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Il-direttore-sportivo-della-Vigor-Domenico-Roma.jpgLamezia Terme - Lavorare con le mani legate è un po’ quello in cui si sta cimentando il direttore sportivo della Vigor Lamezia, Domenico Roma. “Sappiamo di non essere completi ed anche dove dover intervenire. Per farlo dobbiamo però prima attendere l’ok dalla società. Non nascondo che con due giocatori stavo provvedendo a chiudere ma poi mi è stato detto di fermarmi. Ad ogni modo, da ieri si è aggregato il classe ’96 Simone Golia, ex Primavera Inter, Bologna e Carpi”. Altro probabile innesto, ma stavolta alla riapertura del mercato dicembrino, si vocifera possa essere Giovanbattista Catalano, mercoledì presente in tribuna ad assistere alla gara con la Leonfortese. “Il valore del giocatore non si discute, però è logico che dobbiamo prima vedere se potremo permettercelo. Ripeto, sappiamo già dove dobbiamo intervenire. Nello specifico, servono prioritariamente un difensore ed  un attaccante in grado di conferire esperienza ad una rosa molto giovane. Non dobbiamo però farci prendere da isterismi, anche perché prima del 2 dicembre non possiamo fare niente se non ricorrere eventualmente al mercato degli svincolati che però ritengo inutile a questo punto. Fermo restando che, comunque, se è vero che noi siamo in difficoltà, stiamo notando che ci sta qualche altra società che non se la passa granchè meglio, anzi”.

I miglioramenti progressivi della squadra biancoverde sono stati comunque evidenti, come testimonia anche la striscia di tre risultati utili consecutivi da cui è reduce.  “Per me che sono arrivato da un mese, quella di mercoledì con la Leofortese è stata la mia quinta partita da diesse. Premesso che il mister ha potuto iniziare a lavorare veramente con il gruppo solo da pochissimo, visto che si è dovuto a lungo giocare ogni tre giorni, adesso si è finalmente assemblata ed amalgamata una squadra vera. Anche perché gl’innesti apportati in corso d’opera, sono comunque elementi di valore, vedi i vari Castellano, Giannusa, Manganaro, Cianci e via dicendo. Sono arrivati giocatori con una certa esperienza, in grado di guidare in campo i tanti giovani presenti. Tra l’altro a Roccella abbiamo dovuto fare a meno di Giannusa, e nell’ultima gara pure, addirittura, di Manganaro e Castellano. Qualsiasi altra squadra in queste condizioni avrebbe sofferto molto di più rispetto a noi che, nonostante tutto, ci stiamo dimostrando una  squadra viva. Se continueremo con questo passo e questa intensità, possiamo uscirne pur consci di dover soffrire fino alla fine”.

“Dobbiamo dare sempre il massimo – prosegue il diesse biancoverde - se vogliamo coltivare le nostre speranze. Ai ragazzi chiedo la solita cosa ogni settimana:  uscire dal campo sempre con la maglia sudata, anche perché devono dimostrare di essere meritevoli di restare in una società blasonata qual è la Vigor. Ormai non ci sono più attenuanti per nessuno insomma. Sappiamo che ci sono stati problemi tra i soci, per cui abbiamo cercato di rendere l’ambiente quanto più ovattato possibile per i nostri ragazzi. Per far ciò c’è stato bisogno di un grandissimo lavoro da parte di tutto lo staff. Il nostro team manager Tonino Mercuri, ad esempio, sta svolgendo mansioni assurde per quello ch’è il suo ruolo. Idem magazziniere, segretario, medico e le altre figure. Stiamo provando a portare avanti, nel modo più lineare possibile,  questa situazione. Gli addetti ai lavori solitamente sono più tifosi di tutti gli altri e quindi danno l’anima. Merito dei 5 punti conquistati in queste ultime tre giornate è, quindi, anche loro”.

