
Lamezia Terme - Ancora nessuna novità ufficiale, in casa Vigor Lamezia, ad ormai più di ventiquattro ore dalla pesante sconfitta casalinga con l’Isola Capo Rizzuto che, complice la prevedibile vittoria odierna della Cittanovese (ancora in gol l’ex vigorino Conversi), ha fatto lievitare a ben 12 punti il distacco dalla seconda posizione. Biancoverdi ora chiamati a recuperare almeno tre lunghezze nei confronti della piazza d’onore per non fallire, clamorosamente, anche la qualificazione ai play-off. Gap sinceramente difficile da colmare visto il ruolino di marcia a dir poco sostenuto delle due battistrada e, di contro, gli appena 5 punti racimolati da Ottonello e compagni nelle ultime quattro giornate. Come a dire che per riuscire a rientrare nella soglia massima di distacco dalla vice-capolista, bisognerebbe vincere almeno dieci delle restanti undici gare e soprattutto il restante scontro diretto con la Cittanovese. Ruolino obiettivamente difficile da raggiungere con una rosa risicata, e con gli over contati, a centrocampo ed in attacco.
Ancor di più se si pensa che si sarà impegnati su due fronti. Grave la colpa di essersi limitati soltanto a sostituire numericamente la partenza di Conversi con l’arrivo di Russo, quando, invece, oltre a prendere l’ex Sersale, occorreva pure rimpiazzare l’ex Primavera del Crotone con un altro elemento con le sue caratteristiche. Sembrava dovesse essere il partenopeo Carmine Muro, tant’è che lo stesso si è allenato per diversi giorni con il gruppo. Ufficialmente si è poi detto che fosse andato via per problemi di famiglia. Circostanza invece smentita pochi giorni fa dallo stesso direttore tecnico Sortino, il quale in una trasmissione locale ha svelato come il mancato ingaggio dell’ex Gelbison sia dipeso da motivazioni di budget. Allora qui la domanda sorge spontanea: ma se si era coscienti di questi limiti economici perché non si è ceduto la società in estate? Forse perché restava in ballo la faccenda del ricorso al Tar del Lazio che, lo ricordiamo, verrà discusso il 21 febbraio? E ma non si può pretendere di avere la botte piena e contemporaneamente la moglie ubriaca. Anche perché di mezzo c’è una tifoseria giustamente arrabbiata, amareggiata e delusa, che non vede la propria squadra vincere un campionato da trent’anni!
L’avventura in biancoverde di Angelo Andreoli dovrebbe essersi chiusa ieri. Il duo Butera-Morelli starebbe trattando la rescissione del contratto con il tecnico di Fuscaldo. Staremo a vedere. Nel caso in cui le strade dovessero effettivamente separarsi, sulla panca lametina potrebbe tornare mister Antonio Gatto. Sul fronte societario, proseguono gl’incontri tra la proprietà e Mirabelli. Difficilmente, però, ci saranno sviluppi prima del termine della stagione. L’ex patron della Luzzese oggi pomeriggio è nel frattempo di nuovo intervenuto, stavolta in collegamento telefonico, ai microfoni di Stadioradio.it. Tanto per cambiare, ha criticato le scelte operate in questa stagione dall’area tecnica, rimarcando come i risultati non raggiunti in campionato, abbiano purtroppo confermato quanto da lui dichiarato già la scorsa estate. Ha inoltre ribadito le sue intenzioni di rilevare, anche per intero, il pacchetto societario del sodalizio di via Marconi, a condizione che chi lo ha ostacolato nei mesi scorsi si faccia da parte.
Ma facciamo un passo indietro a ieri pomeriggio. Al termine dell’anticipo tra Vigor ed Isola Capo Rizzuto, stante il silenzio stampa proclamato dal sodalizio lametino, a presentarsi in sala stampa è stato soltanto il tecnico dei crotonesi, Rosario Salerno. “Siamo partiti bene – ha esordito – tant’è che abbiamo sùbito creato qualche palla gol. Di contro, abbiamo sbagliato soltanto su una palla lunga loro, permettendogli di rendersi un po’ insidiosi in fase d’impostazione offensiva. Oggi (ieri ndr) la mia squadra era cosciente di quanto fosse importante vincere. Se poi veniva anche il gioco, sarebbe stato tanto di guadagnato, ma l’aspetto fondamentale era il risultato. I miei sono stati bravi a prepararsi durante la settimana e ad interpretare i 90’”.
