
Lamezia Terme - Poker di reti a senso unico nella sfida del “D’Ippolito” tra Vigor Lamezia e Locri. Affermazione larga, ma che non fa una grinza, quella colta dai biancoverdi al cospetto di un avversario surclassato per gl’interi 94’ di gioco. A differenza del primo tempo, nei secondi 45’ Ottonello e compagni si sono dimostrati decisamente più cinici e cattivi sotto rete. Il 4-0 finale assume una certa valenza se si considera che prima di oggi, gli amaranto vantavano la seconda miglior difesa del girone.
In un sol colpo hanno invece finito per incassare più della metà delle reti complessivamente subìte nelle precedenti otto giornate. Merito anche di un Manolo Mosciaro letteralmente incontenibile dopo una prima frazione giocata al piccolo trotto. Tre punti che tuttavia non sono serviti a ridurre il gap dalle due battistrada, anch’esse vittoriose, che resta così di otto e cinque lunghezze. Un bel regalo ai biancoverdi lo stavano confezionando i “cugini” del Sambiase, capaci di annullare con Saturno l’iniziale vantaggio isolano firmato dal solito emergente Di Micco. Ad una manciata di minuti dal termine è tuttavia arrivato il nuovo, e stavolta definitivo, vantaggio dei crotonesi siglato dagli undici metri dal pianopoletano, nonché ex vigorino, Foderaro. Davvero un peccato per entrambe le compagini lametine. Contro il Locri è comunque arrivata la quarta vittoria consecutiva al D’Ippolito, e si è nel frattempo allungata a cinque giornate (sette se si tiene conto anche della Coppa Italia) la striscia positiva. Adesso tutta la concentrazione deve essere riposta nell’importantissima sfida interna di mercoledì contro l’Isola. Novanta minuti che, dopo l’1-1 dell’andata, designeranno quale tra le due compagini accederà alle semifinali regionali della manifestazione tricolore. Considerato l’attuale distacco, dalla vetta, in campionato, ovvio che il match di mercoledì assume un’importanza fondamentale soprattutto per l’undici di Angelo Andreoli.
LE PAGELLE
MERCURI 6.5 Nulla avrebbe potuto qualora il preciso colpo di testa di Oliveri e la bordata su punizione di Scillufo fossero risultate, rispettivamente, di qualche centimetro meno angolato e più bassa. Per il resto solo ordinaria amministrazione, eccezion fatta per una provvidenziale, quanto tempestiva, uscita bassa ad anticipare di un soffio in angolo l’ex Anile. Trasmette sempre sicurezza ai compagni non sbagliando nessuna uscita, alta o bassa che sia
BERTINI 6 Iervasi e Nesci combinano poco e niente, vuoi perché poco serviti vuoi perché chiusi nella morsa del trio difensivo biancoverde. Volendo trovare il classico pelo nell’uovo, qualche disimpegno errato che comunque non inficia la solita discreta prestazione. Con l’entrata di Carvelli chiude la gara da centrale arretrato
FERRARO A. 6 Vale più o meno il discorso fatto per Bertini. Tolto precauzionalmente dalla mischia dopo aver rimediato una botta all’altezza della testa già incerottata per via dello scontro fortuito di gioco avuto in settimana con Mannarino. Mercoledì ci sarà più che mai bisogno di lui considerato che mancherà, per squalifica, Bertini. Dal 20’st
CARVELLI SV Va a fare il centrale esterno destro disimpegnandosi con buoni risultati
VARRICCHIO 6.5 Si conferma elemento di sicuro affidamento per la categoria. Sfiora il gol di testa nella fase iniziale della gara
TORCASIO 6.5 Probabilmente anche grazie al suo avanzamento sulla linea dei centrocampisti, le incertezze delle prime giornate appaiono ormai un lontano ricordo. E’ ritornato il Torcasio fattosi ben valere durante la sfortunata scorsa stagione. Resta l’unico vero esterno della rosa in grado di spingere con una certa pericolosità. Piuttosto dinamico, costringe spesso gli avversarli a ricorrere al fallo per fermarlo. Dal 9’st
MARANO 6.5 Le critiche che si è giustamente sorbito, per via dell’incolore prestazione sfornata domenica scorsa a Paola, hanno avuto benefici effetti sull’ex Isola Capo Rizzuto. Stavolta viene gettato nella mischia soltanto a gara in corso e spacca subito il match con la galoppata e preciso assist per il momentaneo 1-0. Bravo a tenere palla quando c’è da far salire la squadra. E’ questo il Marano utile alla causa, viceversa sarà destinato a servire ben poco a questa squadra
CRUCITTI 6.5 In mezzo al campo ha ormai trovato i giusti sincronismi. Taglia e cuce con lusinghieri risultati. Dai suoi piedi nel primo tempo nascono due dei principali pericoli alla porta di Caputo. Mette lo zampino nel 3-0 allorquando arriva sul fondo e scodella con il contagiri per la sponda risolutiva di Luca Ferraro
OTTONELLO 6 Contrariamente al solito, lascia leggermente a desiderare su corner e punizioni, non sempre calciate da par suo. Ottimo il lancio poi finalizzato con una splendida giocata, per il provvisorio 2-0, da Mosciaro
PASQUALINO 6 Costretto sempre a giocare poiché unico ’98 della rosa con “esperienza” a questi livelli nonché sin qui esente da problemi fisici, gioca la sua consueta gara sufficiente
LETA 6.5 Con la palla tra i piedi è in grado d’inventare in ogni momento la giocata vincente. Nel primo tempo mette due volte Perri davanti al portiere avversario. Gli avversari devono sovente ricorrere alle maniere forti per fermarlo
PERRI 5.5 Oramai il giudizio lo conoscono anche i muri del D’Ippolito. Solita generosità e combattività, ma un centravanti per poter essere definito veramente tale deve “vedere” la porta.. Dal 15’st
FERRARO L. 7 A differenza di Perri, lui conferma di vederla, eccome, la porta. Mezzora con i fiocchi. Sfiora il palo più lontano con un imperioso stacco su angolo di Marano, si produce in una progressione per vie centrali con tiro contratto in extremis da un difensore, fa da sponda per il terzo gol di Mosciaro e chiude la contesa con un destro terrificante di prima intenzione che non dà scampo al numero uno locrese. Secondo centro personale in campionato
MOSCIARO 8 Nei primi 45’ non si vede molto, eccetto un colpo di testa a lato ed un tiro dal limite di poco alto. Scatenato nella ripresa quando colpisce letalmente per ben tre volte, sfiorando di un niente anche il quarto centro personale. Da manuale del calcio il raddoppio. Sale a quota cinque diventando il nuovo capocannoniere della squadra. Quanto è mancato in quel di Paola..
ANDREOLI 7 Memore di qualche errore commesso a Paola, stavolta indovina tutte le mosse. La squadra non butta via un pallone sforzandosi di giocare sempre palla a terra. Questa prestazione deve tuttavia diventare l’ordinarietà e non l’eccezionalità.
Ferdinando Gaetano
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