
Lamezia Terme - Inizierà sotto la luce dei riflettori il secondo, consecutivo, torneo della Vigor Lamezia in Lega Pro Unica. Domenica 6 settembre, al “Ciro Vigorito” di Benevento, giallorossi locali e biancoverdi scenderanno in campo alle 20:30. Data d’inizio del torneo che potrebbe comunque slittare essendo stati dichiarati ammissibili i ricorsi di alcune compagini di serie D volti a chiedere il ritorno alle 60 squadre, invece delle attuali 54, da suddividere negli ormai classici tre gironi della terza serie nazionale. Nei prossimi giorni (al massimo entro lunedì) è inoltre atteso il giudizio della Corte d’Appello Federale, dopo le sentenze di primo grado del TFN, per ciò che concerne il processo Dirty Soccer. In tal senso, il Sostituto Procuratore Tornatore ha ripresentato quasi le stesse richieste fatte dal titolare Palazzi al Tribunale Federale. Nello specifico, per l’ex presidente Claudio Arpaia sono stati richiesti 5 anni di inibizione, oltre a preclusione, e 6 mesi in continuazione, nonché 90.000 euro di ammenda; per l’ex diesse biancoverde Fabrizio Maglia, sempre 5 anni di inibizione ed 80.000 euro di ammenda.
Leggermente più “clemente” la richiesta per la società Vigor Lamezia, alla quale verrebbero contestate due responsabilità dirette ed altrettante oggettive; per una pena concernente l’esclusione dal campionato di Lega Pro 2014/2015 e 10.000 euro di ammenda.
L’avvocato Chiacchio, difensore del sodalizio di via Marconi, nella sua arringa ha invece chiesto il dimezzamento della condanna di primo grado, ossia la riduzione della penalizzazione da 5 a massimo 3 punti, ed una sanzione economica non superiore ai 15.000 euro.
Comunque se ne uscirà, per quanto ci riguarda resterà la macchia di un finale di stagione piuttosto indecoroso. Se da un lato l’allora presidente Arpaia, a gennaio, ed, in primavera, un po’ tutti i tesserati presentatisi settimanalmente in sala stampa, ribadivano di voler puntare a quel nono posto, più che alla portata dell’undici di Erra, in grado di garantire lo storico accesso alla Coppa Italia Tim, dall’altro tifosi, stampa ed addetti ai lavori, in realtà hanno dovuto sorbirsi più di uno spettacolo poco edificante. Vedi Vigor – Paganese (specie per i primi 70’ di gioco, peraltro davanti alle telecamere del programma Rai “Quelli che il calcio”), Barletta – Vigor Lamezia e, relativamente alla parte finale dell’incontro, Juve Stabia – Vigor, con l’allora attaccante biancoverde Montella quasi a volersi scusare di aver segnato il momentaneo 2-2 ad una manciata di minuti dal termine. Tant’è che alla ripresa del gioco, sebbene grazie ad un bel tiro dal limite, i gialloblù locali hanno prontamente rigonfiato (così come, in maniera decisamente più agevole, lo stesso Barletta, dopo il 3-2 firmato da Scarsella, nella gara del Putilli) la rete lametina. La verità, ovviamente, non la sapremo mai. Al contrario, nei match casalinghi contro Casertana (benché su questa gara si siano ugualmente soffermati i fari della Procura Federale) e Lecce si è vista molta più gagliardia, determinazione e voglia di non mollare fino all’ultimo secondo, da parte di Gattari e compagni.
Naturalmente, in tale contesto il presunto, o meno, marcio non avrebbe riguardato solo le gare con la Vigor in campo, ci mancherebbe! Il sistema scommesse nell’ultimo decennio ha letteralmente incancrenito il pianeta calcio, facilitando l’avvento in questo mondo di veri e propri lestofanti in cerca di guadagni facili ed in grado di corrompere compiacenti calciatori, tecnici, direttori sportivi e dirigenti. Vittime inconsapevoli di ciò, tutti quei tifosi che, per amore dei colori della propria squadra del cuore, non esitano (ma ancora per poco se persisterà tale marciume) a sobbarcarsi sacrifici, economici e non, pensando di andare ad assistere a gare vere.
Scagli la prima pietra chi è senza peccato, insomma, e non può certo farlo quel Messina che insiste a chiedere la retrocessione d’ufficio della Vigor, per prenderne il posto nella Lega Pro 2015-16, nonostante abbia nel frattempo provveduto ad ingaggiare un tecnico come Arturo Di Napoli, coinvolto, da allenatore del Savona, in “strane telefonate” con uno dei “deus ex machina” dell’inchiesta Dirty Soccer, ovvero l’ex direttore sportivo de L’Aquila, Ercole Di Nicola.