Un progetto, quello dell’Isola, partito con ampio anticipo. “Ci siamo dichiarati già dallo scorso 30 aprile che puntavamo a vincere il campionato. La Cittanovese sta anch’essa disputando un campionato di tutto rispetto, senza perdere un colpo. Se noi, però, continueremo a giocare così, anche perché nell’occasione di fronte avevamo una Vigor che non è certo l’ultima arrivata e ch’era a sua volta obbligata a vincere, avremo ottime chance di tagliare per primi il traguardo. Questa sfida deve proprio invogliarci a non mollare mai da qui a fine campionato”.
Chiediamo a Salerno cosa sia cambiato rispetto alle due gare di Coppa: Isola più determinata, Vigor più rassegnata, oppure ha fatto la differenza la rosa di gran lunga più completa dei giallorossi? “A volte la panchina lunga ti aiuta sicuramente. All’andata, in campionato, abbiamo fatto la stessa prestazione di oggi (ieri ndr) per intensità e gioco espresso. Per quanto concerne la coppa, nella sfida d’andata siamo stati sfortunati nonostante ci mancassero tre-quattro elementi di peso. Abbiamo avuto delle occasioni tuttavia non sfruttate, a differenza della Vigor. Ad ogni modo sapete il mio cuore com’è, e quindi se da un lato sono contento per noi, dall’altro mi addolora vedere la Vigor Lamezia in questo campionato perché la città merita ben altri palcoscenici”.
A chi gli chiede se, qualora non avesse ricevuto la chiamata dall’Isola lo scorso aprile, si sarebbe aspettato quella della Vigor, il tecnico nativo di Rocca di Neto, ma lametino, o meglio ancora pianopoletano, di adozione, risponde che “io vi ringrazio per la stima che spesso mi dimostrate; in effetti il mio nome nell’ambiente biancoverde circola ogni anno, o quasi, verso maggio-giugno, ma poi a luglio succede sempre qualcosa e non si concretizza mai. Bisogna dare comunque merito al presidente dell’Isola, dato che mi voleva già l’anno precedente, ovvero prima che decidessi di restare anche in D con la Palmese. Mi è sembrato quindi giusto e corretto, la scorsa primavera, dare la precedenza all’Isola. D’altra parte, per come è composta questa non è certo una società di Eccellenza, ma a tutti gli effetti di Lega Pro a vincere. Non manca davvero niente e quindi siamo tutti obbligati a raggiungere l’obiettivo del salto di categoria. Qualsiasi cosa giocatori o staff tecnico chiedano, subito il direttore sportivo ed il presidente Sacco ce la fanno avere. E’ questa non è cosa facile da ritrovarsi in una società di Eccellenza. Se andate a vedere il nostro spogliatoio oggi (ieri ndr), constaterete come fosse da Lega Pro. Una società che ha un progetto e che spero lo possa continuare anche la prossima stagione (peccato, ci permettiamo di aggiungere, che non abbia un grande seguito di pubblico non avendo mai disputato campionati extraregionali. Inoltre, non bisogna dimenticare che le fortune della società isolana sono destinate ad andare di pari passo con quelle della Misericordia ndr). Ma avendo vissuto tante esperienze negative in questo mondo, prima di sbilanciarmi in tal senso ci penso due volte”.
“C’è già il progetto – prosegue l’ex allenatore della Berretti vigorina - per l’ampliamento della tribuna e la costruzione di una foresteria. E tutto questo si deve a Leonardo Sacco che si è prodigato a dare questa grossa organizzazione. Merito anche al direttore Mazzei che ha creato uno staff tecnico di primo piano, vedi presenze del preparatore Gigliotti, del mio secondo Messina e dell’onnipresente massaggiatore che non disdegna, se il caso, di andare a curare i giocatori persino presso le loro rispettive abitazioni”.
