
Lamezia Terme - Mister Novelli l’aveva preannunciato alla vigilia che contro il Poggibonsi sarebbe stata dura. “Abbiamo avuto soprattutto tanto cuore nel provare a superare le difficoltà incontrate nel primo tempo in particolare, allorquando c’è mancata la giusta continuità. In questi due giorni che ci separano dal recupero col Teramo dovremo provare a lavorare sulle difficoltà evidenziatesi contro i toscani. Siamo stati troppo lunghi in campo, perdendo spesso la seconda palla. Nella ripresa abbiamo un po’ accorciato indipendentemente dalla sopraggiunta inferiorità numerica avversaria. In ogni caso ci stanno pure i meriti dell’avversario, rivelatosi complesso molto ben organizzato. Si sono chiusi un pochino mettendo un vertice basso sul nostro trequartista. Avevamo delle soluzioni per far fronte a ciò, ma si è sbagliato in qualcosa. L’aspetto positivo è stato l’aver avuto la giusta pazienza, pur essendo stati un po’ lenti nel giro palla. D’altra parte, entrambi i gol sono venuti su situazioni che proviamo durante la settimana”. Contro i biancorossi di Vivarini saranno ben sei le assenze, quasi tutte concentrate in avanti, dove si potrà contare solo su Zampaglione. Novelli la mette sulla battuta pur riconoscendo l’emergenza. “Per limiti d’età, avendo 48 anni, probabilmente non posso scendere io stesso in campo. Proveremo qualche altra soluzione alternativa pur coscienti delle difficoltà che abbiamo in questo momento e che sono sotto gli occhi di tutti”. Durante la partita si è visto spesso il trainer salernitano dare disposizioni a D’amico. “L’ho incitato, più che richiamato, ritenendolo elemento di grande qualità, oltre che piuttosto dinamico. Poteva destreggiarsi dalla marcatura di Rebuscini decentrandosi sull’esterno, in modo da poter puntare l’uno contro uno ed al contempo trovare spazi per la manovra”. Novelli chiama saggiamente a raccolta il pubblico di fede bianco verde. “Spesso la gente dagli spalti dice togli questo, metti quello, ma poi bisogna vedere cosa ti ritrovi in panchina dalla cintola in su. Cerchiamo di stare vicini ai ragazzi tenendo presente che stiamo giocando su campi pesanti. Il terreno di oggi avvantaggiava molto chi doveva difendersi. In alcuni tagli da noi effettuati il pallone ha cambiato traiettoria a causa di qualche buca, compromettendo le nostre manovre. Situazioni di difficoltà con le quali dobbiamo però convivere. Oggi molti, dalla tribuna, hanno attaccato Rondinelli, quando invece ritengo abbia giocato una buona partita. Ci garantisce equilibrio ed è un elemento molto generoso, tant’è che lo vorrei avere in ogni mia squadra. Peraltro, sta giostrando in un ruolo per lui nuovo rispetto al passato e bisogna dargli il tempo necessario per calarvisi in pieno”. A chi gli fa presente come la squadra in quest’occasione non sia sembrata al top quanto a intensità fisica, risponde così. “Se ci addentriamo in questo campo dovrei dire determinate cose e siccome ho rispetto per gli altri miei colleghi preferisco dire che dobbiamo aspettare che questa squadra cresca sotto tanti punti di vista”. A tenere banco è naturalmente l’infermeria sempre più affollata. “Quando sono arrivato, sapevo di avere soltanto Mangiapane e Rossini fuori. Poi mi son ritrovato anche Carbonaro e Padulano infortunati. Ma non per una settimana, visto che sono fuori ormai da più di un mese. Zampaglione, inoltre, l’abbiamo gestito io e Giuseppe Saladino, in quella settimana ch’eravamo ancora solo noi due come staff tecnico, dato che era a sua volta reduce da tre settimane e mezza di stop per infortunio. Adesso giocare così tante partite su questo tipo di terreno potrà creare difficoltà a qualche altro anche per via di situazioni precedenti che preferisco tenermi per me stesso. Ho una buona panchina, ma con caratteristiche che in questo frangente non ci servono. C’è Voltasio ma è un ragazzino che deve ancora crescere e maturare, e ciò passa inevitabilmente anche da qualche gara meno brillante come magari per voi può essere stata quella di Aversa. Ci sono dei meccanismi di gioco che richiedono tempo per essere assimilati e la cosa peggiore sarebbe mettergli pressione da questo punto di vista. Bisogna dargli la tranquillità di crescere con i tempi richiesti. C’è Torcasio che è un giovane esterno e noi non giochiamo con questo tipo di caratteristiche. Ci sono Gona e Strumbo che mi sta dispiacendo tenere fuori anche per via delle loro qualità umane e professionali”.
