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vigor-puccio.jpgLamezia Terme - Non fosse stato per il problema al ginocchio che, proprio nel suo periodo di maggior forma, lo ha tenuto fermo ai box per sei turni consecutivi, tra la ventiseiesima e la trentunesima giornata, a quest’ora sarebbe stato tra i biancoverdi ad aver giocato di più in questa stagione. Fortunatamente, da un paio di settimane Gabriele Puccio è tornato disponibile e mister Erra non si è fatto certo pregare nel rimandarlo in campo. “Avverto ancora un po’ di dolore, ma è una cosa normale. Anzi, sono rientrato in leggero anticipo rispetto ai tempi di recupero previsti”. Due domeniche fa, nel derby contro il Cosenza, il rientro graduale, essendo stato gettato nella mischia nell’ultima mezzora. Nonostante la solita determinazione profusa, il suo ingresso non si è tuttavia rivelato fortunato dato che dopo una ventina di minuti è maturato il gol di Calderini per l’immeritato  0-1 finale. “Ho ben chiara in mente l’azione del gol rossoblù. In pratica dietro era rimasto soltanto Gattari, con Rapisarda che ha ripiegato in corsa sparata, così come Malerba. La rete l’abbiamo insomma beccata proprio per la nostra propensione a sbilanciarci alla ricerca del gol vittoria. Anche perché, parliamoci chiaro, sia noi che il Cosenza eravamo già virtualmente salvi, e quindi c’interessava poco pareggiare. Ed alla fine così è stato, anche se, purtroppo, a vincere sono stati loro”.

Al “Quinto Ricci” di Aprilia, nel turno infrasettimanale nonché pre-pasquale, l’ex mezzala della Primavera dell’Inter ha invece giocato l’intera partita. In campo si è vista la solita Vigor compatta e quasi imperforabile, anche se per la quarta giornata consecutiva non è andata a segno. “C’è da dire che i nostri attaccanti hanno sin qui dato, e speso, moltissimo. Il mister da loro  pretende tanto sacrificio, essendo chiamati ad un gran lavoro anche in fase di pressing e copertura; il che può naturalmente influire sulla loro lucidità sotto porta. Svolgono un lavoro egregio anche quando non segnano, insomma. Vedi, in particolar modo, Montella o lo stesso Improta che, pur non avendo fatto tanti gol, è uno di quelli che non molla mai. Ritengo sia quindi normale il loro calo a livello realizzativo. Tra l’altro coinciso con i primi caldi. Per quanto ci riguarda, quindi, sta procedendo tutto nella norma”. Domenica match interno contro una Paganese che evoca brutti ricordi all’intero ambiente biancoverde. “All’andata non c’ero per squalifica. Personalmente sarà la prima volta che affronto questa squadra. Dobbiamo onorare la maglia fino alla fine, senza mai mostrare appagamento. Poi ci sta pure che le partite si possano perdere, anche quando dai il massimo, ma senza che per questo ci si debba sorbire del venduti. Il mio obiettivo adesso è quello di arrivare ad un piazzamento utile a partecipare alla prossima Tim Cup, giocando alla grande le restanti cinque partite”.

Anche perché, gli facciamo notare, darebbe fastidio vedersi scavalcati in nona posizione proprio nelle ultime giornate. “Da come la vedo io, girone d’andata e girone di ritorno sono due campionati completamente diversi. Nel primo, per più della metà abbiamo dimostrato di essere quasi superiori a compagini ora in zona play-off. Lo si è finito maluccio, così come si è cominciato non bene quello di ritorno, salvo poi riprenderci alla grande disputando il torneo che ci compete:  vale a dire salvarci tranquillamente e puntare alla Coppa Italia maggiore”. Dopo una stagione, la scorsa, trascorsa per metà a Savona e per metà alla Pergolettese, il centrocampista classe ’89 ha messo radici più stabili nella terza città della Calabria. “Non posso che dire di essermi trovato bene qui a Lamezia. Mi pesa un pochino la lontananza da casa, anche se qui c’è l’aeroporto, ma c’è grande intesa con il diesse Maglia, Marco Cerminara ed il mister. Le valutazioni verranno fatte a tempo debito. Ho iniziato e chiuso la stagione con la stessa  società? Sono contento soprattutto per la mia famiglia che, prima di quest’anno, spesso ha dovuto fare una vita da zingari come il sottoscritto. Soddisfatto di quest’annata nonostante avrei potuto fare ancora di più. Purtroppo l’infortunio non mi ha permesso di giocare con continuità per tutta la stagione”. Considerata pure la giornata di squalifica che dovrà scontare Scarsella, domenica con tutta probabilità Puccio giocherà dal primo minuto. “In campo – conclude scherzandoci su - ci saranno due braccia  aperte in meno. Fabio (Scarsella ndr), infatti, è solito lamentarsi non appena gli arriva male la palla, così come fa già Del Sante!”.

IL TEST DEL GIOVEDI’

Solita pioggia di gol (13-0) nell’amichevole infrasettimanale in famiglia. A fungere da sparring-partner di Gattari e compagni ieri pomeriggio, al Riga, sono stati gli Allievi Nazionali allenati da Felice Gatto. Nella prima frazione Erra ha schierato il seguente 4-3-3: Mercuri (Piacenti ha difeso la porta avversaria); Kostadinovic, Filosa, Gattari, Di Marco; Maglia, Puccio, Papa; Montella, De Giorgi, Improta.  Doppietta di Montella e singoli centri di Papa, Filosa e De Giorgi. Nel secondo tempo il tecnico di Pellezzano ha optato per il seguente 4-4-2: Mercuri (i pali della squadra Allievi sono stati difesi da Forte); Kostadinovic, Puccio (a metà frazione rilevato da Gattari), Di Bella, Malerba; Voltasio, Rossini, Battaglia, Scarsella; Held, Catalano. A segno stavolta sono andati Held (tripletta), Catalano (altra tripletta), Voltasio e Di Bella. In quattro non hanno preso parte al test, allenandosi a parte: Pirelli, Rapisarda (ancora col gesso alla mano si è limitato a correre a bordo campo), Del Sante (reduce da influenza) e Spirito.                                                            

PENALIZZAZIONI

Il Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare,  presieduto dall’Avv. Sergio Artico ha inflitto 2 punti di penalizzazione al Barletta (che scende a 41 punti, in condominio con Vigor e Cosenza) e1 punto ad Ischia Isolaverde (che passa da 29 a 28 punti) e  Savoia (da 28 a 27 punti).                                                                                                        

Ferdinando Gaetano

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