
Lamezia Terme - Al termine del derby contro la Vibonese, ultimo atto di una stagione tribolata che ha sancito la retrocessione della Vigor Lamezia in Eccellenza, è stato l’ormai ex presidente Giancarlo Butera a prender la parola nel corso di una conferenza stampa che non ha fatto altro che confermare quanto già annunciato in più occasioni in seguito alle dimissioni di Gianni Torcasio. “Ringrazio innanzitutto i miei compagni di viaggio, da Gianni Torcasio a tutto lo staff tecnico, ma soprattutto quei pochi tifosi che hanno continuato a sostenerci domenica dopo domenica, perché sono loro il vero cuore della Vigor Lamezia. Oggi si chiude definitivamente un ciclo, in realtà già chiuso circa un anno fa, perché della vecchia dirigenza non è rimasto praticamente nessuno. È stato un anno particolare, un anno funesto caratterizzato da perenne incertezza, a partire dall’inchiesta che ci ha privati del professionismo. Abbiamo voluto tenere in vita la Vigor, facendo appello a tutti coloro in grado di darci una mano, richieste d’aiuto cadute puntualmente nel vuoto. Siamo stati abbandonati al nostro destino e non abbiamo ricevuto aiuto da nessuno, né dalla classe politica né dalla classe imprenditoriale, e nemmeno dalla città. Siamo rimasti soli e da soli stavamo per compiere un miracolo sportivo”.
Da qui la decisione di gettare definitivamente la spugna, come espresso chiaramente dall’ormai ex dirigente: “Penso sia arrivato il momento di lasciare la mia posizione. Resterò alla guida giusto fino al 30 giugno per adempire ai nostri doveri, ma personalmente non iscriverò la Vigor a nessun campionato. Lascio la squadra a costo zero a chiunque abbia voglia di riportare in alto il nome di questa società, purché resti Vigor Lamezia Calcio 1919”. Sulla situazione che potrebbe ereditare un’ipotetica proprietà futura, inevitabili i riferimenti all’annosa questione “Dirty Soccer”, punto di partenza del declino biancoverde: “C’è una giustizia che deve ancora fare il suo corso e abbiamo in ballo un paio di ricorsi di fondamentale importanza sotto l’aspetto economico. La speranza è che l’ex presidente Arpaia possa dimostrare la sua innocenza riabilitando anche l’immagine della Vigor Lamezia. Qui non ha scommesso nessuno, non vi è traccia di movimenti di denaro e non ci sono altre società penalizzate o coinvolte direttamente nelle nostre inchieste, nelle nostre presunte combine. In alcuni casi, addirittura,sono state utilizzate delle prove false.
C’erano dei debiti pregressi che stiamo pagando, ma non dimentichiamo che abbiamo un credito di 300.000 euro con il Parma, contro cui stiamo andando avanti per vie legali. La FIGC è garante del fallimento del Parma e ci ha penalizzato tantissimo. Tra l’altro, si tratta di soldi che non vanno nelle nostre tasche, perché noi con la Vigor Lamezia non ci siamo mai arricchiti, semmai il contrario. Il nostro è sempre stato puro amore per questa squadra e per la città di Lamezia Terme. Ho cercato anche di stimolare la piazza in svariati modi, magari tramite una campagna abbonamenti che avrebbe garantito più presenze allo stadio con incassi di almeno 10.000 euro, cosa che avrebbe potuto suscitare anche l’interesse di qualche altro sponsor, ma non ha funzionato”. Nonostante una stagione certamente fallimentare dovuta, principalmente, alle note vicende giudiziarie che hanno colpito la Vigor, Butera non risparmia elogi a chi ha lottato fino all’ultima giornata per i colori biancoverdi: “Abbiamo affrontato il campionato con grande coraggio, perché non è facile affrontare una stagione con tutti i problemi economici derivati dall’inchiesta e dalla perdita della Lega Pro. Ma per me il calcio è uno spettacolo che non può fermarsi. Purtroppo abbiamo fallito l’obiettivo, ma abbiamo reso onore a questa squadra e a tutti i ragazzi che ringrazio per l’encomiabile lavoro svolto quest’anno, arrivando a lottare per la salvezza fino alle ultime giornate”.
