
Lamezia Terme - Matura alla terzultima giornata la più ampia vittoria stagionale della Vigor Lamezia. Un 3-0 che non fa una grinza, anzi persino striminzito per quelle che sono state le palle-gol costruite in quantità industriale da Malerba e compagni e, per l’appunto, finalizzate soltanto in minima parte. Per poco non è insomma stato restituito il 4-0 della gara d’andata. Una vittoria giunta al termine di una grande prova del collettivo di mister Gatto; un gruppo che, sia pur con tutti i limiti tecnici, di esperienza ed a livello di rosa ristretta, è bene sottolinearlo, ha sempre sudato ed onorato la maglia, tanto d’aver perso, ovviamente da novembre in poi, quasi sempre con il minimo scarto, alcune volte addirittura in pieno recupero (vedi Roccella e Rende). Un comportamento decisamente più professionale e sportivo rispetto a quanto invece mostrato dall’allora gruppo biancoverde in più di una gara nel finale della scorsa stagione.

Un’affermazione, quella colta oggi pomeriggio, che permette di tenere ancora accesa la sia pur debolissima speranza di evitare la retrocessione diretta. In pratica bisognerebbe vincere le prossime, nonché ultime, due gare contro Siracusa (che tuttavia domenica solo battendo i lametini potrebbe festeggiare con una giornata di anticipo la matematica promozione in Lega Pro) e Vibonese, e sperare, viceversa, che la Gelbison, oggi sbarazzatasi con un roboante 5-0 dell’Agropoli, perda contro Reggio Calabria prima e Noto dopo. Qualora si verificasse questa remota combinazione di risultati negli ultimi 180’, e lo Scordia non racimolasse più di quattro punti sui sei ancora disponibili, cilentani e biancoverdi chiuderebbero penultimi in condominio e, contrariamente a quanto abbiamo erroneamente scritto in sede di presentazione alla sfida odierna del D’Ippolito, non varrebbe la differenza reti negli scontri diretti ed eventualmente a livello generale, ma si disputerebbe lo spareggio per decretare la seconda retrocessa direttamente e chi invece andrebbe ad affrontare la sestultima ai play-out, sempre a condizione che il distacco tra terzultima e sestultima non sia pari o superiore ad otto lunghezze. Inutile farsi illusioni, insomma, anche se come dice il noto proverbio, la speranza, finchè appunto non condannata dall’aritmetica, è l’ultima a morire.

Un esile filo insomma trattiene ancora il club vigorino dal baratro di un’Eccellenza voluta dalla società. Sarebbe infatti bastato davvero pochissimo, leggi un centravanti di peso a dicembre/gennaio, ed a quest’ora quantomeno la squadra sarebbe stata quasi certa di giocarsi tutto ai play-out. Adesso, invece, tutto lascia supporre che a fare la differenza in negativo saranno proprio quei tre maledetti punti di penalizzazione, senza dimenticare che riguardo a quello incassato per il ritardato deposito della fideiussione propedeutica all’iscrizione alla Lega Pro, la dirigenza ha addirittura preferito non presentare neanche ricorso.

Le pagelle biancoverdi
MARINO 6 Più che ordinaria amministrazione. Sostanzialmente un pomeriggio da spettatore non pagante visto che i siciliani non hanno mai seriamente inquadrato lo specchio. Poco preciso in un paio di rinvii ma non è certo la gara in cui andare alla ricerca del classico pelo nell’uovo
MANGANARO 7 Spinge come non lo si era mai visto in questa stagione, complice, probabilmente, anche la prova evanescente dei dirimpettai di fascia Sammartano e Convitto. Da applausi una triangolazione con Umbaca nella ripresa. Prova, senza la giusta forza, la soluzione personale dalla distanza in un paio di occasioni. A fine primo tempo solito eccesso di ingiustificato nervosismo, allorquando rischia il provvedimento disciplinare per essersi beccato con un avversario
VARRICCHIO 7 Non fa rimpiangere lo squalificato Cianci trasmettendo sicurezza all’intero reparto arretrato. Provvidenziale, sul 2-0, quando s’immola con il corpo sulla botta ravvicinata di Gambuzza
ITRI 7 Assieme a Varricchio non fa toccare palla al temuto Cortese (che a dicembre il ds Roma aveva convinto a venire alla Vigor senza tuttavia ricevere il nulla osta dalla società di via Marconi) ed all’ex Sambiase Manfrè, gettato in campo ad inizio ripresa, specie nel gioco aereo. Deciso e concreto
MALERBA 7.5 Onora la fascia di capitano facendo il bello ed il cattivo tempo sull’out sinistro. Scodella in area una miriade di palloni non sempre sfruttati a dovere dai compagni. C’è tanto di suo sia nell’azione del 2-0 che nel definitivo 3-0. Assist-man
CASTELLANO 6.5 Seppur involontariamente, mette lo zampino in occasione del gol che sblocca la gara dopo appena 3’. Tocca tanti palloni anche se nei primi 45’ sbaglia un po’ troppo in fase di costruzione. Meglio nella ripresa quando sfiora il gol con una pregevole fiondata in corsa dal limite. Dal 44’st SINOPOLI SV Giusto il tempo di fare l’esordio stagionale
GIANNUSA 7 Fa valere la sua esperienza e tecnica a protezione della difesa, in fase di contenimento, e nell’allargare il gioco in quella di costruzione. Non sfrutta nel migliore dei modi un’invitante punizione che poteva valere il primo centro in biancoverde
GUTTA’ 6 Senza infamia e senza lode. Esce un po’ fuori dal guscio nella ripresa prima di andare in debito di ossigeno e chiedere il cambio. Dal 21’st UMBACA 7 Quanto è mancato il suo apporto in questa tribolata stagione lo stanno dimostrando gli spezzoni di gara magistralmente giocati in questo scorcio finale di torneo. Salta gli avversari con grande padronanza e personalità disegnando trame di gioco strappa applausi. Vedi quando mette Fioretti a tu per tu con Pizzolato. Patrimonio da preservare e valorizzare
GOLIA 6.5 Con la sua velocità spacca il match mettendo in costante difficoltà la spaesata retroguardia lilibetana. Potrebbe chiudere la gara prima del riposo ma tira addosso al portiere
FIORETTI 7 Segna tre gol, uno dei quali gli viene invalidato per off-side, ma se ne divora almeno altrettanti. Rompe il proprio digiuno realizzativo che durava da ormai due mesi e sale a quota nove centri stagionali
PRIORELLI 7 Complice anche il manto erboso tornato a livelli accettabili, sforna una prestazione finalmente all’altezza dopo il vistoso calo attraversato nel girone di ritorno. Freddo e chirurgico nell’azione del 2-0
GATTO 7 La gara si mette subito in discesa, esaltando così il punto di forza della squadra, confermatasi letale quando ha a disposizione spazi adeguati
Ferdinando Gaetano
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