
Lamezia Terme - Nessuna squadra ancora imbattuta, dopo la quattordicesima giornata, nel girone più meridionale della serie D. Gli ultimi 90’ sono risultati fatali all’unica compagine che non aveva ancora bevuto l’amaro calice della sconfitta. Ci riferiamo alla capolista Gelbison che dopo i primi segnali di appannamento mostrati otto giorni fa in quel di Cittanova dove non è andata oltre un sofferto 0-0 con tanto di gol annullato ingiustamente ai locali nei minuti finali, ieri ha ceduto al “Morra” al cospetto di un Acireale non tanto costante nelle ultime sette giornate, recupero con il Trapani compreso, dalle quali ha collezionato soltanto due successi, ben quattro pari, due dei quali casalinghi, e una sconfitta. Quest’ultima su quel “Dino Liotta” di Licata dove ultimamente più di una big ci ha lasciato le penne o ha evitato la sconfitta solo all’ultimo secondo.
Un po’ in tutti gli addetti ai lavori c’era comunque la quasi certezza che la Gelbison, dotata si di un buon organico ma non del più forte del torneo, non potesse continuare a viaggiare all’infinito su quei ritmi forsennati intrapresi proprio con la vittoria per 2-1 a Lamezia. L’undici di Vallo della Lucania resta comunque, assieme ai gialloblù di mister Lio, la squadra ad aver sin qui vinto più partite: ben dieci su quattordici. Nonostante il kappaò di ieri pomeriggio, i rossoblù conservano pure la miglior difesa con sole sei reti al passivo, segue la Cavese con una in più e l’Fc Lamezia Terme con nove. Lametini che, dal canto loro, restano la compagine ad aver fatto più punti nelle ultime sette giornate. Ben 19, a seguire il Santa Maria Cilento con 18, Gelbison 16, Licata 13, Cavese e Rende 12, Paternò e Cittanova 11, Acireale 10, e via dicendo. Diventa adesso quella del Paternò la striscia vincente più lunga: tre affermazioni di seguito. La squadra più in caduta libera, anche a livello societario, è indubbiamente l’Fc Messina, che ieri ha rimediato il quarto kappaò consecutivo. Crisi nera anche per Real Aversa e Biancavilla, avendo entrambe raccolto zero nei 270’ più recenti.
Ma torniamo a Lamezia Terme – Cavese e più nello specifico alle dichiarazioni post gara dei due allenatori Lio e Troise. Il tecnico di Feroleto Antico si ritiene giustamente soddisfatto del risultato finale “poiché di fronte avevamo comunque una signora squadra, costruita per vincere. Personalmente, perciò, considero il bicchiere mezzo pieno. Anche alla luce del fatto che diversi miei calciatori reduci da infortuni sono tornati disponibili solo negli ultimi giorni. E li ringrazio avendo fatto di tutto per rientrare per questo impegno”. Non nasconde le difficoltà dei primi 45’, Tony Lio. “Abbiamo rischiato più volte di andare sotto, il nostro portiere ha fatto due interventi davvero importanti. Peccato nel palleggio e nella precisione dei passaggi, finendo, così, per esporci alle loro ripartenze. Abbiamo solo commesso l’errore che con le nostre mezzale giocavamo troppo in linea con i difensori campani, e quindi in fase di possesso il nostro difensore o terzino era costretto al lancio lungo. Nella ripresa la squadra è stata più compatta, più corta tra i reparti, tant’è che loro si sono resi pericolosi una sola volta nel finale. Ci prendiamo questo punto pesante visto che, come avevo più volte ripetuto ai miei alla vigilia, era importante innanzitutto non perdere questa gara. Peraltro abbiamo anche accorciato di un altro punticino dalla vetta”.
Nella ripresa le modifiche apportate nel modo di posizionarsi in mezzo al campo, hanno contribuito a soffrire molto meno l’avversario. “Ho chiesto ad una delle due mezzale di alzarsi e all’altra di abbassarsi, ma sostanzialmente siamo rimasti sempre con il 4-3-3. Potevamo fare qualcosa in più senza però dimenticare la caratura dell’avversario che avevamo di fronte e che, ne sono convinto, dirà la sua fino in fondo per il salto di categoria nonostante sia al momento attardato di quattro-cinque punti”. A chi gli chiede se nella fase finale della gara la sua squadra si sia in un certo senso accontentata in virtù del risultato che stava maturando a Vallo della Lucania, l’ex fantasista di Vigor, Sambiase e Promosport ammette, invece, come “non sapessi cosa stesse facendo la Gelbison. Sia noi che la Cavese abbiamo provato a vincerla fino alla fine, anche se probabilmente a spingere di più negli ultimi 15’-20’ è stato il Lamezia”.
