
Lamezia Terme - L’avevamo auspicato nei giorni scorsi e, fortunatamente, così è stato. C’è voluta un’altra compagine lucana per far tornare il sorriso, ed i tre punti, in casa biancoverde. A quasi tre mesi esatti dall’ultima vittoria, Gattari e compagni piegano il Melfi con lo stesso risultato con il quale, lo scorso 9 novembre, avevano piegato il Matera. Le uniche due portacolori della Basilicata in Lega Pro mai come in questa annata stanno dunque portando bene ai lametini. Tra l’altro, l’affermazione di ieri è stata per certi versi “storica” dato che mai, prima di questa stagione, la Vigor Lamezia era riuscita a battere il Melfi sia nella gara d’andata che in quella di ritorno. Tre punti sofferti ma che valgono oro quelli incamerati grazie al chirurgico sinistro scoccato, al 9’ della ripresa, da Antonio Montella. In un colpo solo, la squadra di Alessandro Erra torna al successo, balza a quota 30, scavalca la Paganese ed aumenta da 3 a 5 lunghezze il proprio margine di vantaggio sulla quintultima posizione. Un significativo passo in avanti favorito anche dai risultati favorevoli arrivati dai campi in cui erano impegnate le altre squadre coinvolte nella lotta salvezza.
Soltanto i lametini hanno raccolto l’intera posta. In attesa del risultato della Lupa Roma, che stasera sarà impegnata a Benevento nel posticipo di giornata, hanno perso Aversa, Ischia, Savoia e, ovviamente, Melfi. Reggina (alla quale, lo ricordiamo, in settimana sono stati restituiti tutti e 4 i punti di penalizzazione che l’erano stati inflitti a metà girone d’andata), Cosenza, Messina, Martina Franca, Paganese e Barletta non sono invece andate oltre la divisione della posta. A proposito di Cosenza, non è passata inosservata, ieri pomeriggio, la presenza in tribuna, al D’Ippolito, del duo Roselli – Meluso, rispettivamente tecnico e diesse del sodalizio silano. Il massimo dirigente vigorino Claudio Arpaia si è invece prodigato a ricambiare la squisita ospitalità ricevuta nel match d’andata, accompagnando personalmente nel settore bianco della tribuna la ristretta pattuglia dirigenziale ospite guidata dal presidente Maglione. Appena 900 gli spettatori complessivamente accorsi allo stadio, ma non poteva essere diversamente visto l’orario e, soprattutto, la serata fredda e piovosa. Alla fine, si è tuttavia rivelato beneaugurante il tuono rimbombato sullo stadio ad una ventina di minuti dal fischio d’inizio, quasi a voler squarciare quella cappa di negatività che da quasi tre mesi stazionava sull’undici lametino. Battute a parte, va dato merito alla squadra di aver lottato su ogni pallone fino al 95’ nonostante gli ormai noti limiti tecnici evidenziati ogni qualvolta si è chiamati a fare la partita. Ad ogni modo, considerata la serata e la pesantezza del terreno di gioco, non era certo questa la gara dalla quale aspettarsi il classico gioco spettacolare. Bisognava giocare di spada, non certo di fioretto, e Gattari e compagni l’han fatto con buoni risultati, aiutati pure dai cori d’incitamento della non numerosa, ma comunque frizzante, tifoseria organizzata biancoverde. Sostenitori che nel primo tempo hanno ricordato con altrettanti striscioni due loro “fratelli”. Quello di sangue biancoverde Domenico Gigliotti, un paio di settimane fa vittima di un raccapricciante caso di cronaca nera, ed il genoano Vincenzo Spagnuolo, accoltellato a morte, giusto venti anni fa, dal tifoso milanista Simone Barbaglia all’esterno dello stadio di Marassi.
Ma passiamo alle consuete pagelle vigorine.
Forte 6 - Per fortuna sua e della Vigor, tre volte Tortori, una Agnello ed una Fella non inquadrano di poco lo specchio, ma l’estremo difensore di Campora San Giovanni dimostra sempre sicurezza nei pochi interventi di ordinaria amministrazione ai quali è chiamato.
Spirito 6 - L’ex di turno vince il ballottaggio con Kostadinovic. Avvio timido, condito da qualche errore, ma esce fuori alla distanza giocando un secondo tempo su buoni livelli.
