
Lamezia Terme - Ad ormai una manciata di giorni dalla stracittadina, il cui risultato finale riaprirà definitivamente la lotta per il primo posto o la chiuderà di fatto, abbiamo tastato il polso ai due ambienti intervistando i rispettivi direttori. Antonio, chiamato comunemente anche Bobo, Mazzei può finora vantarsi di non avere perso neanche un derby tra tutti quelli vissuti da addetto ai lavori (segretario, diggì o diesse) del Sambiase. Il suo score personale recita, infatti, di due successi, entrambi in Eccellenza, e quattro pari, ai quali si possono aggiungere anche le due vittorie, una in D e l’altra in Eccellenza, in Coppa Italia.
Le qualità che più apprezzi della tua squadra? E in cosa, invece, può fare, eventualmente, ancora meglio?
“Mi piace la mentalità di questo gruppo, lo spirito con il quale affronta le partite e la gestione dei momenti chiave delle gare. Si soffre compatti, tutti assieme, quando c’è da farlo, e si spinge quando è il momento di attaccare. Vedi domenica scorsa con i due gol segnati nel volgere di un paio di minuti. Per il resto è una squadra che, dal punto di vista umano, etico e morale, ha valori importanti. Ovviamente si può sempre fare meglio, ad esempio andando alla ricerca di altre soluzioni offensive, migliorando nelle giocate. Anche perchè solo da poco abbiamo finalmente l’intero reparto offensivo a disposizione. Un parco attaccanti importante quanto a cifra tecnica, per cui bisogna solo oleare al meglio questi meccanismi li davanti”.
Quando, la scorsa estate, avete costruito la rosa, con particolare riferimento al reparto difensivo, immaginavi potesse diventare, a marzo, la seconda miglior difesa d’Italia dalla A a tutti i vari tornei regionali di Eccellenza?
“Abbiamo iniziato ad allestire l’organico proprio partendo dalla difesa. Anche se il primo acquisto ufficializzato è stato Abayian, posso assicurarti che le trattative con Strumbo e Colombatti erano già state chiuse. Abbiamo inteso dotare il reparto centrale difensivo di fisicità, muscoli e centimetri, poiché ritengo che una squadra chiamata a vincere il campionato debba spiccare in tali caratteristiche. Al contempo sono elementi di esperienza, oltre che di indubbio valore umano. Calciatori che non badano a fronzoli quando serve e che forzano la giocata quando occorre. In più, abbiamo avuto la bravura e la fortuna di aggiungervi Perri e Schirripa, reduci da una stagione importante con la Promosport e riconfermatisi ad ottimi livelli, più i fratelli Valentino e Santiago Frasson che sono under solo sulla carta. Poi chiunque altro si è di volta in volta alternato a giocare sulle due corsie esterne basse, è il caso dei vari Morelli e Brugnano, ha sempre mantenuto alta la forza del reparto. Se una difesa prende pochissimi gol, comunque, è anche merito dei movimenti del resto dei compagni. Aggiungiamoci un portiere che, quando lo abbiamo preso quest’estate, aveva destato perplessità in più di qualcuno visto che non spicca per altezza ed è peraltro un 2001, vale a dire non più under ma nemmeno un over esperto. Conoscevamo le sue qualità, però, e le ha dimostrate durante l’arco della stagione”.
Destini incrociati sulle due panchine: Claudio Morelli in passato ha allenato anche la Vigor e Danilo Fanello a lungo il Sambiase, con il quale ha peraltro conquistato l’ultima promozione dall’Eccellenza alla D. Li conosci molto bene e quindi ti chiedo un pregio particolare di entrambi
“Ho avuto entrambi e mi auguro di poter dire, alla fine di questa stagione, di avere raggiunto con tutti e due la serie D. Con Danilo fatto stagioni importanti, culminate con la vittoria dell’allora mini torneo di Eccellenza. Gli riconosco il pregio del lavoro sul campo. Sotto il profilo tecnico e tattico, è uno degli allenatori più preparati tra quelli in circolazione. L’essere, poi, anche professore di scuola, lo facilita nel saper trasmettere i propri concetti ai calciatori, ed in particolare a quelli più giovani. Claudio Morelli è un tecnico più esperto. Possiede una capacità di lettura importante delle partite ma è, al contempo, umile. Si confronta tanto ed è alla continua ricerca di migliorarsi. E’ un ottimo gestore del gruppo. Sa far star bene i calciatori ed è persona onesta e leale. Tatticamente, poi, è il classico allenatore che non va ad inventarsi nulla, ma bada solo ad ottenere il massimo da quello che ha a disposizione. E questo è un grande pregio”.
In Eccellenza hai sempre fatto benissimo da direttore, e ti stai confermando anche in questa stagione. In D, invece, non hai avuto sin qui molta fortuna. Che spiegazione ti dai?
