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Lamezia Terme - Dura appena 40’ la partita della Vigor Lamezia nell’anticipo di lusso contro la capolista Isola Capo Rizzuto. Chi si aspettava una squadra in grado di tenere testa, com’era accaduto nella doppia sfida di Coppa Italia, alla corazzata giallorossa è rimasto amaramente deluso. Il maggior tasso tecnico e di esperienza, ma soprattutto la rosa quantitativamente e qualitativamente più completa dei crotonesi ha finito, inevitabilmente, per fare la differenza. L’assenza di Crucitti a centrocampo ha pesato parecchio ma non è stata certo determinante. Non si poteva certo pretendere di dare fastidio a Scuteri e compagni con diversi, tra gli undici scesi inizialmente in campo, a dir poco involuti e privi di mordente. Nei primi 40’ in qualche modo i padroni di casa sono riusciti a ribattere colpo su colpo alla capolista, grazie soprattutto alla vena, ed alla libertà di azione lasciatagli dagli avversari, di Leta.

Poi Rosario Salerno, uno dei tantissimi ex della sfida, è corso ai ripari arretrando Marco Foderaro a stringere sul fantasista di Cetraro, e per la Vigor è stata notte fonda. Se poi anche la difesa, con l’esperto Bertini in primis, si dimostra insolitamente non all’altezza, non ci si può certamente abbandonare ad illusioni di sorta. Vigor abulica anche in mezzo al campo, dove Ottonello è stato sovrastato, ed in attacco, dove Mosciaro ha fatto non poco irretire il già poco numeroso pubblico di casa. Dulcis in fundo, è pure mancata la spinta propulsiva sull’out sinistro di Caliò. L’ex Sersale ha addirittura dovuto abbandonare la contesa, in avvio di ripresa, per infortunio. Ovviamente le colpe non sono soltanto dei calciatori e dello staff tecnico, ma pure della dirigenza che nel mercato invernale non ha provveduto a rinforzare numericamente la rosa. L’arrivo di Russo ha semplicemente pareggiato la partenza di Conversi (poco professionale ad ogni modo il suo comportamento, anche perché ha comunicato la  decisione irrevocabile di andar via solo nelle ultime ore del mercato dicembrino, peraltro accasandosi in una delle due avversarie dirette per la promozione), con la conseguenza che si è sempre rimasti con due soli attaccanti di peso ed esperienza. Davvero troppo poco per una squadra che dal prossimo mese tornerà ad essere impegnata su due fronti, dovendo quindi spesso giocare ogni tre giorni.

Specie, poi, se una di queste due punte, complice pure qualche guaio muscolare di troppo, non segna e, soprattutto, non convince, da ormai quasi due mesi. Per non parlare del centrocampo che non può reggersi su due soli over come Crucitti ed Ottonello, il secondo peraltro progressivamente spentosi dopo un avvio di stagione discreto. Nessuno può quindi ritenersi immune da colpe. Ed a uscirne mortificata è ancora una volta una piazza passata in un paio di stagioni dalla Lega Pro Unica al campionato regionale di Eccellenza, tra l’altro neanche minimamente dominato. Anzi, addirittura ora è a forte rischio la partecipazione ai play-off. Qualora domani la Cittanovese riuscirà, come da pronostico, a battere tra le proprie mura la Luzzese, le lunghezze di distacco dei lametini dalla piazza d’onore lieviteranno a dodici, ovvero tre in più del limite massimo previsto dal regolamento per spareggiare, in un’eventuale finale, con la seconda classificata.

Tra i circa quattrocento spettatori presenti in tribuna non è passata inosservata la presenza dell’ex co-presidente Marco Mirabelli, il quale pare abbia tuttavia abbandonato lo stadio dopo qualche decina di minuti dal fischio d’inizio. Non è dato sapere dove si sia diretto. Nell’ambiente biancoverde comincia comunque a circolare la voce secondo la quale sarebbero ripresi i contatti tra il maggiore azionista e l’ex patron della Luzzese. Si spiegherebbe così il ritorno all’attacco di Mirabelli, il quale avantieri ha rilasciato un’intervista piuttosto piccata (ma non è certo una novità visto come le parti si sono lasciate nei mesi scorsi)  e rimarcante i deludenti risultati ottenuti in campionato dalla dirigenza vigorina, alla testata stadioradio.it .

Quel che pare scontato, è l’interruzione del rapporto con Angelo Andreoli. Non è d’altronde passata inosservata la sua repentina fuga a testa bassa verso gli spogliatoi al triplice fischio finale. “Fuga” ha cui ha fatto immediatamente seguito l’annuncio del silenzio stampa da parte del club di via Marconi. 

Ferdinando Gaetano

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