Gatto: “Per me la Vigor non morirà mai”
Dopo lo “sfogo” del presidente uscente Butera, che ha confermato il disimpegno dell’attuale dirigenza dopo il 30 giugno, tocca al tecnico Antonio Gatto analizzare brevemente il buon punto ottenuto nel derby contro la Vibonese che ha chiuso l’annus horribilis della sua Vigor Lamezia: “Anche oggi abbiamo provato a portare a casa i tre punti contro una squadra coriacea come la Vibonese, un gruppo costruito per stare nei piani alti. Ci congediamo dal nostro pubblico con un risultato positivo, anche se resta l’amaro in bocca per una retrocessione che fa male a tutti. Purtroppo il campo ha detto questo e non resta che rimboccarci le maniche e provare a pensare al futuro”. Futuro, però, sempre più incerto, soprattutto dopo il post-Vibonese, nonostante il tentativo di Gatto di ridimensionare l’intervento di Butera: “Sono dispiaciuto per le parole del presidente, perché sono ben consapevole di quanto lui e Torcasio siano legati a questa squadra. Sono convinto possa trattarsi di uno sfogo del momento, dettato dalla delusione e da questa situazione. Per me la Vigor non morirà mai, l’importante è che ci sia programmazione, e chi sarà a capo della società dovrà avere la volontà di sedersi attorno a un tavolo e provare a risolvere i problemi. Io penso che la città di Lamezia possa anche tornare in Lega Pro nel giro di tre anni, con le dovute condizioni. Per quel che mi riguarda, fino al 30 giugno resto un tesserato della Vigor e già nella prossima settimana incontrerò i dirigenti per discutere di un ipotetico futuro”.
Analizzando l’andamento in campionato della sua squadra, Gatto individua nei primi, difficili mesi della sua gestione la principale causa del triste epilogo biancoverde: “Non sono tanto le sconfitte con Scordia e Roccella ad aver influito sul nostro cammino, quanto le 10 sconfitte iniziali, anche perché in tutti i restanti scontri diretti abbiamo vinto o pareggiato. Non c’è una squadra di bassa classifica che abbia fatto bottino pieno contro di noi. Purtroppo abbiamo avuto anche un periodo sfortunato con tanti infortuni, soprattutto tra gli over, in cui abbiamo subito 4 sconfitte e ottenuto solo 3 pareggi, racimolando appena 3 punti. Tra l’altro, nelle ultime 10/11 giornate non abbiamo mai incontrato una squadra senza obiettivi di classifica e questo ha reso tutto più difficile”. Tra le poche note positive della stagione, l’esordio di diversi giovani promettenti, come Umbaca, Guttà e Lettieri: “Il recupero di Umbaca, dopo i seri problemi che ha avuto, è stato per noi uno dei momenti più felici. Si tratta di un ragazzo che avevo già indicato per l’esordio in Lega Pro, pronto per palcoscenici più importanti. La Vigor -conclude il tecnico- può ripartire da gente come lui, Lettieri o Guttà, quest’ultimo unico ’98 in tutta la categoria ad aver raggiunto le 35 presenze”.
“Programmazione” parola d’ordine anche per mister Gaetano Di Maria, riuscito a riportare in alto la Vibonese proprio dopo una doppia retrocessione: “Negli ultimi due anni, prima di iniziare il campionato, ci siamo posti degli obiettivi che siamo riusciti a raggiungere, anche se in quest’ultima stagione abbiamo dimostrato di non essere ancora abbastanza maturi per puntare a vincere il campionato. Abbiamo comunque disputato un gran torneo, grazie all’ottimo lavoro svolto dai ragazzi e dalla società. Quando squadre come Vigor Lamezia o Vibonese si ritrovano in Eccellenza, ci sono diverse incognite e a volte non basta avere una squadra di livello, perché si tratta di un campionato ibrido, in cui conta anche il fattore ambientale. Per questo è fondamentale saper programmare, condizione possibile solo se si ha una società solida alle spalle”.
Francesco Sacco
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