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Catanzaro - Il freddo non ha frenato l’entusiasmo dei giovani ospiti del Centro SPRAR “Il Vivarium” di Catanzaro che accoglie minori stranieri rifugiati e richiedenti asilo politico, che nella giornata di ieri, nello stadio “F.S. Riccio” di Girifalco, hanno sfidato la squadra BussolAvis, compagine che milita nella seconda categoria. La manifestazione va ad inserirsi nel torneo, “Un calcio al Razzismo”, organizzato da Fondazione Città Solidale Onlus ed approvato dal Servizio Centrale del Servizio Per Richiedenti Asilo e Rifugiati del Ministero dell’interno.

La competizione sportiva vedrà la partecipazione anche dei beneficiari accolti negli altri Centri SPRAR per adulti e minori gestiti dalla stessa Fondazione (“l’Approdo” di Girifalco, “Il Golfo” di Catanzaro e “Nostra Signora di Guadalupe” di Gasperina) e della squadra EuroGirifalco anch’essa di seconda categoria. Un modo, questo, non solo per costruire dei percorsi di integrazione sul territorio, ma anche per sensibilizzare i cittadini all’accoglienza e alla costruzione di un ponte tra culture diverse.

“La partita - dichiarano gli organizzatori - è stata l’inizio di un cammino fatto di sport e tolleranza e che già dalle sue prime battute è stato caratterizzato dai sorrisi e dagli abbracci di tutti i partecipanti italiani e stranieri. Ma è stata anche un'occasione per assistere e partecipare ad una vera attività sportiva, caratterizzata anche da un sano spirito di competizione che,  dopo una partita piena di emozioni, ha visto la vittoria del ‘Vivarium’ per 3 a 2”.

Alla fine del match, tutti i giocatori si sono stretti insieme in un unico abbraccio e si sono dati appuntamento alla prossima partita. Sono in programma, infatti, altre partite all’interno di due gironi che vedranno le squadre vincenti premiate nel mese di maggio, in occasione della manifestazione “4° Premio Città Solidale”, tradizionale appuntamento annuale di Fondazione Città Solidale.

“Questi momenti – aggiungono - servono per aiutare i minori accolti a riscoprire il piacere di stare insieme, a ritrovare la dimensione della loro età, insieme con i coetanei italiani. Un modo anche per promuovere quel processo di integrazione sul territorio e per far conoscere anche ai più scettici quanto sia importante accogliere chi è arrivato in Italia fuggendo da situazioni di guerra e povertà”. Queste attività si collocano dunque in una più ampia progettazione, denominata “Integrazioni” che rientra nei servizi offerti dalla Fondazione. Si tratta di un programma approvato dal Ministero, che già a partire dal mese di dicembre ha visto l’attivazione di due laboratori, uno di cucina e uno di riciclo creativo, che coinvolgono gli ospiti stranieri insieme a giovani italiani.

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