Peccato uno sia stato “mangiato” dalla penalizzazione ricevuta a seguito del ritardato deposito della fideiussione di Lega Pro..”Io parlo di 5 perché non si può penalizzare di un punto una società che fa la serie D per una fideiussione ch’era stata presentata per partecipare ad un campionato di Lega Pro. In tal senso faremo ricorso e ritengo ci siano tutte le attenuanti del caso affinchè ci venga restituito questo punto. La ritengo una cosa logica e sensata”. Roma ripercorre le difficoltà avute nelle scorse settimane in sede di rafforzamento della rosa. “Andare a chiamare Tizio o Caio, per farlo venire a Lamezia in una situazione di zero punti in classifica, è stato molto più difficile rispetto a farlo ora che ne abbiamo fatto quattro, di cui cinque  sul campo, negli ultimi 270’. Avevamo trovato l’accordo sia con Pepe (poi accasatosi altrove ndr) che con qualche altro di cui adesso non ritengo corretto fare i nomi. Alla riapertura del mercato tireremo le somme e valuteremo chi possa eventualmente fare al caso nostro. Dopo la sosta, mai così benedetta, dovrebbero comunque rientrare Giannusa, Marino, che sta lavorando con il fisioterapista, Manganaro dal doppio turno di squalifica e, probabilmente, anche Torcasio. Per il resto parliamo di ragazzi che non hanno mai potuto tirare il fiato sinora”.

Chiediamo se qualcuno abbia manifestato l’intenzione di andar via a dicembre visto che, giusto per fare un nome, si dice che Fioretti abbia una sorta di accordo ad andare via a gennaio. “Fioretti in questo momento è un giocatore della Vigor. Nessuno ha chiamato per richiedermelo, sinceramente. D’altronde, se ora sta recuperando la miglior condizione, è anche grazie alla Vigor. In questi giorni parlando con un vostro collega, questi mi parlava proprio di questa sua crescita esponenziale. Ritengo, perciò, che se da una parte la Vigor è debitrice verso il ragazzo, dall’altra lo sia pure lui verso  di noi, avendogli dato modo di crescere, e recuperare dall’infortunio, in un ambiente comunque importante. Se, come speriamo tutti, la società si ricompatterà, questi  giocatori rimarranno alla Vigor. Qualora, invece, le difficoltà societarie non si risolveranno, è possibile che ci sarà bisogno di cedere i pezzi più importanti. Al momento, però, sono giocatori della Vigor e vogliono fortemente restare alla Vigor come confermato dalla loro voglia di compattarsi sempre più e recuperare il ritardo in classifica. Questa è stata una cosa bellissima”.

Il giovane direttore sportivo risponde così quando gli chiediamo, senza giri di parole, chi gliel’ha fatto fare di gettarsi in quest’avventura alquanto tribolata sotto molteplici aspetti. “Diciamo che la Vigor è la Vigor, - risponde - per cui, pur avendo qualche altra situazione in sospeso, non ho avuto dubbi nell’accettare di venire qui. Qualcuno mi ha dato del matto per questa mia scelta. Ma se sono venuto, è perché ci credo. Sapevo di andare incontro ad una situazione non facile, però avevo, ed ho tuttora, voglia di giocarmi questa sfida.  E poi, come già detto poc’anzi, questa è una società blasonata. Stiamo pur sempre parlando di una squadra che si ritrova a fare la serie D per puro caso. Qualcuno di voi mi ha “accusato” per non esser venuto prima in sala stampa e presentarmi, ma ho preferito prima lavorare un po’, anche perché sarebbe stato inutile andare a fare proclami che poi magari non avrei potuto mantenere. Non è nel mio modo di agire. Preferisco far parlare i fatti, anche se non è facile in queste condizioni”.

Il livello di questa serie D appare molto più basso rispetto alle ultime volte in cui la Vigor vi aveva preso parte. “Faccio un esempio: al termine della prima settimana nella quale si è potuto lavorare proficuamente, senza recuperi o turni infrasettimanali, abbiamo affrontato la Sarnese ch’era terza in classifica, meritando ampiamente di vincere e venendo beffati, alla fine, con un rigore letteralmente inventato. Quel match ha confermato come non avessimo niente da invidiare a chi occupa una posizione di classifica quasi diametralmente opposta alla nostra. La differenza, piuttosto, la fa il fatto che, rispetto a queste squadre, non abbiamo una rosa completa. A dicembre, però, dovremo andare a prendere non giocatori per completare l’organico, bensì elementi in grado di andare a ricoprire ruoli nevralgici e quindi capaci di farci fare il salto di qualità. Sarò un folle, un visionario, ma io credo nella salvezza. Anche, eventualmente, ai play-out dopo averli agguantati all’ultima giornata. La Gelbison perdendo, mercoledì, 6-0, ha  fatto molto peggio di noi che con questo scarto abbiamo perso soltanto le prime due gare, allorquando si è schierata una squadra interamente composta da ragazzini di quindici-sedici-diciassette anni, senza alcuna esperienza in una prima squadra”.

Ferdinando Gaetano  

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