diverso rispetto a quello affrontato l’anno scorso, se è arrivato fino a questo punto  vuol dire che lo ha a sua volta meritato. Oggi (ieri ndr) hanno influito molto anche le condizioni tutt’altro che ottimali del terreno di gioco”. Come succede sempre più spesso, vedi anche l’ultima edizione dei Mondiali, ancora una volta non ha premiato la scelta di far entrare, nei minuti precedenti i tiri dagli undici metri, i cosiddetti rigoristi non in campo dall’inizio. “Peccato, – ci ha risposto mister Troise -  dato che proprio Banegas, Bubas e Foggia (l’unico dei tre ad aver segnato dal dischetto, peraltro con un elegante “cucchiaio” ndr) sono sempre i primi tre a battere i nostri rigori”.

Lontano dagli spogliatoi, non è poi mancato un cordiale e sano, quanto informale, “confronto” tra il diggì Gianni e alcuni cronisti.  Il direttore ha invocato unità di intenti sebbene da più parti negli ultimi tempi siano emerse delle contingenze. Ovvero il sempre maggiore distacco, manifestatosi, in ultimo, attraverso l’indebolimento della rosa, rispetto a quella iniziale, nel mercato invernale, della proprietà verso le sorti del club. Non è un caso che in questa stagione le presenze di Felice Saladini, ormai sempre più assorbito dalle vicende della Reggina calcio, al D’Ippolito si siano diradate. Senza tralasciare che proprio in quest’annata, tra l’altro contrariamente alla scorsa, stranamente dalla società dello Stretto non è arrivato nessun giovane prospetto interessante in gialloblù. Anzi è successo solo il contrario, vedi l’approdo in amaranto di Crisafi proprio alla vigilia di una gara, quella di San Cataldo, nella quale mister De Luca si è così venuto a trovare senza alcuna prima punta di ruolo a disposizione.

Ferdinando Gaetano

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