Qualcuno dei colleghi chiede cosa sia invece mancato alla Vigor per lottare fino alla fine per la vittoria del campionato. “La continuità di risultati. Bisogna mettersi in testa che quando scende in campo la Vigor Lamezia non è che solo per il suo blasone in questa categoria trova i classici tappeti rossi. Al contrario, troverà avversarie agguerrite e desiderose di ben figurare. Continuità che sta invece avendo la Cittanovese. E’ stata questa, finora, la differenza tra le prime due e la compagine biancoverde. Sento spesso criticare Andreoli ma Angelo è un bravo allenatore. A volte poi sono anche gli episodi a fare la differenza in alcune gare”.
Resta il fatto che Ottonello e compagni sono letteralmente scomparsi dal campo già dopo il primo gol ospite. “Non è facile quando si va sotto in casa contro la prima in classifica. Ho giocato a calcio prima di fare il tecnico e quindi capisco come ci si possa trovare in simili situazioni. Sono stati anche sfortunati a trovare una squadra, come la nostra, affamata di vittoria. La mancata reazione loro ci sta perciò. Ci sono poi calciatori che riescono a reagire in queste circostanze ed altri che invece si deprimono. In ogni caso giocare in una piazza come Lamezia non è facile. Io vi ho giocato e ricordo che quando scendevo in campo potevo sentirmi dire di tutto, in positivo ma anche in negativo. C’è una certa pressione, insomma, a differenza di Isola dove invece il pubblico c’è e non c’è. E’ proprio un’Isola felice – sorride – in tal senso!”.
Il trainer di Pianopoli chiede quindi la parola per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. “Mi sta dando un po’ fastidio sentire che noi saremmo secondi sul campo. Voglio ricordare che l’Isola è in testa al campionato dalla prima giornata. Se poi abbiamo fatto ricorso contro il Trebisacce, vuol dire che loro si sono comportati male a livello di regolamento. Non abbiamo fatto altro che applicare quest’ultimo. Qualsiasi squadra, come del resto ha fatto il Cutro prima di noi, avrebbe fatto ugualmente ricorso. A Cittanova qualcuno parla di campionato falsato, non rendendosi conto che queste sono parole pesanti e gravi. Fosse per questo, allora oggi Fiore non doveva arbitrare questa gara viste le polemiche per la sua direzione quando, poche settimane fa, abbiamo giocato con l’Acri. Dovrebbero piuttosto riconoscere, a Cittanova, che finora l’Isola è stata più forte, anche se loro non stanno mollando di un centimetro, e di questo bisogna dargliene atto. Io i miei colleghi li rispetto e non mi sono mai permesso di criticarli. Perciò quando ti senti rivolgere determinate accuse è ovvio che ti senti un po’ toccato”.
Scontri diretti già finiti per i crotonesi, ma non per questo il cammino da qui alla fine sarà agevole per Scuteri e soci. “A differenza della Cittanovese, noi già domenica prossima dovremo vedercela contro una ReggioMediterranea che verrà ad Isola a farci la guerra. Poi dovremo andare a Scalea, compagine che ho visto in Coppa Italia contro la Vigor e che, malgrado nell’occasione fosse orfana di tre-quattro titolari, ha fatto la partita. Una signora squadra, quindi. Per non parlare delle successive trasferte di Sambiase e Cutro dove per noi sarà un vero derby. Il nostro cammino, a differenza di quello della Cittanovese, sarà dunque irto di ostacoli fino alla fine. E non possiamo concederci alcun errore”.
Prima di congedarlo, gli facciamo notare come a fare la differenza alla lunga potrebbe essere la rosa più lunga e completa posseduta dalla sua squadra rispetto alla Cittanovese. “Si, in effetti disponiamo di una panchina lunga. Basti pensare che nell’occasione avevamo in tribuna gl’infortunati Okoroji e Vallone, oltre ad un fuoriquota importante. Però il mio presidente ha voluto fare le cose in grande e non potevo dirgli di no. Mi sono adeguato alla sua volontà, insomma, dato che a dicembre avevamo bisogno soltanto di un altro attaccante, ed abbiamo preso Giovanni Foderaro che, per questa categoria, è un lusso. Ho visto la distinta nostra e quella della Vigor, ed in effetti oggi (ieri ndr) la loro era piena di ragazzi. Il 30 aprile scorso noi abbiamo già chiuso con mezza rosa, vedi Piemontese, Marco Foderaro, Corsale, Tricarico. Abbiamo anticipato tutti e – conclude Rosario Salerno - questo ha fatto la differenza”.
Ferdinando Gaetano
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