
Lamezia Terme - A quattro giorni dalla scadenza dei termini per l’iscrizione al prossimo campionato di Eccellenza, il futuro della Vigor Lamezia è tornato ad essere più che mai nebuloso ed incerto. Gli spiragli di ottimismo emersi la scorsa settimana hanno ben presto lasciato il posto al solito clima di stasi che non fa certo pensare all’immediato futuro con ottimismo.
Il primo dato oramai acclarato è che non sono state saldate entro il termine di scadenza le spettanze arretrate dovute ai tre ex tesserati della stagione 2015-16. Di conseguenza tutto lascia supporre che anche qualora la squadra venisse alla fine iscritta al massimo torneo regionale, e ciò vorrebbe dire che da qui a giovedì (ultimo giorno utile per presentare la domanda d’iscrizione comprensiva dell’assegno di 6300 euro) i vari Giannusa, Priorelli ed Essabr avranno avuto quanto loro riconosciuto e certificato dalla Commissione Vertenze Economiche della L.ND., si partirà comunque con una penalizzazione di 2-3 punti.
Ma il vero problema non sarà tanto iscriversi al torneo di Eccellenza, bensì portarlo avanti in maniera dignitosa e consona al blasone ed alle tradizioni del club biancoverde.
Ma proviamo a scendere nei dettagli. È ormai noto come non sia stata ancora raggiunta un’intesa tra l’attuale proprietà e la cordata d’imprenditori lametini di cui fa parte, tra l’altro, qualche ex socio della stessa società di via Marconi. Il nodo principale restano i debiti verso l’erario quantificati in circa 500.000 euro già rateizzati. I nuovi vorrebbero che se li accollassero interamente, assieme ai crediti però meno certi, presidenza e proprietà dimissionarie. Di parere opposto questi ultimi. Ma non è tutto, perché pare che le new entry, o comunque alcuni di essi, avessero posto come altra condizione, il fatto che l’imprenditore del vetro restasse comunque a dare una mano, anche soltanto come sponsor, a patto di versare subito della liquidità nelle asfittiche casse societarie. Una richiesta che, se corrispondente al vero, certificherebbe la non eccelsa potenzialità economica di questo gruppo di piccoli e medi imprenditori locali. Anche perché quello ch’è il più facoltoso della cerchia, è nel frattempo incorso in vicissitudini giudiziarie che potrebbero anche averlo ormai “distratto” dalle faccende in salsa vigorina. Quanto ai tre imprenditori di un certo peso economico che nelle ultime settimane si sarebbero timidamente avvicinati al gruppo poc’anzi citato, pare che uno si sia già allontanato. I due restanti, da quel che trapela, non sarebbero ancora usciti del tutto in avanscoperta. Chi ha tempo non aspetti tempo, recita un noto proverbio, ed in tal senso questo gruppo avrebbe già fatto sapere di essere disponibile ad aspettare un eventuale ok alla propria proposta entro e non oltre dopodomani, martedì 11 luglio.
Bisogna inoltre ricordare che alle sorti della Vigor Lamezia si era ufficialmente interessata anche un'altra cordata facente riferimento al giornalista e grande tifoso biancoverde, ma oramai trapiantato da anni a Napoli, Saverio Critelli. Nessuna risposta avrebbe tuttavia ricevuto da proprietà e presidenza, e ci piacerebbe conoscerne il motivo anche per fare un po’ di chiarezza in tal senso.
La città di Lamezia Terme rischia quindi seriamente di restare senza alcuna rappresentanza calcistica fino all’Eccellenza, considerata pure la fresca retrocessione del Sambiase in Promozione. Società giallorossa che recentemente si è vista bocciare il ricorso avverso la corposa penalizzazione comminatagli dal Tribunale Federale, a seguito del coinvolgimento nel filone d’Eccellenza dell’inchiesta Dirty Soccer, che l’ha di fatto costretta a disputare, peraltro da posizione sfavorevole, la sfida play-out poi persa in quel di Corigliano.
Tornando in casa Vigor, è giunta l’ora che tutta la classe imprenditoriale locale (perlomeno quella di fede biancoverde) inizi a fare seriamente la sua parte da qui a giovedì, magari riunita attorno ad un tavolo da quel primo cittadino che finora non ci è parso essersi comportato alla stregua del suo collega del vicino capoluogo di regione. L’attuale proprietà dimissionaria si faccia carico, assieme a tutti gli altri ex soci che hanno eventualmente contribuito a far lievitare la massa debitoria negli ultimi anni, delle passività maturate fino al 30 giugno scorso (magari anche sotto forma di corpose sponsorizzazioni annuali), e dall’altra parte chi subentra si doti di una forte e solida base economica in grado di far dormire sonni “tranquilli” ad una tifoseria che dire sempre più delusa ed amareggiata, è un eufemismo!
Ferdinando Gaetano
© RIPRODUZIONE RISERVATA