“Non sono tipo che si accontenta e quindi non voglio dire che in Eccellenza ho trovato la mia dimensione ideale. Se questa stagione si dovesse chiudere come speriamo, sarebbe, tuttavia, il mio quinto campionato vinto e, sinceramente, non vorrei più disputarlo. Anche perché sono ambizioso e, avendo peraltro investito nella mia formazione per questo, vorrei puntare un po' più in alto. Quest’anno solo per la bontà del progetto ho deciso di rimanere e creare i presupposti per fare bene anche, eventualmente, in serie D. In quest’ultima categoria, sempre con il Sambiase, i primi anni (oltre un decennio fa ndr) abbiamo fatto bene, arrivando, sotto la guida di mister Erra, anche a disputare la finale play-off, poi persa contro il Forza e Coraggio. L’anno successivo, a causa delle vicissitudini societarie non siamo più riusciti a reggere l’urto con il campionato, avendo, peraltro, una rosa composta prevalentemente da under. E quindi arrivò la retrocessione al termine della doppia sfida play-out con l’Agropoli. A Montalto, sempre in D, eravamo partiti benissimo, però anche li a fine girone di andata subentrarono grossi problemi societari. I calciatori da dicembre in poi non percepirono più lo stipendio e ti lascio immaginare come sia andata a finire. In ultimo c’è stata l’esperienza all’Fc Lamezia dove, soprattutto inizialmente, ho potuto incidere poco dal punto di vista tecnico (erano i tempi della coabitazione forzata con l’altro direttore Gabriele Martino ndr). La squadra allestita in estate sinceramente non era quella che avevo io in mente. Avrei preso qualche calciatore in più di categoria, come Rizzo, Banegas, Vuthaj, Sabatino, Lai (gli ultimi due poi ingaggiati in corso d’opera ndr). Invece, inizialmente arrivarono solo elementi provenienti da Eccellenza e Lega Pro. E questo a mio avviso è stato un grave errore dato che il massimo torneo dilettantistico nazionale ha determinati connotati e quindi occorrono calciatori con specifiche caratteristiche. Ad ogni modo ritengo che il principale problema dell’Fc Lamezia sia stato, come poi ha dimostrato la storia, la sua proprietà”.
Potendo togliere un calciatore ai vostri prossimi avversari, domenica chi ti piacerebbe non ritrovarti davanti?
“Per questione affettiva, e perché comunque fa la differenza per mentalità, forza e caratteristiche, mi verrebbe da dire Alessandro Bernardi. Calciatore importante e uomo spogliatoio, peraltro sambiasino purosangue”.
Domenica si affronteranno il miglior attacco e la miglior difesa del torneo, che tipo di gara ne uscirà fuori?
“Questa è una di quelle gare che tutti gli addetti ai lavori vorrebbero vivere da protagonisti. Saremo, perciò, dei privilegiati. Sicuramente si giocherà sul filo dell’equilibrio. Tatticamente la prevedo un po' bloccata. Si vivrà sulle singole giocate. Potrebbe fare la differenza qualche palla inattiva. Qualora poi dovesse sbloccarsi a favore di una delle due squadre, e in particolare a nostro favore, allora cambieranno le carte in tavola e s’inizierà a giocare più a viso aperto”.
Il Sambiase avrà due risultati su tre a disposizione. Quanto è importante?
“Vero, ma posso garantire che noi comunque punteremo a fare bottino pieno. Anche perché abbiamo le possibilità e le qualità per farlo. D’altra parte, vincere questa gara regalerebbe un ricordo indelebile a proprietà e tifosi. Poi è chiaro che, qualora dovesse finire in parità, per noi andrebbe comunque benissimo”.
Dal punto di vista della condizione fisica, come sta nel complesso la squadra?
“Bene. Attraversiamo un periodo nel quale c’è finalmente una condizione omogenea nel gruppo, avendo, bene o male, recuperato tutti gl’infortunati. Lo staff, sia tecnico che quello medico, che ringrazio in tutti i suoi componenti, sta lavorando benissimo per portare a termine nelle migliori condizioni possibili quest’ultima parte della stagione”.
Cosa ti rende più ottimista per domenica e cosa, invece, eventualmente ti preoccupa?
“Il possedere la giusta mentalità per affrontare questo tipo di partite, nonché l’esperienza ed il coraggio. Siamo diventati una squadra “cazzuta” e lo dico con orgoglio perché nel corso di una stagione sono tante le difficoltà che si incontrano, e magari non tutte si vedono dall’esterno. Se però stai tutti i giorni sul pezzo, dai una linea e dei riferimenti precisi, e riesci a risolvere le varie problematiche quotidiane, i risultati poi arrivano. Un gruppo, questo, che dà garanzie, insomma. Dell’avversario mi preoccupa il fatto che sia in fiducia, come dimostra il fatto che è reduce da dieci vittorie consecutive. Quest’aspetto non può non preoccuparti. Bisognerà avere il massimo rispetto ed il giusto timore, ma non paura, per questa Vigor”.
Un appello, o comunque qualcosa che ti senti di dire, ai tifosi giallorossi per questo derby?
“Di sostenerci con il massimo delle loro energie dalle 14:00 fino alle 17:00 di domenica. E’ bellissimo vedere ogni domenica il “Gianni Renda” strapieno. Mi sta colpendo, in particolar modo, la presenza sempre maggiore di intere famiglie, e di bambini, allo stadio. Vuol dire che stiamo lavorando bene anche all’esterno. Questa società si sta ponendo tanti obiettivi, proiettandosi verso un futuro che dovrà essere improntato sulla sostenibilità del progetto. A breve lanceremo tantissime iniziative e ufficializzeremo gli appuntamenti per i festeggiamenti in occasione del centenario, che abbiamo rinviato a quest’anno viste le vicissitudini dello scorso”.
Ferdinando Gaetano
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