
Lamezia Terme - Ecco le pagelle dei biancoverdi per la partita contro l'Isola Capo Rizzuto.
MARINO 6.5 Il migliore dei suoi, il che è tutto dire. Nulla da fare sui due gol, ma ne evita almeno altrettanti chiudendo lo specchio sulle conclusioni ravvicinate di Piemontese e Di Micco
BERTINI 4.5 La copia sbiadita del forte difensore sin qui ammirato. Ha grosse responsabilità su entrambe le segnature. In occasione della prima rincula invece di andare a chiudere su Tricarico. Nell’altra, dapprima si fa bruciare in velocità da Giovanni Foderaro e poi, sul prosieguo dell’azione, rinvia proprio sui piedi di Corsale che, completamente libero, dal dischetto non ha problemi a scaraventare in fondo al sacco. Che non sia in giornata lo si capisce anche dai tanti passaggi errati
FERRARO ANGELO 5 Un passo indietro rispetto alle ultime buone prestazioni. Qualche svarione di troppo. Non conferisce la solita sicurezza, ovviamente anche per colpa dei compagni di reparto, alla difesa biancoverde
VARRICCHIO 5.5 Il meno peggio dei tre dietro. Non che abbia impressionato più di tanto, ma quantomeno limita i danni.
Dal 13’st MARANO 5.5 Il suo ingresso rappresenta la mossa della disperazione di mister Andreoli. D’altronde, tolto il difensore Villella, era l’unico elemento di esperienza presente in panchina. Prova a svariare sul fronte d’attacco ma risulta più fumo che arrosto. Un paio di spunti apprezzabili con mira tuttavia da dimenticare
ANILE 5.5 Tutto sommato non demerita eccessivamente, anche perché non era certo da lui che ci si aspettava la giocata vincente o che potesse fare la differenza. Prova, comunque, sotto la sufficienza
GUTTA’ 5.5 Non giocava dal primo minuto dalla stracittadina dello scorso 11 dicembre. Vale grosso modo il discorso fatto per Anile. E’ risaputo come il classe ’98 di Siderno sia sostanzialmente un centrocampista d’interdizione e quindi non si può pretendere che canti e contemporaneamente porti la croce. L’infortunio accusato a cavallo delle festività natalizie ne ha giocoforza rallentato l’entrata in condizione e l’assimilazione dei sincronismi di squadra. Anche per questo probabilmente non si è ancora visto il Guttà della scorsa stagione
OTTONELLO 5 Fermo restando l’attenuante di essere reduce da un attacco influenzale, bisogna però rimarcare l’ennesima prova deludente dell’ex centrocampista del Catanzaro. Sovrastato dai dirimpettai Tricarico e Marco Foderaro, non riesce mai ad illuminare il gioco dei suoi.
Dal 20’st FERRARO LUCA 5.5 Il suo ingresso assicura maggiore prestanza fisica in area giallorossa ma, al di la di un paio di spizzicate, finisce a sua volta preda della ragnatela difensiva dei crotonesi
CALIO’ 5 Delude anche lui. Rare sortite sull’out mancino, peraltro vanificate dalla scarsa precisione al momento del cross. Del resto l’ariete Russo non è mai stato messo in condizione di sfoderare il suo pezzo forte: il colpo di testa. Esce infortunato dopo pochi minuti dall’inizio della ripresa. Dal 9’st
GIGLIOTTI 5.5 Malgrado la generosità, incide poco e niente
LETA 5.5 Scompare dal campo dopo un inizio intraprendente. Prima che Salerno non gli prenda le dovute contromisure, è di gran lunga il più pericoloso dei suoi. Pecca di altruismo quando, al 25’, invece di concludere da ottima posizione, prova a servire al centro l’accorrente Russo che non ci arriva. “Rischia” di riaprire i giochi, a 10’ dal termine, con una punizione “alla Mangiapane” dalla lunga distanza. Nel primo tempo per poco non incorre nel secondo giallo. L’arbitro si ricorda di averlo già ammonito proprio mentre sta per togliere il “giallo” dal taschino. Giusto così, comunque, perché la precedente ammonizione era stata sin troppo fiscale
RUSSO 5 Nei primi 45’ si ritrova sui piedi due buone occasioni ma spara alle stelle. Poco mobile anche se costretto sempre a giocare spalle alla porta. Una sola volta, a risultato oramai compromesso, riesce a trovare lo spazio per stoppare e calciare dall’interno dell’area, ma trova la respinta con il corpo di uno dei due centrali isolani
MOSCIARO 4.5 Se Cristo si è fermato ad Eboli, parafrasando il celebre romanzo autobiografico di Carlo Levi, Mosciaro si è fermato… al Roggiano. Dopo il poker personale di reti rifilato il 4 dicembre all’allora derelitto undici gialloverde, non solo l’ex capitano del Cosenza non è più andato in gol in campionato, ma sembra essersi arrugginito nei movimenti e smarrito autostima e determinazione. Inutile far presente che senza il vero Mosciaro la Vigor è destinata a fare poca strada anche nella fase nazionale della Coppa Italia
ANDREOLI 5 Qualcosa in più era lecito aspettarselo dai suoi in questo match crocevia della stagione. Troppe pedine chiave della squadra in giornata no. Se poi a questo aggiungiamo la rosa risicata, specie a centrocampo ed in attacco, messagli a disposizione dalla dirigenza, il quadro è completo. Ha comunque il torto di non essersi impuntato nel pretendere, pena le dimissioni, l’arrivo di un elemento in grado di rimpiazzare adeguatamente, come caratteristiche tecniche, Conversi. Probabilmente è stata la sua ultima gara da tecnico della Vigor Lamezia.
Ferdinando Gaetano
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