ROSA DA COMPLETARE
Appena dieci, includendovi il classe ’96 Pietro Voltasio, gli attuali componenti la prima squadra biancoverde, che sta continuando a lavorare, al ritmo di due sedute giornaliere, al D’Ippolito. Necessitano, dunque, almeno altri sei-sette elementi per consentire a mister Erra di proporre una formazione, panchina compresa, in grado di non sfigurare, salvo rinvii tra appena sette giorni, in casa del forte Benevento di Gaetano Auteri. A partire dal ruolo di estremo difensore, totalmente sguarnito a seguito del precoce addio di Concetti e della cessione, in prestito, al Sambiase del baby Mercuri. Necessitano urgentemente due pedine, quindi, una delle quali potrebbe essere rappresentata dall’ex Teramo Federico Serraiocco (’93), portiere relativamente giovane ma in grado di assicurare adeguate garanzie (ricordiamo i suoi prodigiosi interventi in quel Vigor – Teramo 0-2 dell’11 dicembre 2013). Sfumato, invece, il classe ’91 Francesco Rossi, ex Lupa Roma ma di proprietà dell’Atalanta, oggi accasatosi al Prato.
Tre i centrali difensivi di ruolo al momento presenti: gli esperti Moi e Patti, ed il giovane Federico Davighi (classe ’96). Occorrono almeno due esterni bassi (uno dei due, secondo il sito Tuttolegapro, potrebbe essere il diciannovenne terzino sinistro Matteo Procopio, di proprietà del Torino) con tutta probabilità under, con l’eventuale opzione aggiuntiva rappresentata dal tesseramento di Malerba (non più fuoriquota) che sta continuando ad allenarsi con il gruppo. Sarebbe, in tal caso, l’unico superstite della rosa della passata stagione.
A centrocampo manca del tutto l’esperienza, essendo sin qui arrivati solamente due ’95: Bianciardi, all’occorrenza adattabile anche a difensore centrale, e Tundo. Restano in piedi le piste Spinelli e Correa, ma c’è da fare i conti con le asfittiche casse societarie. Il diesse Pagni starebbe comunque tentando il colpo Fornito (classe ’94), centrocampista di qualità, mezzala ma anche trequartista, di proprietà del Napoli, ma nell’ultima stagione messosi in evidenza con la maglia del Cosenza. Il ragazzo di Trebisacce tra l’altro rappresenterebbe una valida soluzione per ciò che concerne la battuta dei calci piazzati. Altro possibile obiettivo sarebbe l’esterno alto sinistro Rosario Rizzo, che arriverebbe in prestito dal Torino.
Quello avanzato è indubbiamente il reparto al momento più assortito, potendo contare sullo smaliziato Bonvissuto, e sui giovani Marra, Parol e Tommasone. Settore che potrebbe completarsi qualora arrivasse il diciannovenne Facundo Lescano, promettente centravanti argentino della Primavera del Torino, con la quale nell’ultima annata è andato a segno ben 14 volte.
Di certo sarà una rosa composta per almeno otto/ventiquattresimi da under. Il Commissario Straordinario della Lega Pro, Tommaso Miele, ha infatti recepito la deliberazione assunta all’unanimità dall’Assemblea delle società del 24 agosto 2015, comunicando che la contribuzione mutualistica relativa alla Legge Melandri per la prossima stagione sportiva verrà così ripartita: 40% in parti uguali; 30% composizione delle rose; 24% settori giovanili; 3% risultato sportivo; 3% bacino d’utenza. Per quanto concerne la voce relativa alla composizione delle rose, si è stabilito che ogni squadra potrà avere in lista al massimo 24 calciatori. Per poter accedere al cosiddetto minutaggio, almeno cinque dovranno essere nati negli anni 1994 e seguenti. L’importo riconosciuto verrà gradualmente incrementato all’aumentare del numero di detti calciatori Under 21, i quali potranno essere inseriti sino ad un massimo, al fine dei conteggi, di otto unità.
L’ADDIO DI APICELLA
Resta, infine, a meno che non si decida di affidare tali mansioni al tecnico in seconda Giuseppe Saladino, da trovare il sostituto del preparatore atletico Apicella. Lo stimato prof. arrivato a Lamezia con Novelli e poi riconfermato a “furor di ambiente”, nei giorni scorsi avrebbe lasciato il gruppo per un insieme di motivi, tra cui la rinuncia della società al ritiro, con relativa ossigenazione ritenuta fondamentale dallo stesso Apicella, pre-campionato in montagna.
Ferdinando Gaetano
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