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Lamezia Terme – E’ crisi nera in casa Vigor Lamezia dopo i due consecutivi derby, uno regionale e l’altro cittadino, nei quali, oltre alle partite in questione, si è persa anche la faccia. Sette gol in due sfide consecutive di campionato la squadra biancoverde non li incassava da tempo immemore, molto probabilmente da quell’avvio di serie D 2015-16, post “Dirty Soccer”, affrontato con la squadra Juniores. Una Vigor, l’attuale, riuscita a fare decisamente peggio di quella di un anno fa di questi tempi. Il confronto con le prime cinque giornate dello scorso torneo vede, infatti, un saldo negativo di 5 punti. La Vigor di Foglia Manzillo nei primi 450’ segnò, e al contempo subì, cinque reti. Quella targata Vargas di reti ne ha sin qui realizzate sempre cinque, incassandone, però, ben tredici. Tant’è che da ieri sera Sanzone e compagni sono diventati, con tredici reti al passivo, la difesa più vulnerata del girone I.

Una squadra troppo brutta per essere vera, quella ammirata, si fa per dire, contro Reggina e Sambiase. A dir poco allarmante il numero di palle gol, quasi una trentina, concesse negli ultimi 180’. Amaranto e giallorossi sono penetrati come lama nel burro nelle spaesate maglie biancoverdi. Ovvio che il problema sta a monte, ovvero all’ormai solita rivoluzione estiva, vedi ennesimo cambio dell’allenatore e conferma di appena sette elementi, di cui appena due-tre titolari, della rosa che bene aveva fatto nello scorso girone di ritorno. Se tanti calciatori non sono rimasti, però, è successo anche perché tra la fine del campionato 2025-26 e l’allestimento del nuovo organico, sono passati oltre due mesi a causa del mancato raggiungimento in tempi accettabili della quadra societaria.

Chi ha tempo, leggi salvezza anticipata, non aspetti tempo, recita un noto proverbio, negli ultimi anni poco seguito dalle parti di via Marconi. Se poi andiamo a vedere chi sono i pochi superstiti della passata stagione, ci accorgiamo che uno, l’ancora under Andreassi, sin qui è stato impiegato appena 10’. Il centrale Errico, spiace dirlo, ma per quanto fatto vedere l’anno scorso era, piuttosto, uno dei pochi a non meritare la riconferma. Decisamente più razionale la permanenza di Sanzone, che ieri ha tuttavia parecchie responsabilità, al pari di D’Oppido, nell’azione del primo gol sambiasino. Sabella appare un lontano parente del ragazzino che non aveva affatto sfigurato nelle partite, trasferte di Enna, Ragusa e San Cataldo in primis, in cui era stato preferito all’allora titolare Iannì. Una cosa, d’altronde, è giocare di tanto in tanto in una squadra che gira e macina risultati, tra l’altro avendo accanto un compagno di reparto esperto e navigato, un’altra è, per un 2007, dover fare il titolare di un gruppo che in difesa sta iniziando a fare acqua da tutte le parti. Prima dell’inizio del campionato avevamo fatto presente, nel corso della conferenza stampa di presentazione del duo Vargas – Ramondino, dei grossi rischi derivanti dalla scelta di affidarsi a due portieri entrambi under, uno dei quali peraltro con tre giornate di squalifica da scontare. Avevamo anche ricordato come storicamente fossero state poco fortunate le stagioni nelle quali il sodalizio vigorino aveva puntato solo sul portiere under. Ci vengono in mente i vari Rosti, Carlino, Saviano, giusto per snocciolare qualche nome che evoca ricordi non certo piacevoli ai tifosi biancoverdi. Ci fu risposto che, per ristrettezze di budget, si era preferito risparmiare nel ruolo di estremo difensore per potersi permettere un over in più negli altri reparti.

I tre restanti superstiti sono il 2006 Pietro Simonetta, Maimone e Ordonez. Il giovane cresciuto nel vivaio della Reggina aveva offerto un rendimento piuttosto altalenante, tant’è che ad un certo punto mister Mancini iniziò a preferirgli stabilmente proprio Andreassi. Maimone non è ancora ai livelli dello scorso girone di ritorno, mentre Ordonez in queste sei gare ufficiali ha funto da rincalzo da utilizzare a gara in corso. Se l’anno scorso la quadra difensiva la si era ottenuta grazie alla progressiva crescita del centrale classe 2007 Del Pin, non a caso salito di categoria, accanto a Sanzone, e dall’impiego sugli esterni dell’over Montebugnoli e degli under Andreassi, Amendola, D’Anna, Turini e Cesare Morelli, in questa stagione sin qui si sono rivelate poco azzeccate le scelte dei terzini. Gomez è stato disastroso in più di una gara, ieri gli è stato preferito D’Oppido, che pareva dare maggiori garanzie, e invece è incappato anche lui in una prestazione estremamente negativa, tanto da essere sostituito durante l’intervallo. Casalongue è parso un tantino più rodato per la categoria, ma niente di trascendentale. Mai impiegati, poi, i 2008 Piscitello e Proietti. Davanti Cantoro non sarà letale come Cosendey, ma resta un discreto centravanti per la D. Ieri è stato tra i pochissimi ad aver sudato la maglia e sfiorato la segnatura. Provazza e Ranieri peccano di continuità, l’ex Reggina quando si accende può tuttavia trovare il guizzo decisivo. Ovviamente, dalla cintola in su si avverte la partenza di Marigosu e Catalano, elementi che lo scorso anno assicuravano tecnica e fantasia.

Con l’esordio di Borriello, ieri alla fine più croce che delizia, salgono a diciannove i calciatori complessivamente utilizzati dall’allenatore cileno nelle sei gare ufficiali sin qui giocate. Al momento non hanno saltato neanche un minuto di gioco soltanto Sabella e Sanzone. Zero minuti all’attivo per Marano, Piscitello e Proietti, nonché per gli aggregati dalla Juniores Mazza, Petrungaro, Gaudio e Talarico. Il portiere classe 2008 Antonio Stella non fa più parte della rosa da diverse settimane. Intanto sarebbe ancora in corso una profonda riflessione all’interno della dirigenza. Al momento si va per una conferma a tempo, fondamentale in tal senso sarebbe la gara interna di domenica con il Castrumfavara, di Vargas. Come già successo in estate, la società sarebbe comunque spaccata tra chi vuole continuare a dare fiducia al tecnico cileno e chi, invece, vorrebbe un allenatore lametino, il più gettonato sarebbe sempre Claudio Morelli, sulla panchina biancoverde.

Ferdinando Gaetano

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