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Lamezia Terme - Solo Catania ed Fc Lamezia ancora a punteggio pieno, dopo quattro giornate, nel girone più meridionale di serie D. Dopo il pareggio interno di ieri, nel posticipo  contro il San Luca,  il Locri, che deve ancora recuperare il match interno con il Trapani, sale infatti solo a 7 punti. Unica squadra a non aver ancora subito gol è il Trapani, ma è sin qui sceso appena due volte in campo. Due soli gol a testa al passivo per Catania, Canicattì e Locri.  I due migliori attacchi sono invece quelli delle due co- capoliste: nove centri per gli etnei, otto per i lametini. Cinque le formazioni ancora imbattute: oltre alle battistrada Aversa, Locri e Trapani. In casa Lamezia, la sfida contro la Sancataldese è stata la prima di questa stagione vinta segnando più di due gol, ma anche la prima nella quale i gialloblù hanno subito più di una rete.  La vittoria nei minuti di recupero finali era invece già arrivata una settimana prima in casa del Castrovillari. “Senza sofferenze non ci sono vittorie, - ha osservato a fine gara mister Novelli  - anche perché non siamo certo una squadra in grado di vincere tutte le gare facilmente. Comunque la Sancataldese non è che ci abbia creato grandi difficoltà. Più che altro abbiamo un po’ sofferto la loro fisicità sulle palle inattive e concesso qualche angolo o punizione evitabile, ma ci servirà da esperienza per il futuro. La vittoria, anche se arrivata all’ultimo secondo, è stata comunque meritata. Se andiamo a vedere il nostro possesso palla in ogni partita, si aggira attorno al 70%”.

Al trainer dei lametini non è andato molto giù il comportamento ostruzionistico dei siciliani. “Partita interrotta continuamente, il che ci ha danneggiato parecchio. Se si tollera tutto ciò bisognerebbe mettere il tempo effettivo come in altri sport. Ma questo senza voler accusare l’avversario che ha fatto la sua partita. Abbiamo subito due gol su palle inattive dove dobbiamo migliorare. Una squadra che riesce a vincere due gare, su quattro, in pieno recupero sta comunque a significare che ha gamba, corsa, mentalità ed intensità”. Vincente,  negli ultimi 10’ abbondanti, la scelta di giocare con quattro attaccanti. “Ci sono dei tempi di maturazione sui quali arrivarci. Cioè dobbiamo prima imparare bene a giocare in un certo modo, e quindi capire quando si può adottare qualche accorgimento in corsa con cui dare più ampiezza al gioco e portare più uomini in area. Portando sia Ferreira che Fangwa in area, loro si sono abbassati tanto. Nel calcio ci sono poi gli avversari che a volte ti permettono determinate cose, altre volte no. Se perdi la pazienza, squadre come la Sancataldese ti creano grosse difficoltà e finisci addirittura per perdere la partita. Noi, invece, dobbiamo sempre giocare con razionalità, equilibrio e autodeterminazione  fino alla fine. Se mettiamo in pratica tutto ciò e non vinciamo ugualmente, avremo quantomeno  la coscienza a posto". Non è un mistero che Novelli punti da sempre sul collettivo. “Dentro al campo ti devi sostenere l’uno con l’altro. Anche perché non abbiamo un Maradona in grado di scartare da solo tutti gli avversari. Senza il contributo di tutti non si va, perciò, da nessuna parte. Il calcio è un gioco collettivo, nel quale bisogna rappresentare in modo degno e corretto una città e un’intera comunità. Noi siamo di passaggio, ma il patrimonio calcistico di Lamezia resta”.

Non ha segnato ma il brasiliano Ferreira contro i nisseni ha tutt’altro che sfigurato. “Ha giocato un’ottima partita,- concorda l’ex allenatore dell’Acr Messina -  tenendo da solo testa ai loro due centrali difensivi ch’erano molto esperti, tenaci ed aggressivi. Ha inoltre fatto salire la squadra. Non me la sono perciò sentita di toglierlo dal campo nella ripresa”. A chi gli chiede come si catalizzi l’entusiasmo generato da questa quarta vittoria di fila, Novelli risponde per come ci ha sin qui sempre abituati. “Domenica giochiamo ad Aversa contro una squadra che gioca bene al calcio e che ci potrebbe mettere in grande difficoltà. Se poi nella nostra testa pensassimo di aver risolto qualcosa, ci creeremmo da soli la più grande difficoltà. Certo vincere aiuta a crescere meglio, ma siamo ancora a inizio stagione”.

