Salta al contenuto principale

SCARSELLA---vigor.jpg

Lamezia Terme - Settantotto giorni. Tanto si è protratta l’astinenza dal gol di Fabio Scarsella. Un intervallo di tempo più che accettabile per un anonimo centrocampista, ma non per l’ex Melfi e Martina Franca. Specie in questa stagione nella quale il modulo ed i sincronismi di gioco cari a mister Erra hanno ulteriormente valorizzato il feeling con il gol che il mediano di Alatri aveva già svelato, in biancoverde,  nel corso della precedente stagione. Uno Scarsella tornato tuttavia a segnare proprio nella domenica in cui, messo da parte il collaudato 4-3-3,  si è rispolverato il “costantiniano”4-2-3-1, con conseguente arretramento del calciatore frusinate davanti la difesa.  A dimostrazione di come la propensione a gonfiare la rete avversaria sia sostanzialmente una dote calcistica innata, al di la della posizione un po’ più o un po’ meno avanzata. Per “Scarsellone”, com’è simpaticamente chiamato dai compagni ironizzando così sul cognome e sulla sua mole, trattasi del quarto centro stagionale in diciotto giornate. Già eguagliato, dunque, il record di segnature annuali centrato la scorsa stagione. Allora, però, il quarto gol in campionato si era materializzato soltanto alla trentunesima giornata (segnò il momentaneo, quanto illusorio, vantaggio contro l’allora lanciato Messina, capace poi d’imporsi 2-1 in rimonta). Come a dire che, facendo tutti gli scongiuri del caso, di tempo per aumentare il bottino realizzativo e quindi rifissare il proprio record personale, ne avrà. Ma di gol, a questo punto del torneo, l’aitante centrocampista vigorino avrebbe potuto averne in dote almeno il doppio, considerate le nitide occasioni (in media una ogni 90’) non sfruttate negli ultimi due mesi abbondanti. Di certo, la rete fatta domenica non è stata la più bella, stilisticamente parlando, delle otto sin qui siglate con la casacca lametina, ma ha avuto un peso specifico non indifferente.  “Mi perdonerà Stefano (Del Sante ndr), dato che, probabilmente, come tutti i grandi attaccanti ci teneva a segnare, ma, essendo reduci da un periodo poco felice, mi sono fiondato su quella palla scaraventandola con forza in rete benché stesse già varcando la linea. Anche perchè mi ero accorto, alle mie spalle, del tentativo disperato di recupero del pallone provato dal portiere avversario. Si è trattato di un punto importante per com’è venuto e per l’atteggiamento con il quale si è affrontata la gara. Nonostante di fronte avessimo una grande squadra, abbiamo infatti giocato con molta intensità. A tratti ritengo si sia vista una buona Vigor”.

Nessuna difficoltà a ritornare al centrocampo a due. “Il mister ha spiegato il perché di questa scelta. Per me giocare a due o a tre non cambia niente. Il bene primario era tornare a fare risultato dopo tre sconfitte consecutive, nonché quattro nelle ultime cinque giornate. Non che adesso con questo punto ci siamo tirati fuori da ogni pericolo, ma fa tanto morale se rapportato a quello ch’è il nostro obiettivo. Anche se nelle prime giornate eravamo magari belli da vedere e raccoglievamo vittorie quasi in serie, nessuno di noi, pur augurandoselo, si aspettava potessimo reggere quel passo considerato che non abbiamo certo l’organico di Benevento, Salernitana, Lecce o la stessa Juve Stabia. Alla luce di tutto ciò, avere, ad una giornata dal giro di boa, sei punti di vantaggio sulla quintultima non è affatto male, anche se ovviamente non dobbiamo cullarci su tale margine. Ma non l’abbiamo fatto nemmeno tra novembre e dicembre, visto che i primi a soffrire quando le cose vanno male siamo noi stessi”.

Il buon Fabio è in ogni caso pronto a fare autocritica. “Sono stato uno di quelli ch’è calato di più rispetto alle prime partite. Di conseguenza, mi sento più responsabile di quanto non possano ritenersi altri miei compagni, per la flessione, a livello di risultati, avuta dalla squadra. Ci sta però, anche perché nessuno di noi si è mai tirato indietro o risparmiato. Neanche quando alle prese con qualche problema fisico, vedi Piacenti domenica. E questo perché ognuno di noi ci vuole essere, vuole confrontarsi con le altre squadre e dimostrare di non essere inferiori. D’altronde, contro le big, e non solo, spesso sono stati soltanto gli episodi a condannarci. Le uniche due partite sbagliate dal primo minuto al novantesimo sono state quelle con Cosenza e Barletta. Per il resto la squadra ha sempre dimostrato di avere una propria identità. E’ ovvio, poi, che quando viene a calare l’intensità ne risentano anche le prestazioni. Cosa ad esempio un po’ accaduta nell’ultima gara dopo il vantaggio stabiese, avendo li accusato il contraccolpo psicologico proprio in quanto reduci da un frangente negativo”.

