
Lamezia Terme - Ancora una volta la Cavese si conferma bestia nera della Vigor Lamezia. Con quella odierna salgono a otto le sfide consecutive di campionato conclusesi con la vittoria dei campani. Una battuta d’arresto che per quanto prevedibile alla vigilia, alla luce delle opposte ambizioni e posizioni di classifica, non rende pieno merito a quanto vistosi sul manto erboso (finalmente tornato, complice il caldo delle ultime settimane, in condizioni accettabili) del D’Ippolito. Un pari sarebbe stato sicuramente risultato più equo, considerate le palle-gol avute dalle due compagini, nonché il costo diametralmente opposto delle rose. Ai lametini è mancato un pizzico di fortuna, nonché di maggior cattiveria sotto porta. Al resto ha contribuito il netto divario fisico, soprattutto in riferimento al fronte offensivo biancoverde, e di esperienza esistente tra le due squadre ed il, in alcuni casi fisiologico, calo di condizione attraversato ormai da qualche settimana da più di un elemento a disposizione di Antonio Gatto.

Del resto è da inizio stagione che, per mancanza di ricambi adeguati, a tirare la carretta sono sempre gli stessi dodici-tredici giocatori. Vigor che torna desolatamente ultima in classifica, superata, di una lunghezza, anche da quello Scordia che fino a qualche settimana addietro sembrava oramai destinato ad un’anticipata retrocessione diretta. Colpa della brusca frenata, leggi appena tre punti negli ultimi 540’, dell’undici vigorino. Salgono al contempo a tre i punti di distacco dalla Gelbison, sempre terzultima, non andata oltre un più che prevedibile nulla di fatto contro un quasi salvo Gragnano. Divario dal terzultimo posto destinato nella migliore delle ipotesi a lievitare di un ulteriore lunghezza domenica prossima, allorquando Malerba e compagni riposeranno e sarà in programma lo scontro diretto tra Gelbison e Scordia.
Le Pagelle Biancoverdi
MARINO 6 Incolpevole sulla botta a colpo sicuro di Galullo. Per il resto la Cavese non inquadra mai lo specchio, eccezion fatta per la bordata ravvicinata di Donnarumma D. sulla quale è bravo ad abbassare la saracinesca rifugiandosi in angolo. Brividi nei minuti di recupero quando svirgola, per fortuna senza conseguenze, un disimpegno con i piedi. A fine partita “scintille” con un addetto alla manutenzione dello stadio. Chiaro segnale della poca armonia che, inevitabilmente, tra i vari addetti ai lavori si trascina dallo scorso maggio
MANGANARO 6 Inizia da esterno basso per poi essere spostato a centrocampo contemporaneamente all’ingresso di Lettieri. Pecca sovente di precisione nei passaggi ma non lesina energie e quando prova ad accelerare il passo qualche grattacapo lo crea alla difesa ospite, vedi il filtrante per Fioretti il quale non inquadra tuttavia lo specchio dal limite. Provvidenziale, nel primo tempo, una sua diagonale grazie alla quale riesce ad anticipare l’accorrente Criniti al limite dell’area piccola
CIANCI 6.5 Non stilisticamente elegante ma efficace. Decisive un paio di sue chiusure in extremis, in angolo. Sfiora il set di testa su angolo di Priorelli
ITRI 6 Come al solito si fa valere in fase difensiva. Meno quando prova ad impostare
MALERBA 6.5 Il più pericoloso dei suoi. Spinge parecchio nei primi minuti allorquando sforna un interessante cross basso non finalizzato a dovere da Fioretti. In ben due occasioni prende perfettamente il tempo ai difensori metelliani ma i suoi colpi di testa non centrano lo specchio. Cala inevitabilmente nella ripresa ma da buon capitano non molla di un centimetro
GIANNUSA 5.5 Da un elemento della sua esperienza ci si aspetterebbe maggiore personalità in un frangente delicato come questo. Invece da qualche giornata sembra aver un po’ tirato il freno. Avvio incoraggiante ma è un fuoco di paglia visto che va via via spegnendosi senza mai riuscire ad estrarre dal cilindro qualche giocata illuminante. Ha sui piedi una palla invitante ma dal limite, ed al volo, non riesce a tenerla bassa a sufficienza. Giallo pesante che gli farà saltare il derby con il Rende
GOLIA 6 Prova a sfruttare la sua rapidità e tecnica di base ma è spesso contratto in angolo dal ritorno di Galullo. Attorno al 35’ viene invertito di fascia con Priorelli senza grandi risultati. La sua lunga cavalcata in contropiede s’infrange contro la base interna del palo con la palla che poi termina beffarda tra le braccia del quasi incredulo Conti
GUTTA’ 5.5 Anche lui in fase d’involuzione da alcune settimane. Dal 7’st LETTIERI 5.5 Inizialmente fa il terzino destro, poi è spostato a sinistra con la difesa a tre. Non trasmette grande sicurezza, tant’è che un paio di volte è bruciato in velocità dalle accelerazioni di Donnarumma. Meglio quando è spostato a sinistra con il passaggio a tre dietro
CASTELLANO 5.5 Poco lucido. Dal 20’st ESSABR 6 Va ad affiancare Fioretti in avanti. Netto il gap fisico con i prestanti difensori campani che riesce ad anticipare o, comunque, a saltare, in due occasioni. Dapprima quando si rende autore di una bella sponda per il partner d’attacco, quindi quando riesce a destreggiarsi al limite e servire l’accorrente Umbaca
PRIORELLI 5 Avrebbe bisogno di rifiatare un po’ ma la rosa ristretta e le tre giornate di squalifica rimediate da Spanò lo costringono a giocare sempre. Pesce fuor d’acqua. Dal 36’st UMBACA SV Riesce a combinare più lui in appena dieci minuti che il resto dei compagni d’attacco in tutta la partita. Al rientro dopo i problemi di salute che lo hanno fermato per oltre sei mesi, entra subito in partita mettendo in difficoltà gli avversari tra le linee ed impegnando severamente Conti dalla distanza. Bentornato campioncino!
FIORETTI 5.5 Si batte come può contro la nutrita e granitica linea difensiva metelliana ma non punge a dovere quando, tre volte, ha la possibilità di far male
GATTO 6 Il pari sarebbe stato il risultato più giusto. Complessivamente la squadra non demerita, ma senza attaccanti di peso ed esperienza non gli si possono certo chiedere i miracoli
Ferdinando Gaetano

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