
Lamezia Terme - Dopo i due giorni di riposo seguiti al tutt’altro che entusiasmante anticipo di venerdì sera contro l’Ischia, la Vigor Lamezia si è ritrovata stamane al Riga per riprendere gli allenamenti in vista della proibitiva trasferta di sabato pomeriggio all’Arechi. Oltre che i pronostici, nell’occasione i biancoverdi avranno pure la cabala contro. Tre volte, infatti, granata e biancoverdi hanno sin qui incrociato i propri destini, ed altrettante sono state le vittorie campane. Eloquente, poi, il dato relativo ai gol fatti e subiti dall’undici vigorino nei 270’ citati: zero all’attivo e cinque al passivo. Considerata pure la perenne situazione di emergenza in difesa, con la quale mister Erra dovrà fare ancora una volta i conti, verrebbe davvero difficile pensare ad una Vigor di ritorno con un risultato positivo da Salerno. Nel calcio, però, non c’è niente di scontato. Per i più legati a corsi e ricorsi storici, ci sarebbe poi un appiglio positivo a cui aggrapparsi e che, per certi versi, lega due attuali componenti della rosa lametina. Dobbiamo però risalire alla prima giornata del campionato di Seconda Divisione 2012-2013. Quella domenica (2 settembre) L’Aquila, nelle cui fila militavano Francesco Rapisarda (ma non giocò quella gara) ed Umberto Improta, violò con un rocambolesco 3-2 in rimonta l’Arechi. Una vittoria a dir poco incredibile visto che fino al 22’ del secondo tempo i padroni di casa conducevano saldamente l’incontro con un più che meritato 2-0. Poi successe di tutto e di più. Tutto iniziò con un rigore concesso agli aquilani e trasformato da Improta per il momentaneo 2-1. Nel giro di 6’ la Salernitana rimane in nove, a causa del secondo giallo rimediato dai difensori Tuia e Rinaldi, e quasi contestualmente subisce il 2-2. Ma non è finita qui perché proprio al 90’ ancora l’attuale punta biancoverde Improta crossa al centro per il definitivo 3-2 abruzzese firmato da quell’Infantino venerdì scorso ammirato al D’Ippolito con la maglia numero 9 dell’Ischia.
A meno di malaugurate defezioni dell’ultima ora, sia Improta (peraltro ex di turno) che Rapisarda sabato torneranno da avversari all’Arechi, provando a rigiocare un altro brutto scherzetto alla compagine in questa stagione allenata da Menichini. Avendo decisamente meno da perdere rispetto agli ultimi tre scontri diretti che li ha visti opposti, in rapida successione, ad Aversa, Savoia ed Ischia, contro la vice-capolista Rapisarda e compagni dovrebbero poter giocare più liberi e sciolti mentalmente. “In parte è vero – osserva proprio il jolly difensivo etneo – anche se di pressioni in questo periodo ne abbiamo ugualmente tante; in primis il dover assolutamente tornare a vincere al più presto. Certo, sappiamo che di fronte avremo un’ottima squadra, in piena lotta per il salto di categoria, ma andremo ugualmente a giocarcela”.
Considerata la poderosa batteria offensiva di cui è dotata la formazione del patron Lotito, per la rimaneggiata retroguardia lametina si preannuncia parecchio lavoro. “Sapete tutti che squadra sia la Salernitana, nonché le assenze che avremo pure sabato in difesa. Mi riferisco ovviamente a Gattari e Filosa. Momentaneamente, anche se sta passando un bel po’ di tempo ormai, dovremo continuare a convivere con queste problematiche. Cerchiamo di fare ugualmente del nostro meglio per tornare da Salerno con un risultato positivo”.
Complice la lunga astinenza dalla vittoria, che manca da ormai dieci giornate, dei quasi quindici punti di vantaggio vantati, fino a due-tre mesi orsono, rispetto alla quintultima, da ieri ne sono rimasti appena un paio. “C’è sicuramente preoccupazione per il momento non facile che stiamo attraversando. Lo si è notato venerdì ma anche nelle partite precedenti. Sappiamo di dover lavorare ancora di più per poter tornare a raccogliere i tre punti”.
