
Lamezia Terme - La sedicesima giornata del girone I di serie D proietta in vetta alla classifica l’Acireale. Sebbene grazie alle due gare che deve recuperare la Gelbison, alla quale al momento basterebbe vincerne anche una soltanto per conservare il primato solitario, i catanesi per la prima volta in questa stagione guardano tutti dall’alto in basso. Vetta si provvisoria ma meritata, avendo nelle ultime tre giornate Savanarola e compagni vinto sia in casa della formazione di Vallo della Lucania che dell’Fc Lamezia Terme. Sinora ad aver occupato il primo posto, prendendo in considerazione le varie classifiche dalla seconda giornata in poi, erano state inizialmente, ma mai da sole, Cavese, San Luca, Portici, Paternò e Gelbison. Quest’ultima al termine della giornata numero otto ha preso il comando solitario conservandolo fino a mercoledì scorso, allorquando, per effetto della mancata disputa, causa Covid, del match che avrebbe dovuto giocare a Rende e del concomitante punto strappato dal Lamezia Terme a Cittanova, è stata raggiunta proprio dai lametini. Dalle 16:25, minuto più minuto meno, di ieri pomeriggio, invece, sempre in attesa dei recuperi della Gelbison, la nuova capolista è per il momento l’undici allenato dall’ex bandiera del Castrovillari Fabio De Sanzo.
Ascesa degli amaranto siciliani coincisa sostanzialmente con il drastico calo di rendimento, e di punti raccolti, della compagine guidata da Tony Lio. Se prendiamo in considerazione soltanto le ultime quattro giornate, questa sarebbe, infatti, la classifica: Acireale e Sancataldese (che il 22 dicembre sarà di scena al D’Ippolito) 10; Paternò 9; Castrovillari 7; Cittanova, Trapani e Santa Maria Cilento (entrambe, però, con sole tre gare giocate) 6; Lamezia e Licata 5; Cavese (tre gare disputate), Rende (due partite), Portici, Troina (tre gare) e Sant’Agata 4; Giarre (tre) 2; Gelbison (due), Aversa e San Luca (tre) 1; Biancavilla (due) 0.
A testimonianza del momento poco felice di Camilleri e compagni, c’è un altro dato statistico. Son ben cinque, sempre nelle ultime quattro giornate, i gol incassati, quando erano stati appena otto, complessivamente, nelle precedenti dodici giornate. Sempre in tale lasso temporale, l’Acireale ne ha subiti solo due, la Cavese uno in tre gare, tre il Cittanova e, con una gara in meno, il Trapani, quattro il Paternò e, in tre sole gare, Santa Maria Cilento, cinque il Sant’Agata e sei il Licata, sempre restando alle attuali prime dieci a patto che siano scese in campo in almeno tre delle quattro più recenti sfide.
Se in trasferta, al pari della Gelbison, il Lamezia è ancora imbattuto, tra le mura amiche diventano quindi già tre i kappaò a girone di andata non ancora conclusosi. Sempre al D’Ippolito, due sole volte sinora i gialloblù sono andati sotto nel punteggio ed in entrambi i casi non sono più riusciti neanche ad agguantare il momentaneo pari. Quello che è successo ieri e contro la Gelbison.
Tornando al match con l’Acireale, a fine gara visibilmente soddisfatto il tecnico degli amaranto Fabio De Sanzo. “E’ stata la nostra migliore partita da quando sono qua, per giunta al cospetto di un avversario forte e che temevamo. Ma oggi (ieri ndr) i miei ragazzi sono stati perfetti”.
Precisa quindi tutto ciò che la sua squadra, al contrario dei padroni di casa, ha saputo fare egregiamente. “Aggressività, rapidità, inserimenti senza palla. Ci è riuscito tutto, dominando per gl’interi 95’. Sono contento per i ragazzi avendo avuto un sacco di problemi finora. Questa soddisfazione se la meritano tutta perciò. Vinto in maniera corale contro una signora squadra che sicuramente si farà sentire più in la”.
E pensare che i catanesi si erano presentati a Lamezia privi dei due suoi uomini di maggior classe ed esperienza, vale a dire il difensore Figliomeni ed il centrocampista, con lunghi trascorsi in A tra Empoli, Udinese, Catania, Parma e Genoa, Francesco Lodi.