Il tecnico del Poggibonsi, Marco Tosi, arriva in sala stampa spalleggiato dal presidente del club toscano, Antonello Pianegiani. L’ex allenatore della Vibonese parte in quarta prendendosela genericamente con i giornalisti. “Leggo spesso che il Poggibonsi è solo squadra di corsa, mentre ritengo che oggi abbiamo messo in grande difficoltà la Vigor. Non sono un difensivista e le mie squadre non hanno mai fatto barricate. L’ho dimostrato coi risultati ottenuti a Vibo dove ho allenato una squadra di ragazzini, coi quali mettemmo in difficoltà squadre del calibro di Latina e Trapani che poi vinsero il campionato. Il Poggibonsi gioca a calcio e l’abbiamo fatto mettendo in difficoltà anche squadre come Foggia e Cosenza. Pecchiamo soltanto di esperienza, essendo la squadra più giovane, come età media, e spesso finiamo per pagare proprio questo. Se fossimo rimasti undici contro undici, non so se la Vigor sarebbe riuscita a batterci. Ovviamente di fronte avevamo una grande squadra, con giocatori di maggior qualità rispetto ai nostri, che magari lo saranno tra due-tre anni. Uomini come Del Sante, Zampaglione, D’Amico, che ho avuto a Milazzo, Romano, Rondinelli e via dicendo fino ad arrivare alla difesa, non li scopro certo io. Una rosa costruita per puntare dritto all’obiettivo finale. Noi dovremo fare un po’ più di fatica per centrarlo. Sul campo però oggi non credo si sia vista tutta questa differenza tra le due compagini”. Riguardo al mercato di gennaio, aggiunge come “il presidente sa cosa ci manca. Io mi sono messo a disposizione avendo sempre allenato squadre giovani. Mi piace prendermi questo tipo di sfide, magari a volte anche impossibili. Si cerca di tenere botta, non mollando mai, e lavorando sodo sul campo. Sicuramente qualche innesto andrà apportato a gennaio, puntando soprattutto a subire meno gol, specialmente su palle inattive”. Come accaduto anche in occasione del primo gol di Del Sante. “Li abbiamo commesso la solita ingenuità, sul secondo è stato invece bravo Del Sante, anche se avevo dovuto nel frattempo ridisegnare un po’ la squadra dopo l’espulsione di Anedda. Ma dobbiamo essere più cattivi. Ai ragazzi dico sempre che nel finale dobbiamo mettere il filo spinato al limite della nostra area. Non deve passare nessuno”. Sulla mossa tattica di mettere Rebuscini alle calcagna di D’Amico, osserva che “gli ho semplicemente chiesto di oscurare il passaggio su D’Amico, essendo questi in grado d’innescare Del Sante e Zampaglione”. Tosi “esplode” quando gli si chiede un parere su questo torneo di Seconda Divisione. “E’ un campionato che non accetto perché sono inconcepibili nove retrocessioni. Qui il prossimo anno rimarranno a casa tanti giocatori, allenatori e direttori sportivi. E poi se proprio bisognava fare questa riforma, perché non la si è fatta già in estate visto che sarebbe bastato semplicemente non effettuare alcun ripescaggio. Forse perché si vuole a tutti i costi portare nella serie C unica le squadre più blasonate tipo Foggia, Messina e via dicendo”. “Macalli – aggiunge il massimo dirigente del Poggibonsi - tre anni fa aveva detto che non ci sarebbero stati più ripescaggi. Bugiardo!”.
Ferdinando Gaetano
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