Sforzandosi di voler trovare note positive dalla gara di venerdì, ci sarebbe da far notare come dopo nove partite si è finalmente tornati a non subire gol. “E’ sicuramente un passo in avanti – fa notare sempre Rapisarda – anche se, avendo bisogno di tornare alla vittoria, sarebbe stato meglio prenderne anche tre o quattro pur di farne uno in più dell’avversario. La vittoria non è invece arrivata neanche stavolta, sebbene abbiamo dovuto affrontare un’Ischia abbastanza rinforzatasi nelle ultime settimane”.
La lingua batte dove il dente duole, come suol dirsi, e così non potevamo esimerci dal chiedergli se a Torre Annunziata non ci si sia troppo sbilanciati alla ricerca del raddoppio quando sarebbe stato probabilmente più opportuno, negli ultimi 20’, assumere un atteggiamento maggiormente guardingo. “Fossimo riusciti a trovare il secondo gol sarebbe stato buono per tutti perché la gara sarebbe di fatto finita li. Invece sono arrivate due disattenzioni nostre. Eravamo messi male ed abbiamo purtroppo preso quelle due imbucate. Io e Peter Kostadinovic stiamo cercando di fare del nostro meglio li dietro anche se sapete tutti come quello di centrale non sia il nostro ruolo naturale. Non cerchiamo alibi comunque, abbiamo sbagliato e ce ne assumiamo le responsabilità”.
Fuori casa la squadra sembra tuttavia trovarsi più a suo agio. Basta confrontare la mole di occasioni da gol costruite a Lecce e Torre Annunziata con quelle create al D’Ippolito al cospetto di Aversa Normanna ed Ischia. “Normalmente per una squadra è meglio giocare in casa, potendo così contare sul calore del proprio pubblico. E sotto questo aspetto non possiamo dire comunque niente dato che anche venerdì i tifosi ci hanno sostenuto dal primo all’ultimo minuto. Alla fine devo però dire che per una compagine come la nostra giocare in casa o fuori cambia poco, dovendo provare a far punti contro chiunque, a prescindere se di fronte ci sia la Salernitana o il Savoia”.
La contestazione dei tifosi, innescatasi al triplice fischio dell’ultima gara, per l’ex terzino di L’Aquila e Cosenza ha avuto il chiaro sapore di un dejà-vu. “L’avevo già vissuta la scorsa stagione. Devo però ammettere che hanno ragione ad essere preoccupati come lo siamo anche noi. Come è stato giusto prenderci gli applausi quando le cose andavano bene, lo è altrettanto sorbirci i fischi ora. Una delegazione di tifosi è entrata nello spogliatoio a fine gara? Si, ci hanno raggiunto ma non è successo niente di che. Abbiamo soltanto parlato tranquillamente chiedendoci reciprocamente di restare uniti in modo da conquistare prima possibile la salvezza”.
Non ha grandi dubbi il difensore classe ’92 quando gli chiediamo quanto la sconfitta rocambolesca subita al Giraud abbia mentalmente influito sulla non certo brillante prestazione sfoderata venerdì sera. “Abbiamo sicuramente accusato il contraccolpo psicologico, inutile cercare di nasconderlo. Due disattenzioni difensive nell’ultimo quarto d’ora ci sono costate la sconfitta in una gara che ritenevamo ormai vinta. Speriamo di superare questo “trauma” sin dalle prossime partite, ma per farlo dovremo lavorare ogni giorno di più”.
Robusto lavoro atletico con tradizionale partitella finale a campo ridotto, stamattina per Gattari e compagni. Differenziato per Del Sante, Spirito ed il convalescente Piacenti. Domani, martedì 27 gennaio, nuova seduta mattutina al Riga.
Ferdinando Gaetano
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