Lamezia Terme - La partita odierna con la Sarnese rappresenterà uno spartiacque, nel bene o nel male, per ciò che concerne il futuro della Vigor Lamezia. Le dimissioni irrevocabili presentate a fine gara dal presidente Gianni Torcasio, oltre che un gesto inevitabile, sono da accogliere come una “liberazione”, nel senso che finalmente si saprà di che morte eventualmente morire. Sarebbe stato inutile, e controproducente per lo stesso massimo dirigente, proseguire in queste condizioni. E non ovviamente per demeriti del dimissionario Torcasio, al quale abbiamo sempre riconosciuto, da queste colonne, l’impegno messoci, assieme al vice Butera, per provare disperatamente a far ritrovare la compattezza perduta con il resto dei soci, al contrario del duo poc’anzi citato letteralmente volatilizzatisi dopo la sentenza (ma in alcuni casi anche prima) della Corte d’Appello Federale. Ma da soli, Torcasio e Butera non potevano certo fare miracoli, non avendo i mezzi economici per sopportare il peso di un torneo, come la serie D, per molti versi più gravoso della stessa Lega Pro.
“La decisione di gettare la spugna – ha esordito, a fine gara, Gianni Torcasio in sala stampa - l’avevo sostanzialmente presa già qualche giorno fa, a seguito della riunione avuta con gli altri soci giovedì scorso e nella quale gli stessi, tutti assieme, non mi hanno dato la loro disponibilità a proseguire nell’avventura all’interno della Vigor Lamezia. Per cui, come lo ero già da tempo, mi sono ritrovato ufficialmente da solo, con l’eccezione di Giancarlo Butera, ed in tale situazione ovviamente non riesco a sopportare un peso economico così grosso come lo è un campionato di serie D. Le spese e gli impegni sono tantissimi. L’inchiesta “Dirty Soccer” per noi è stata un uragano che ci ha spazzato tutti via. Abbiamo lottato contro la giustizia sportiva e quando credevamo di avercela fatta, leggi accoglimento, alle 17:00 di martedì scorso, del nostro ricorso da parte della Procura del CONI, ci siamo invece ritrovati, dopo appena quattro ore, con la sentenza nuovamente sfavorevole del Collegio di Garanzia dello Sport. In ogni caso, preannuncio che andremo comunque avanti appellandoci al Tar e, se sarà il caso, persino al Tribunale di Losanna. Anche se ne uscissimo vedendo finalmente riconosciute le nostre ragioni, sarà troppo tardi, essendo stato ormai distrutto tutto ciò che di bello si era creato in questi anni.
Di tutto si è parlato in questi mesi tranne che di calcio giocato. Per cui do’ le mie dimissioni irrevocabili da presidente della Vigor Lamezia calcio. Domani, o al massimo martedì, consegnerò la squadra al sindaco, con la speranza che lo stesso possa trovare nuovi imprenditori o investitori intenzionati a far calcio per questi colori. Me lo auguro vivamente, sebbene ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna richiesta in tal senso. Anzi, aggiungo che sarei persino disponibile, nelle vesti di tifoso, a dare una mano all’eventuale nuova proprietà. Ma da solo non posso proprio continuare, anche perché vorrebbe dire distruggere, a livello economico, la mia azienda costruita con venti anni di sacrifici e passione. Ho già speso veramente tanto. Ogni giorno ho dovuto far fronte a qualche spesa senza aver potuto contare su uno sponsor che fosse uno. Quelli che vedete attorno al rettangolo di gioco sono infatti relativi alla scorsa stagione, che, per mancanza di tempo, non siamo neanche riusciti a togliere. Idem per gl’incassi al botteghino. Oggi avremo incassato non più di due-trecento euro, ma neanche m’interessa saperlo. La Vigor Lamezia è qualcosa di veramente bello, ma ti porta via tanto tempo prezioso sia a livello lavorativo che di affetti familiari, incluso mio figlio che è qui con me. Soltanto se stasera stesso mi chiamasse qualcuno, dicendosi disposto ad affiancarmi, potrei fare un passo indietro, ma ho seri dubbi che questo possa accadere”.