Pari senz’altro meritato per l’ex Martina Franca. “La Juve Stabia non è che abbia fatto sfracelli. Stava vincendo proprio perché, come sanno fare solo le grandi squadre, era stata brava a punirci al primo errore, per giunta su un episodio abbastanza dubbio. Il pari era il risultato più giusto, quindi, considerato che non ci siamo mai disuniti. Ci tenevamo a chiudere l’anno solare con un risultato positivo da dedicare ai nostri tifosi. Anche perché alla ripresa ci attende una trasferta molto difficile contro un Lecce ch’è reduce da tre sconfitte consecutive e di conseguenza non potrà più sbagliare essendo già scivolato a -9 dalla vetta. Noi dovremo essere bravi ad approfittare del fatto che, essendo per loro una sorta di gara da ultima spiaggia, non potranno assolutamente accontentarsi del pareggio. Dovranno necessariamente sbilanciarsi, insomma”.  A chi gli fa notare, tornando all’aspetto personale, come anche nella scorsa stagione abbia avuto una flessione dopo un avvio sprint, risponde che “è vero. E’ un aspetto che ho analizzato con il preparatore Apicella. L’unica certezza che posso dare è quella di essere colui che al momento ha giocato più di tutti. Può essere perciò spiegato anche come un calo fisiologico”.

Sempre facendo il paragone con le prime giornate, Scarsella ammette come  “rispetto ad allora, allorquando io ed Improta c’inserivamo di continuo, adesso gli avversari mi tengono maggiormente d’occhio. Ma soprattutto ormai ci conoscono come squadra”.   Il classico rompete le righe natalizio è scattato domenica al termine della sfida con la Juve Stabia. Gattari e compagni godranno, ora, di cinque giorni pieni di vacanza, visto che si ritroveranno sabato 27 dicembre, alle 14:30, per riprendere gli allenamenti al Riga. Il giorno dopo, lo ricordiamo, al D’Ippolito si terrà il triangolare benefico con Sambiase e Promosport il cui incasso (biglietto d’ingresso di soli 5 euro) sarà interamente devoluto all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, in memoria del ventinovenne conflentese Fabio Orlando, beffardamente deceduto domenica scorsa, ovvero ad una manciata di giorni da quello stesso evento originariamente organizzato per permettergli di sostenere il viaggio e le spese della costosa operazione alla quale si sarebbe dovuto sottoporre fuori Italia.

MERCATO

Si è dunque aperto con la rescissione di Mimmo Giampà, tornato al Catanzaro del patron Cosentino, si proprio tra le braccia di colui che nella conferenza stampa convocata il 7 giugno 2012, per replicare a quella con la quale il centrocampista di Girifalco aveva polemicamente annunciato il suo addio alla maglia giallorossa, dichiarò che “per me, e penso anche per la piazza di Catanzaro, Giampà è già morto e sepolto”. Quando si dice la coerenza…Tornando in casa biancoverde, la partenza dell’esperto mediano non dovrebbe comunque creare grandi scompensi, anzi semmai potrebbe consentire un ulteriore movimento in entrata, andando a reperire un vero e proprio regista di centrocampo, cioè il tipo di giocatore che, tolto Battaglia, manca attualmente in rosa. Non  è peraltro da escludere che proprio lo stesso ex capitano della Roma Primavera possa andare via. Ci sono poi da considerare le richieste pervenute a via Marconi per più di un elemento. Dai più giovani, vedi Voltasio, ai più esperti, è il caso del centravanti Del Sante, a quanto pare richiesto, tra le altre, da Salernitana, Casertana ed alcuni club militanti negli altri due gironi di Lega Pro. Ovvio che l’eventuale cessione di un, leggasi uno e non di più, “grande” dovrà essere attentamente ponderata. Il gioco dovrà valere la candela, insomma. Nel caso dell’attaccante umbro, bisogna comunque sottolineare come sia in scadenza, per cui questa di gennaio sarà l’ultima sessione nella quale si potrà “monetizzare” il biennale fattogli sottoscrivere nell’estate 2013. L’impressione, comunque, è che il sodalizio lametino qualcosa farà in entrata a gennaio, anche perché in caso contrario si rischierebbe parecchio in caso d’infortuni e squalifiche che dovessero malauguratamente colpire il reparto centrale. Lo stesso presidente Claudio Arpaia, in una nota trasmissione sportiva locale condotta dal collega Pasqualino Rettura, ierisera ha dichiarato che dopo Natale ci si siederà attorno ad un tavolo, assieme a tecnico e diesse, per fare il punto della situazione e quindi decidere come muoversi sul mercato, ferma restando la limitata disponibilità economica della società da lui presieduta. Massimo dirigente che non ha inoltre nascosto il desiderio di voler iniziare a discutere un eventuale prolungamento del contratto, in scadenza il prossimo 30 giugno, con mister Erra.     

                                                                                                           Ferdinando Gaetano

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.