
Lamezia Terme - Una Vigor double-face quella che domenica a Teramo ha rimediato la sua decima battuta d’arresto stagionale; peraltro quella, al pari del 3-0 subito nel derby del San Vito, con il passivo più pesante. Nonostante un secondo tempo nettamente migliore, alla fine, però, di reti, per i biancoverdi, nemmeno l’ombra. “La differenza di prestazione, sia a livello di singoli che di collettivo, tra primo e secondo tempo - osserva il centrocampista Fabio Scarsella - è stata visibile a tutti. Abbiamo commesso l’errore di adattarci inizialmente al loro ritmo. E’ ovvio che nessuna squadra ti regala niente, però le motivazioni nostre dovevano essere superiori visto che ci stiamo giocando la permanenza tra i professionisti, mentre il Teramo i punti necessari per entrare nella futura Lega Pro unica già li aveva. Proprio per questo dovevamo iniziare la partita con ritmi decisamente più elevati e con maggiore aggressività e cattiveria agonistica. Lo abbiamo fatto nei secondi 45’ ma non è bastato anche perché, pur avendo creato tante azioni da rete, non siamo stati bravi a sfruttarle al meglio; finendo, anzi, per beccare il 3-0 in contropiede. Tra l’altro, pur essendoci adagiati ai loro toni soft, abbiamo preso i primi due gol su altrettanti episodi ed a cavallo tra il 42’ ed il 47’ del primo tempo. Come dire che eravamo ormai ad un passo dall’andare al riposo sul nulla di fatto. Il problema è che non dovevamo prendere i due ceffoni per svegliarci”.
Difficile, per il mediano biancoverde, dare una spiegazione a ciò. “Se lo sapessi avremmo già trovato la soluzione. Quel ch’è certo è che, a cinque partite dalla fine, domenica abbiamo combinato un bel danno. Sappiamo di avere sprecato un bonus. Certo, siamo sempre ottavi, ma è anche vero che abbiamo il calendario più difficile tra le squadre in lotta. Siamo gli unici ad avere quattro scontri diretti in questi ultimi 360’. Non possiamo più sbagliare e già da martedì ci siamo rimboccati le maniche per preparare al meglio la gara col Messina”.
Una Vigor che non riesce a dare continuità al proprio ruolino di marcia. “In effetti facciamo qualche risultato molto positivo, salvo poi sprecare tutto nella gara successiva. E’ successo contro l’Ischia dopo aver vinto a Caserta, ed al cospetto dell’Aversa sette giorni appresso l’exploit di Aprilia. Non ci sono più margini di errore - prosegue sempre il prestante centrocampista - e non vogliamo minimamente pensare a non rientrare tra i primi otto dopo non esserci stati, nonostante tutti i nostri difetti, per due sole domeniche su trenta”.
Per scongiurare quella che sarebbe l’ormai solita beffa finale in salsa biancoverde, di cui è purtroppo costellata la storia del sodalizio di via Marconi, bisogna, senza se e senza ma, togliere veramente gli attributi in questo sprint finale, sopperendo con le motivazioni, la grinta, la concretezza e la cattiveria agonistica all’eventuale minore spessore tecnico nei confronti dell’avversario di turno. Eventualità che si prospetta proprio per dopodomani allorquando al D’Ippolito arriverà l’indiscussa capolista di questa seconda metà di torneo. “Il Messina tra dicembre e gennaio si è mosso pesantemente sul mercato ingaggiando cinque-sei pedine importanti. Non a caso è, in assoluto, la squadra che ha fatto più punti in questo girone di ritorno: ben 27 punti. Nonostante tali numeri e le assenze con le quali dovremo fare i conti, per noi - conclude l’ex calciatore di Melfi e Martina Franca - è sempre una partita da vincere a tutti i costi”.
Il test del giovedì
Si nutre ancora qualche speranza di poter recuperare l’esperto Filippo Gattari per la delicata sfida di domenica. Ieri pomeriggio il difensore marchigiano si è limitato a passeggiare a passo spedito ai bordi del campo, ma oggi si sottoporrà ad un nuovo esame per stabilire se la lesione muscolare, accusata nel secondo tempo del match con l’Aversa Normanna, si è completamente, o meno, cicatrizzata. Nel caso in cui i risultati dovessero essere rassicuranti, il vice-capitano della squadra biancoverde proverà presumibilmente a forzare durante la rifinitura di domani mattina al Riga.
Si è invece rivisto in campo il jolly difensivo Giovanni Gona. Il ragazzo ha giocato l’intero primo tempo del test in famiglia tra le riserve, ma la sua corsa è apparsa non ancora sciolta, chiaro segnale di come la brutta distorsione alla caviglia, che gli ha fatto saltare le ultime tre partite, non sia stata ancora completamente smaltita. Le possibilità di vederlo nell’undici iniziale che verrà opposto a quello peloritano sono perciò molto basse, anche perché, considerata l’importanza di questa penultima gara casalinga, nonché il valore tecnico dell’avversario di turno, difficilmente mister Costantino farà giocare chi non è al top dell’efficienza fisica.
Completamente recuperato il fantasista Mangiapane, il quale sarà dunque a piena disposizione del tecnico. Addentrandoci più nello specifico della partitella disputata ieri al D’Ippolito, il cui manto erboso è parso visibilmente rinvigorito rispetto a qualche settimana addietro (pure i solchi principali prodotti dai necessari lavori di supplemento del drenaggio sono ormai stati in parte richiusi dalla ricrescita dell’erbetta), nel primo tempo il trainer vigorino ha sperimentato una sorta di 5-2-3 pronto, in fase di possesso, a trasformarsi in 4-2-3-1 per effetto dello sganciamento di uno dei due esterni. Davanti a Piacenti, da destra a sinistra hanno così giostrato Rondinelli, Rapisarda, Scarsella, Strumbo, Malerba. Meucci e Giampà in mediana; mentre davanti Del Sante è stato supportato sugli esterni da Zampaglione e Carbonaro. Stesso modulo per la controparte, così schierata: Bibba; Catalano, Gona, Mangiapane, Marchetti, Torcasio; Romano, Rossini; Longoni, Tozzi, D’Amico. Nel secondo tempo, durato anch’esso una mezzoretta abbondante, inizialmente è stato riproposto lo stesso modulo del primo. L’unica novità è stata rappresentata dall’inserimento di D’Amico al posto di Zampaglione. Dopo una decina di minuti Scarsella è tornato a centrocampo, con conseguente passaggio al 4-3-3. Romano ha quindi rilevato la pettorina verde sin li indossata da un esausto Meucci. Gli unici due gol sono maturati proprio in questa seconda frazione. A segno dapprima Del Sante, in mischia, e quindi Carbonaro con uno splendido destro al volo dal limite.
Ferdinando Gaetano
© RIPRODUZIONE RISERVATA