Torcasio fa capire chiaramente di essere stato il solo, negli ultimi mesi, ad aver messo mani al portafoglio. “Leggo spesso sui social la parola Dimettetevi. Capisco che forse mi vogliono bene e quindi (ride..) mi danno del “voi”, ma la verità è che in questi ultimi mesi la società si è retta, in tutto e per tutto, esclusivamente sulle spalle del sottoscritto e di Giancarlo Butera. Una volta che consegnerò la squadra al Comune, dal quale, ed apro una parentesi, la Vigor deve ancora ricevere il saldo spettante per gli anni 2012 e 2013, è quindi chiaro che domenica ci sarà il concreto rischio che la squadra non si presenti a Roccella. Butera diventa presidente pro-tempore e non so, né voglio sapere, le sue disponibilità. Se se la sentirà da solo (ma il diretto interessato fa ampi cenni negativi con la testa ndr) di portare avanti la Vigor, io sarò il primo a fargli da sponsor”.
L’ormai quasi ex massimo dirigente risponde così a chi gli chiede il motivo per cui gli altri soci han preferito abbandonare la nave anzitempo. “C’è chi ha saputo reagire meglio, vedi il sottoscritto, probabilmente poiché troppo attaccato ai colori, e chi è invece portato a reagire diversamente, magari anche per ragioni lavorative o familiari. Non me la sento di addossare colpe agli altri ex soci, né di andare da loro con il “mitra” puntato a tirargli i soldi dalle tasche. Non mi resta che prendere atto della loro mancata disponibilità a rilanciare le sorti di questa società. Posso solo augurarmi che tra due domeniche la Vigor abbia un nuovo proprietario, il che vorrebbe dire che sarei nuovamente allo stadio per seguirla”. A detta di Torcasio, a quest’ora lo scenario sarebbe stato diverso qualora il Collegio di Garanzia dello Sport del Coni avesse riammesso tra i professionisti il sodalizio vigorino. “Ritengo che in quel caso si sarebbe ricompattato il tutto”.
Gli abbiamo quindi chiesto a quanto ammonti il passivo debitorio. “Ci sono delle transazioni in corso, a livello di erario, regolarmente pagate mese per mese. Quindi non c’è alcun tipo di arretrato. Essendo una s.r.l., è poi normale sia in corso una rateizzazione del debito. Al contempo, ci sono però pure dei crediti, vedi uno certificato di 143 000,00 euro dalla stessa Lega, che dovrebbe erogarci entro Natale. Altri crediti sono relativi a sponsorizzazioni delle scorse stagioni. Stiamo inoltre provando ad inserirci nel fallimento del Parma Calcio per cercare di recuperare qualcosa dei soldi che il club ducale avrebbe dovuto girarci per la valorizzazione di suoi ex calciatori. La Vigor ha però bisogno di nuova linfa nell’immediato. Domani, ad esempio, ci sono scadenze importanti alle quali cercherò di provvedere ancora personalmente, per l’ultima volta”. Quanto al neo main-sponsor Carrefour, “Rimarrà e tra l’altro ha già versato la propria quota che si è subito polverizzata per far fronte alle varie spese correnti”. Torcasio è un fiume in pieno e non si fa problemi a scendere nei dettagli. “Dico stop alle mie uscite personali, non avendo vergogna a dire che non sono più in grado di continuare. Se sapessi di dover far fronte ad un impegno fisso di 10 000 euro al mese, giusto se vogliamo essere concreti, potrei sopportarlo per la passione che mi lega a questi colori. Ma qui la cifra è decisamente superiore. Ci sono calciatori, allenatore e staff tecnico da pagare ogni mese, spese per le trasferte, e via dicendo”.
Domani o dopodomani ci sarà, dunque, un nuovo incontro, ma stavolta non più interlocutorio, tra Torcasio ed il sindaco, nonché a sua volta ex presidente e dirigente, Paolo Mascaro. “Nelle scorse settimane – osserva - ci sono andato amichevolmente. So che ha provato a sondare il campo in via ufficiosa, ma adesso dovrà farlo ufficialmente, lasciando stare l’amicizia personale che lega il sottoscritto al primo cittadino. Neanche sapeva, tra l’altro, che oggi avrei rassegnato le dimissioni”.
Ferdinando Gaetano
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