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Lamezia Terme - Ci si appresta ormai ad entrare nell’ultimo quarto di stagione, nel girone più meridionale di serie D. La lotta per l’unico posto che garantisce il salto tra i professionisti continua a riguardare quattro formazioni: due campane, entrambe della provincia di Salerno, una calabrese e una siciliana. Secondo 3-2 consecutivo per l’Fc Lamezia Terme che allunga, così, a undici risultati utili consecutivi (sette vittorie e quattro pari). Più lunghe soltanto le strisce positive dalle quali sono reduci Sant’Agata e Gelbison.  Rispettivamente, recuperi inclusi, di quattordici (sette successi e altrettanti pareggi) e tredici (nove affermazioni e quattro divisioni della posta) giornate. La squadra al momento reduce dal filotto più consistente di vittorie consecutive, nel caso specifico ben cinque, è invece la Cavese. Sempre da cinque gare i metelliani vanno sempre a segno, idem Corapi e compagni. Capovolgendo il discorso, il Sant’Agata non incassa gol da quattro turni, la Gelbison da tre. Lamezia al momento quarto attacco e quarta miglior difesa, ma prende gol da tre gare consecutive, nelle quali ne ha complessivamente incassato cinque (ma fatti sette). 

Il Cittanova è la compagine più “allergica” ai pareggi: appena tre, tra cui proprio il 2-2 contro i lametini, in ventisette giornate. Ad aver più volte (nove a testa) diviso la posta in palio, invece, sono Sant’Agata, Aversa, Trapani, San Luca e Giarre, anche se le ultime tre devono ancora recuperare delle gare.  Appena due kappaò a testa, sin qui, per Gelbison ed Acireale (due gare in meno). Seguono Cavese ed FC Lamezia con quattro sconfitte.  Tornando alla sfida giocatasi ieri pomeriggio al “D’Ippolito”, questo il commento di mister Campilongo. “Salvo solo il risultato. Certo, ai miei ragazzi faccio comunque i complimenti per l’impegno, lo spirito di sacrificio e per aver saputo vincere nonostante l’essere stati raggiunti due volte, ma se poi devo analizzare la gara, obiettivamente abbiamo giocato male e regalato due gol al Portici. Ciò nonostante nei primi 20’ abbiamo proposto un buon calcio e sbloccato subito il match. Se non avesse sbagliato in un paio di occasioni lo stop, Maimone si sarebbe trovato a tu per tu con il portiere per fare il 2-0. Dopodichè, loro, che sono una squadra molto giovane, hanno iniziato a palleggiare bene li in mezzo venendo fuori con il 4-3-1-2, e il loro trequartista bravo a darci fastidio tra le linee. Maranzino, che ha dettato i tempi a centrocampo, e Castagna, giocatori che in passato ho avuto alle mie dipendenze, ci hanno messo in difficoltà palla a terra e nel palleggio. Se proprio devo trovare una scusante alla nostra prova opaca, potrei dire che erano comunque venti giorni che non disputavamo una partita e quindi si erano perse un po’ le distanze”.

Qualche disattenzione difensiva di troppo, com’era già accaduto a Reggio Calabria contro il San Luca. “Faccio i complimenti sia ad Amendola, che ha giocato una buona partita, che a Miceli, anche se quest’ultimo a volte si sente troppo sicuro e rischia tantissimo nel voler per forza uscire palla al piede. Ripeto, la squadra ha avuto difficoltà nell’accorciare, nel giocare stretta, nell’andare ad aggredire. Tant’è che i tre li davanti verso la fine li ho dovuti togliere perché erano stremati. Solitamente pressiamo alti, riuscendo, così, a presentarci un sacco di volte a tu per tu con il portiere avversario. I nostri centrocampisti non hanno fatto bene. Neanche i cambi hanno inciso più di tanto, forse l’unico ad essere entrato bene in partita è stato Da Dalt. Sia Rusescu che De Marco hanno invece avuto qualche difficoltà. Ci prendiamo i tre punti ch’erano fondamentali, ma non possiamo continuare a prendere due gol a partita se vogliamo realmente fare qualcosa d’importante”. Il gap dalla vetta è ora sceso a sei punti, quando mancano nove giornate al termine. “L’obiettivo nostro resta fare quanti più punti possibile, per poi vedere fin dove ci porterà il campionato. Non dobbiamo guardare a cosa fanno le altre. Oggi (ieri ndr) siamo comunque riusciti a recuperare due punti sulla Gelbison”.

Dopo il Portici, gialloblù ora attesi da altre due formazioni senza particolari motivazioni di classifica: Paternò e Aversa. Sarebbe davvero un peccato perdere punti al cospetto di squadre che non hanno certo la stessa impellenza di dover vincere dei lametini. “Si, però si è visto proprio dal pari della Gelbison ad Aversa che non è comunque facile vincere contro squadre giovani, sbarazzine, che corrono molto e sanno attaccare la profondità. Dobbiamo andare avanti per la nostra strada con l’obiettivo di andare a giocarci lo scontro diretto a Cava con meno punti possibile di distacco dai campani”.

Ferdinando Gaetano

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