Da una direzione di gara all’inglese , qual è stata quella del palermitano Ramondino, era molto difficile aspettarsi la concessione del penalty in occasione della sbracciata rifilata da un difensore metelliano su Bollino. “Dalla panchina ho visto che il difensore ha allargato il braccio mentre Bollino stava saltando, ritengo si potesse dare il rigore, come anche no. Se però consideriamo il metro di giudizio adottato dall’arbitro per l’intera durata della gara, è piuttosto scontato che abbia lasciato proseguire”. Al tecnico lametino chiediamo se sia un po’ preoccupato dall’involuzione, a livello di gioco e occasioni create, mostrata dalla squadra negli ultimi 180’. “Normale che dover cambiare ogni domenica, dopo che si era trovato un certo assetto, non è un vantaggio. E’ vero che abbiamo creato molto meno del solito, ma il campionato è lungo e ci sono partite che nascono in un certo modo e finiscono in un altro. Dobbiamo perciò restare tranquilli, continuare a lavorare come fatto finora e sono convinto che alla lunga centreremo l’obiettivo”.
Questa, invece, la risposta a chi gli domanda un giudizio sulla prestazione di Sandomenico ed Herrera. “Buone. Dobbiamo sempre considerare che di fronte avevamo la Cavese. Possono comunque fare meglio anche perché, a mio avviso, nell’occasione sono stati parecchio penalizzati dal campo pesante, essendo due giocatori molto tecnici e brevilinei. Hanno comunque dato il loro contributo”. Mercoledì si ritorna già in campo per il terzo turno infrasettimanale del torneo. “Non temo il dispendio di energie fisiche e mentali di oggi (ieri ndr) in vista di mercoledì, avendo una rosa ampia a disposizione. Ho elementi che non sono scesi in campo e che quindi potrebbero invece giocare a Cittanova. Peraltro non siamo solo noi a dover giocare, in questa settimana, a distanza di tre giorni, ma pure le altre”.
Con la riapertura del mercato, intanto, il diesse Mazzei sarebbe alla ricerca di un centrocampista in grado di rimpinguare un reparto non molto folto a livello numerico e di esperienza, visti pure i diversi acciacchi che sin qui hanno impedito a Corapi di giocare con una certa continuità. Lo 0-0 finale tutto sommato non è dispiaciuto neanche a mister Troise. “Risultato che ci può stare anche se ai punti probabilmente avremmo meritato qualcosina in più per le occasioni nitide avute. Nel secondo tempo ci siamo abbassati un po’ anche per la qualità dell’avversario, ma in termini di palle-gol abbiamo concesso veramente poco, se non qualche situazione in area sugli sviluppi di calcio piazzato o corner, oppure qualche insidia proveniente dalla fascia laterale. Allo stesso tempo abbiamo avuto la capacità, quando è stato possibile, di poter andare a colpire, pur peccando nella finalizzazione. Sono perciò soddisfatto della prestazione fornita dalla mia squadra e del punto raccolto, sebbene sarebbero potuti essere tre, visto pure quanto successo sugli altri campi delle restanti squadre di vertice. Dobbiamo insistere avendo ancora, a mio avviso, ampi margini di miglioramento”.
Il tecnico degli “aquilotti” spiega cosa abbia fatto la differenza, a favore dei suoi, nei primi 45’. “Siamo stati bravi a sfruttare le posizioni e a creare superiorità numerica ai lati del vertice basso avversario, in particolar modo con Carbonaro che andava a schermare il loro play di centrocampo. Allegretti e Diaz hanno fatto a loro volta parecchio lavoro sporco . Dopo i primi 20’-25’ abbiamo tuttavia un po’ mollato da questo punto di vista, dato che c’erano ancora buone linee di passaggio a disposizione. Considerato, però, che sto lavorando con questa squadra da appena due settimane, mi posso ritenere soddisfatto per come i miei hanno approcciato questa sfida e per quanto espresso nella prima frazione”. La caduta della Gelbison e le concomitanti vittorie di Acireale, Paternò e Santa Maria Cilento, hanno contribuito ad accorciare sensibilmente le distanze nella parte alta della classifica. Proprio il Paternò ha agganciato la Cavese in quarta posizione, mentre l’Acireale ora dista una sola incollatura, due il Santa Maria. “Campionato ancora lungo, fortunatamente per noi la classifica in alto si sta accorciando. E’ chiaro che, come assortimento di rose, sulla carta le compagini più attrezzate sono Gelbison, Lamezia e Cavese. Ma ci sono comunque altre squadre come Acireale e Paternò. Un torneo molto particolare nel quale non sempre la compagine più forte riesce ad avere la meglio. Influisce anche il contesto, penso ad esempio ai campi alcuni in sintetico e altri in erba naturale, o al fattore ambientale. E’ perciò fondamentale saper leggere ed interpretare al meglio ogni singola partita – conclude l’allenatore della Cavese - per poter alla fine spuntarla nella lotta promozione”.
Ferdinando Gaetano
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