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Lamezia Terme - Ad un mese e mezzo circa dalla scadenza dei termini per l’iscrizione al prossimo campionato di Eccellenza, la situazione in casa Vigor Lamezia resta più che mai stagnante. Nessuna novità rispetto a quanto dichiarato dal dimissionario Giancarlo Butera durante la conferenza stampa tenutasi al termine del match contro la ReggioMediterranea (ultima giornata del torneo), allorquando lo stesso presidente aveva detto a chiare sillabe che “con la Vigor Lamezia abbiamo chiuso. Se nessuno si prenderà le quote, io ed Arpaia il 30 giugno chiuderemo comunque la nostra esperienza e la Vigor non s’iscriverà al prossimo campionato. Ripeto, rimarremo in carica fino a fine giugno solo a livello giuridico, poi metteremo la Srl in liquidazione”. “Cederemo le nostre quote gratuitamente, - aveva aggiunto Butera - ovviamente assieme alle eventuali passività, così come ce le siamo accollate noi quando siamo subentrati, a suo tempo, alla precedente gestione”.

Passività, lo ricordiamo, che, orientativamente, si aggirerebbero attorno ai 300-400 mila euro.  Molto più vicina, in tal senso, un’altra scadenza: quella del 16 giugno, data ultima entro la quale presentare al Comitato Regionale Calabria eventuali domande per cambio di denominazione, sede sociale e scissione/fusione. Niente di buono si profila dunque all’orizzonte. Maggio è già trascorso inutilmente, ed è iniziato anche giugno. Ad inizio settimana parrebbe esserci stato un incontro tra Butera, Torcasio (del tutto eclissatosi da un anno e mezzo e recentemente tirato in ballo da più di un addetto ai lavori come “causa” del mancato rinforzo della rosa lo scorso gennaio) ed Arpaia. Nessuna eventuale decisione presa in tale, ipotetico, incontro è stata tuttavia diffusa all’esterno.

Da più di un mese a questa parte, diverse sono state le voci che hanno dato di volta in volta questo o quell’imprenditore interessato a rilevare la società fondata quasi un secolo fa. Di fatti concreti, però, nemmeno l’ombra. Si pensava una mano potesse venire dal primo cittadino dato il suo rapporto di amicizia con il facoltoso imprenditore Renato Caruso, nelle scorse settimane balzato agli onori delle cronache locali, e non solo, per aver versato una consistente cifra per ricapitalizzare il capitale sociale della Sacal, tanto da esserne così divenuto il nuovo socio di maggioranza relativa. Da quanto si dice, invece, l’imprenditore poc’anzi menzionato non sarebbe minimamente interessato ad entrare anche nella famiglia Vigor. Altre voci hanno riferito di una cordata “multicolore” (ossia composta sia da imprenditori di fede sambiasina che di sangue biancoverde), interessata a creare ex novo una squadra unica dal nome Lamezia. Una cosa è certa, comunque, a Lamezia esistono, eccome, imprenditori in grado di mantenere, anche da soli, una squadra nel massimo campionato regionale. Anzi, alcuni, quanto a potenzialità economiche, potrebbero portarla in ben altre categorie. Sinora, però, hanno sempre dimostrato di avere il braccino corto. Eppure si tratterebbe semplicemente di ridare alla città una parte di quello che quest’ultima ha dato loro in questi decenni.   Nei giorni scorsi la società biancoverde ed il suo massimo dirigente sono stati prosciolti dall’accusa di violazione della clausola compromissoria, per la quale il Procuratore Federale aveva chiesto un anno di inibizione e 5.000 di ammenda a Butera, e 3 punti di penalizzazione, oltre a 5.000 euro, alla società Vigor Lamezia da scontarsi nell’attuale stagione sportiva.

Ferdinando Gaetano

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