Stesso tipo di risposta a chi prova a stuzzicarlo su questo duello che va profilandosi con il Catania. “Io non guardo né il Catania, né la classifica. L’unica cosa di cui posso avere paura è della mia stessa squadra. Un tecnico che allena sotto l’aspetto umano e calcistico, conosce pregi e difetti di ogni calciatore. Sono perciò consapevole dei margini di crescita, del potenziale che ha e di fin dove può arrivare la mia squadra. Se dovessi andare a soffermarmi sulla rosa del Catania, essendo individualmente superiore alla nostra mi creerei subito un alibi. E di conseguenza arrivare secondi, terzi o quarti vorrebbe dire essere giustificati. Io non ragiono così e non mi sono mai piaciuti gli alibi. Dobbiamo solo pensare a lavorare in un certo modo e potremo andare a giocarcela con tutti. Bisogna avere la stessa mentalità ed atteggiamento contro tutte le avversarie, senza fare alcuna distinzione”.

All’allenatore italo-svizzero chiediamo di ragguagliarci sulle qualità e caratteristiche dell’ultimo arrivato, la giovane prima punta argentina Crisafi. “E’ un ragazzo interessante, con un grande potenziale. Ha caratteristiche diverse sia rispetto a Fangwa che a Ferreira.  Deve però crescere sotto alcuni aspetti ma da 2004 ha già una buona base, superiore a tanti giovani della sua stessa età. Bisogna avere solo pazienza, farlo ambientare e fargli capire alcune cose”. Difficile, per il tecnico della Sancataldese Matteo Vullo, commentare di un punto pesante sfumato al 97’. “c’è il rammarico di aver perso contro una grandissima squadra dopo esserci portati per due volte in vantaggio. Non abbiamo capito come mai sia stato assegnato un ulteriore minuto di recupero rispetto ai sei inizialmente concessi. Ad ogni modo non posso che essere più che soddisfatto della prestazione fornita dalla mia squadra sotto il profilo fisico, mentale e tecnico-tattico”. Verdeamaranto tuttavia incapaci di far durare, per ben due volte, il gol di vantaggio. “Noi abbiamo fatto la partita che dovevamo fare. A differenza della precedent, stavolta abbiamo sempre mantenuto le giuste distanze e il grado di attenzione necessario. Poi c’è anche la bravura dell’avversario che nel caso specifico ha una rosa lunga e di qualità, essendo abituato a fare campionati a vincere. Noi, invece, avevamo un solo cambio over in panchina e per il resto tutti under. Alla fine i cambi di qualità effettuati dal Lamezia hanno fatto la differenza. Non so quante altre squadre si possano permettere di poter schierare un undici titolare del genere,  con elementi di altrettanto spessore tecnico in panchina. Merito a loro per averci creduto fino alla fine, ma anche ai miei per averli messi in grossa difficoltà. Peccato perché un pari oggi (ieri ndr) ci avrebbe dato tanto morale in vista della gara di domenica prossima con l’Acireale”. Realistica ed obiettiva la risposta data dal tecnico figlio d’arte a chi gli chiede delle differenze tra Lamezia e Catania.  “Dal punto di vista tecnico ritengo siano le squadre più forti. Il Catania l’abbiamo affrontato in Coppa Italia quando non era ancora completo come adesso. La differenza che posso notare e’ che il Lamezia ha preso giocatori abituati a vincere  questa categoria. Il Catania, invece, ha tanti fuoriclasse e quindi magari potrebbe costituire un problema  assembrarli tutti assieme. Il Lamezia è insomma una squadra impostata per questa categoria, il Catania più per il futuro”.

 Coppa Italia

La Lega Nazionale Dilettanti di serie D ha reso noti gli accoppiamenti  dei trentaduesimi di finale dell’edizione2022-23 della Coppa Italia riservata, per l’appunto, ai club del massimo torneo dilettantistico nazionale. L’Fc Lamezia dovrà vedersela , tra le mura amiche, con il Cittanova nella sfida secca in programma il prossimo 2 novembre alle 14:30. Chi tra lametini e cittanovesi avrà la meglio, nel turno successivo dovrà vedersela con la vincente della gara tra Nocerina e Portici.

Ferdinando Gaetano

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