Partito in sordina, con il passare delle giornate la formazione acese è uscita prepotentemente allo scoperto. “Quei punti presi all’inizio ce li stiamo ritrovando ora. Penso alle cinque partite, di cui tre consecutive, giocate per gran parte dell’incontro in dieci e dalle quali abbiamo raccolto otto punti davvero pesanti. Stiamo meritando di stare così in alto, ma ora dobbiamo compattarci ancora di più e non abbassare la guardia. Piedi ben saldi a terra perché non abbiamo ancora fatto niente ed il campionato è ancora lungo”.
Mister De Sanzo si congeda con una frase che i calciatori dell’Fc Lamezia ieri pomeriggio non hanno invece fatta loro. “Ci vuole fame per ottenere buoni risultati in questo campionato”.
Visibilmente deluso per la pessima prestazione fornita dai suoi, contrariamente a quello che aveva invece previsto nell’incontro di sabato mattina, al termine della rifinitura, con i giornalisti, Tony Lio. “Partita negativa sotto tutti gli aspetti. Eppure nei primi 10-15’ eravamo partiti bene, poi, invece, abbiamo iniziato a perdere troppe palle in uscita, consegnandoci di fatto agli avversari. Non siamo riusciti a fare niente di quello che avevamo preparato in settimana. Sotto tutti gli aspetti: della cattiveria agonistica, della lucidità e della personalità. Accettiamo questa sconfitta, resettiamo e proviamo a ripartire subito più forti di prima, se vogliamo cercare di ottenere qualcosa d’importante quest’anno”.
Più di un campanello d’allarme era già scattato da qualche partita, vedi prestazioni tutt’altro che ottimali fornite, al di la del risultato finale, contro Sant’Agata, nel primo tempo della sfida con la Cavese ed a Cittanova. Stavolta, però, si è toccato decisamente l’apice in negativo. “Non so cosa sia potuto scattare nella testa dei ragazzi visto che, anche durante questa settimana, avevano lavorato bene. Solo che poi arriva la domenica e non siamo capaci di attuare in campo quanto preparato. Di fronte oggi (ieri ndr) c’era un avversario importante, ma non può certo rappresentare una giustificazione. Dobbiamo dare di più ”.
Per la prima volta, quantomeno dal primo minuto, si è scesi in campo con un modulo diverso. “Siamo partiti con il 4-2-3-1 per cercare di avere più uomini davanti, tra i tre trequartisti e la punta centrale. E, ripeto, nei primi 10’ la squadra non mi era dispiaciuta. Poi non riuscivamo più a giocare con serenità e tranquillità e quindi ho messo altra gente in campo passando al 4-3-3, ma sempre senza risultati”.
Altra prima volta in questa stagione è l’aver giocato l’intero primo tempo senza un play di ruolo in mezzo al campo. “Purtroppo avevo Corapi appena rientrato da un infortunio e Salandria che non stava bene fisicamente, avendo accusato un problema mercoledì a Cittanova. Per cui ho preferito schierare due incontristi per proteggere maggiormente la difesa e poi ripartire con i tre trequartisti e la prima punta. Non siamo però stati lucidi proprio quando dovevamo ribaltare l’azione, né cattivi quando c’era da difendere”.
Sofferenza estrema nel gioco aereo e inconcludenti in avanti visto, gol a parte, l’unico tiro in porta fatto, peraltro debolmente, da Bollino di testa. “Effettivamente stavolta abbiamo sofferto, come mai ci era successo prima, sulle palle inattive. Davanti, poi, si fa inevitabilmente fatica se non si è lucidi nella transizione e quindi nel creare superiorità numerica, in special modo sulle fasce. L’Acireale si è dimostrato molto più ordinato e cattivo su ogni palla, oltre che lucido. Ha mostrato di avere più “fame” di noi, ma ciò non perché ai miei non interessasse pure vincere,ma perchè la testa a volte fa brutti scherzi. Adesso più che a recuperare gli acciaccati, dobbiamo innanzitutto recuperare a livello mentale e nervoso” .