Rapisarda 6 - Nel primo tempo, in un’occasione concede al pericoloso Tortori di girarsi e sfiorare il palo. Idem nella ripresa quando da un suo difettoso disimpegno scaturisce un pericolo per la porta locale. Per il resto solita sicurezza in quella ch’è stata la sua nona gara consecutiva da centrale adattato.
Gattari 6.5 - Ritorna finalmente in campo dopo le quattro giornate di squalifica inflittegli a seguito dell’ingenua espulsione rimediata, dalla panchina, a Lecce. Rientro quanto mai gradito visto che conferisce esperienza e sicurezza all’intero reparto arretrato. Soffre un po’ soltanto l’intraprendenza di Tortori a fine primo tempo. Decisivo quando salva in angolo rimediando ad un approssimativo disimpegno di Rapisarda. Spende nel migliore dei modi un cartellino giallo, disinnescando sul nascere una pericolosa ripartenza lucana.
Malerba 6.5 - Si conferma su livelli più che sufficienti. Mette in area tre invitanti palloni non finalizzati a dovere dai compagni. Con l’ingresso in campo di Kostadinovic, chiude da esterno di centrocampo.
Papa 5.5 - Si ritrova sui piedi due buone opportunità senza riuscire, in entrambi i casi, a centrare lo specchio. Con il passare dei minuti va via spegnendosi ed Erra decide giustamente di toglierlo.
Dal 17’st Voltasio 6 - Mezzora su discreti livelli. Unica macchia un passaggio corto che per poco non inguaia la retroguardia biancoverde.
Puccio 7 - In fase d’impostazione i piedi sono quelli che sono. ma combatte col coltello tra i denti salendo in cattedra soprattutto nei secondi 45’ allorquando calamita palloni su palloni, senza andare per il sottile quando c’è da ringhiare sul collo degli avversari o spazzare via ogni potenziale minaccia. Gladiatore.
Scarsella 5.5 - Quando torneremo a rivedere lo straripante calciatore ammirato la scorsa stagione e nei primi due mesi dell’attuale? Più ombre che luci, eppure la sua stazza e prestanza fisica avrebbero dovuto fare la differenza su un terreno pregno di acqua. Rimandato.
Montella 7.5 - Prosegue nel suo processo di “Moscardellizzazione” fisico (barba che diventa sempre più folta) e realizzativo. Si ripete a distanza di otto giorni dalla segnatura all’Arechi. Gol pesantissimi visto che portano in dote 4 punti che potrebbero risultare determinanti nella lotta per la salvezza. Decide la contesa con un sinistro chirurgico che termina la sua corsa nell’angolino basso più lontano, dove Perina non può proprio arrivare. Sale a quota 5 gol raggiungendo Scarsella sul gradino intermedio del podio dei cannonieri biancoverdi. Segnatura a parte, sforna una prestazione tutta cuore, grinta e sacrificio, andando prontamente a pressare sui primi portatori di palla avversari.
Dal 43’st Catalano Sv - Bravo quando, al 94’ scoccato, si procura con mestiere una preziosa punizione davanti la propria area, smorzando, così, il disperato forcing finale dei potentini.
Held 6 - Senza infamia e senza lode. Non ha vita facile contro i due giganteschi centrali avversari, ma non si dà comunque per vinto.
Dal 34’st Kostadinovic Sv - Complice il rientro di Gattari, torna ad accomodarsi in panchina dopo sei gare da titolare. Con il suo ingresso Erra conferisce maggiore copertura, ridisegnando la squadra passando dal 4-3-3 al 4-4-2.
Improta 7 - Stavolta non segna come nel match d’andata (firmò entrambi i gol lametini) ma fa comunque segnare Montella. Altra prestazione di spessore dopo quella sfoderata all’Arechi. Assicura profondità alla manovra lametina fungendo da costante spina nel fianco per la difesa lucana
Erra 6.5 - Si ferma ad undici giornate la striscia senza vittorie dei suoi. Se da classica bestia nera, il Melfi si trasforma in vittima sacrificale dei biancoverdi, il merito è anche del tecnico di Coperchia. Mai prima di questa stagione la Vigor era infatti stata capace di strappare 6 punti su 6, tra andata e ritorno, ai gialloverdi lucani. I suoi riescono a venire a capo di un match decisamente scorbutico grazie ad una prova di grosso spessore agonistico e caratteriale, lottando con la giusta concentrazione e determinazione per gli interi 95’.
Ferdinando Gaetano
© RIPRODUZIONE RISERVATA