In sala stampa si è presentato anche il direttore sportivo Antonio Mazzei. “Con questa – ha dichiarato - sono quattro partite nelle quali non ci stiamo esprimendo ai nostri livelli. Essendo tuttavia convinto che i campionati si vincono a maggio, in questo momento dobbiamo cercare di fare tutti quadrato. Sono venuto anch’io in sala stampa proprio per metterci la faccia. Il messaggio che voglio arrivi da noi staff tecnico è di avere la lucidità e l’equilibrio per resettare e ripartire. Proveremo ad analizzare nei dettagli quello che è stato visto che la prestazione odierna è stata insoddisfacente sotto tutti i punti di vista. Non salvo nessuno, insomma. Adesso dobbiamo sederci tutti quanti a tavolino, riorganizzare le idee e senza farci prendere dalla frenesia o dalla tensione visto che oggi (ieri ndr), comunque, ha perso pure la Cavese. La Gelbison è vero che ha due partite in meno, ma non sono gare facili. Il periodo di flessione ce l’hanno tutti durante l’arco di un campionato. Noi abbiamo vinto sei partite di fila esprimendoci su ottimi livelli, mentre adesso stiamo attraversando una fase calante. Dobbiamo, perciò, solo restare tranquilli, lavorare e cercare di risolvere tutti assieme i problemi che si stanno evidenziando”.
Sul mercato. “Delle valutazioni le stavamo già facendo. Con la società abbiamo continui colloqui settimanali e stiamo valutando alcuni profili per capire, soprattutto, se come caratteristiche, che mancano a questa rosa, possano andare ad inserirsi bene. Il mercato non è insomma chiuso né in entrata e né in uscita”.
“Chi quest’anno gioca e lavora nell’Fc Lamezia è sempre sotto esame. E’ normale che, vista l’entità del progetto, la società ed il pubblico pretendano. In determinati momenti della partita magari qualcuno ha potuto patire un po’ la pressione del pubblico, ma abbiamo dei valori umani e una forza d’animo tali da riuscire a domare questa tensione. Sia in questo, che nei campionati futuri, tale piazza dovrà sempre lottare per obiettivi importanti, viste le ambizioni della sua dirigenza e del suo presidente. Quindi bisogna abituarsi alla pressione e saperla domare per trasmettere, invece, energia positiva”.
Al diesse chiediamo se non reputi l’attuale rosa sin troppo zeppa di attaccanti, e in particolar modo di esterni offensivi, e invece poco munita di centrocampisti centrali di una certa esperienza, visto pure che finora Corapi, per problemi fisici, ha saltato molte più partite di quelle invece giocate. “Avendo studiato i recenti campionati di serie D e, nello specifico, i gironi H ed I, abbiamo visto che le squadre che hanno di volta in volta vinto il torneo, quantomeno nelle ultime cinque stagioni, avevano tutte degli attaccanti importanti, sia esterni che punte centrali, nonché dei ricambi, in tali ruoli, altrettanto validi. Di conseguenza, in sede di costruzione dell’organico il nostro pensiero è stato di abbondare nel reparto avanzato. In un modulo come il 4-2-3-1 con il quale abbiamo iniziato quest’ultima partita, proprio gli esterni, in particolar modo, sono coloro che ti possono far vincere le gare. Ritengo quindi giusto creare competizione in questi ruoli. A centrocampo, dopo l’addio di Laaribi che ha chiesto di andar via per potersi trasferire al nord Italia, abbiamo deciso di non rimpiazzarlo subito, però adesso stiamo valutando di intervenire in tal senso”.
Non potevamo non chiedere se è in discussione la posizione del mister “Siamo sempre, e tutti, sotto esame, - risponde Mazzei - dal primo all’ultimo dei tesserati. Ed è giusto sia così. La società fa le sue valutazioni avendo con essa continui colloqui. Il fatto di essere sotto esame però non ci farà arretrare o mollare di un centimetro. Siamo sempre sul pezzo, pronti ad andare avanti”.
Il direttore sportivo gialloblù conclude individuando quella che, a suo giudizio, è stata le pecca principale dei suoi. “In questo frangente non siamo abbastanza lucidi ad analizzare i vari momenti di una partita. Iniziato bene salvo poi scioglierci alle prime difficoltà. Una squadra matura, invece, in determinati frangenti ragiona, soffre quando c’è da farlo, ma poi riparte. In queste partite la differenza la fa anche il non perdere. Fosse arrivato un pari oggi (ieri ndr), non l’avrei certo disdegnato anche perché ci avrebbe consentito di tenere dietro, a un punto, l’Acireale”.
Ferdinando Gaetano
© RIPRODUZIONE RISERVATA