Salta al contenuto principale

RANA-VIGOR-LAMEZIA-1

Lamezia Terme, 19 dicembre - Con la determinante, quanto fortunosa, deviazione sulla punizione di Mangiapane, ha evitato alla Vigor di chiudere, al D’Ippolito, l’anno solare nel peggiore dei modi. Un centro, il primo in campionato (essendo andato a segno anche in Coppa Italia contro il Milazzo) che ha spinto Luigi Rana ad andare ad esultare sotto una gradinata est più desolante che mai, tanto che domenica vi si contavano giusto una cinquantina di persone. Dalle immagini si nota come l’attaccante barese gridi qualcosa verso i tifosi i quali, dal canto loro, non hanno però affatto gradito, tant’è che, nelle ore immediatamente successive alla fine della partita, non hanno perso tempo per contraccambiare, via web, i presunti “complimenti” verso il calciatore in questione.  “Sono andato semplicemente ad esultare sotto i tifosi – ha risposto, nelle consuete interviste del martedì, l’ex punta del Melfi - . Purtroppo è ormai da cinque-sei giornate che chi gioca su quella fascia deve sorbirsi ogni tipo di bestemmia o parolaccia. Anche domenica è stato così, però alla fine loro fanno i tifosi e noi dobbiamo fare i giocatori”.

L’atleta vigorino prova a gettare acqua sul fuoco. “E’ stato un semplice sfogo, il mio, nei loro confronti, dato che so quanto tengono a questa maglia e noi finora abbiamo reso un po’ al di sotto di quelle che sono le loro aspettative. Si è insomma trattato di un modo per coinvolgerli alla creazione di un ambiente compatto, per cercare di vincere assieme”. Dopo l’erroraccio nel derby, la punta pugliese si è finalmente sbloccata. “E da quando sono rimasto fermo per infortunio che lo volevo fortemente. Con l’Hinterreggio poi mi ero divorato un gol davvero difficile da digerire, e quindi questa mia esultanza è stata anche un modo per scrollarmi di dosso queste scorie negative che mi perseguitavano da alcune settimane”. Quanto alla palla gol avuta a disposizione, su sponda aerea di De Luca, al quarto d’ora della ripresa, Rana ammette di aver fatto il massimo. “Quello di buttarmi in scivolata sulla palla era l’unico modo per provare ad arrivare prima del difensore sulla palla. In questi casi spesso capita che il pallone passi sotto le gambe del portiere o venga semplicemente respinto, permettendo ad un altro di ribadire in rete. Nell’occasione, invece,  Aprea ha fatto una grande parata. Tra l’altro, la sfortuna ha anche voluto che la palla, impennandosi, sia ricaduta sempre sopra di lui, permettendogli di far definitivamente sua la sfera. Purtroppo dobbiamo combattere giorno per giorno con questi episodi sfortunati, vedi anche i tanti legni centrati dalla prima giornata. Fossero entrate anche solo il 25% di queste occasioni, a quest’ora staremmo a parlare di una classifica decisamente diversa”.

Gli facciamo quindi notare come, a nostro avviso, dopo l’infortunio che l’ha tenuto fermo una ventina di giorni ad ottobre, non si sia più rivisto il Rana ammirato ad agosto e settembre. “Sinceramente si è trattato di un contrattempo che mi è pesato molto. Avendo una stazza fisica imponente, impiego più tempo per arrivare al 100% della condizione. Se ad altri bastano dieci giorni, ad esempio a me occorre un mese. Per il sottoscritto è indispensabile, durante il ritiro, lavorare sempre al massimo senza saltare neanche un giorno. E quest’estate vi ero riuscito grazie pure all’aiuto del mister e dell’intero staff tecnico. Purtroppo, quando meno me l’aspettavo, sono incorso in quest’infortunio muscolare che mi ha tenuto fuori tre-quattro settimane. Anche perché, una volta rientrato,  sentivo ancora fastidio e di conseguenza ho dovuto continuare a fare un altro po’ di terapia ed a non forzare particolarmente. Comunque ormai ho ripreso a regime e dovrei essere prossimo a riconquistare il top della forma. Se il fatto di segnare poco influisce sulla tranquillità di noi attaccanti? Assolutamente no. Contro l’Hinterreggio, ad esempio, avendo la porta spalancata ero sicuro di far gol col pallonetto; invece, viste pure la cattive condizioni del terreno di gioco, la sfera mi è rimbalzata male, colpendola leggermente con lo stinco, ed ha preso quell’effetto che avete visto tutti quanti. Durante la settimana lavoriamo sodo per migliorare in tutti quegli aspetti che ci possano poi consentire, la domenica, di vincere qualche partita. A volte ci riusciamo, dimostrandoci cinici, altre no. Tuttavia ritengo che, eccezion fatta per il match di Teramo,  per il quale ci siamo subito assunti le nostre responsabilità e recitato il mea culpa, nessuna squadra sinora ci ha messo sotto”.

A dire la sua su questo girone d’andata in chiaroscuro, è pure Giovanni Giuffrida. “Bisogna essere realisti e dire che siamo appena un punto sopra la zona play-out. Quanto alla gara con l’Arzanese, obiettivamente il primo tempo non è stato all’altezza, essendo partiti col freno a mano tirato. Nella ripresa la squadra mi è però piaciuta, pur riconoscendo che dovevamo fare comunque meglio nell’attaccare gli spazi o magari inserirci maggiormente noi centrocampisti. Ma la reazione c’è comunque stata. Fermo restando che prendere gol ad una decina di minuti dal noventasimo, è una mazzata che ti taglia le gambe”. E domenica si va a L’Aquila. “In ogni partita scendiamo in campo per vincere e quindi – afferma l’arcigno mediano catanese - ci proveremo anche stavolta, pur col massimo rispetto per l’avversario di turno che vanta un organico importante, costituito da gente che negli anni passati ha giocato anche in B e C1. Ma noi dobbiamo tirarci fuori  da questa posizione, per cui non possiamo permetterci di guardare in faccia nessuno”.

Il direttore sportivo Fabrizio Maglia è ritornato a mente fredda sulle dichiarazioni, decisamente poco tenere verso la squadra, rilasciate domenica a fine partita. “La mia rabbia è scaturita dal cattivo approccio al match dei ragazzi, tant’è che ho parlato di alternanza di prestazioni. Ed una squadra che si ritrova in tale posizione di classifica, deve scendere in campo con un approccio completamente diverso. Questo voglio trasmettere al gruppo”. Discorso mercato. “E’ ovvio che non dovevamo aspettare la partita con l’Arzanese per capire dove cercare d’intervenire, anche se quello di gennaio è un mercato riparatorio dove spesso non riesci a fare ciò che vorresti. Sappiamo che questa squadra presenta delle deficienze che proveremo a correggere. Tra l’altro, qualche calciatore che riteniamo possa fare al caso nostro è ancora vincolato da contratto con altre squadre. Fermo restando che, avendo una rosa molto folta, oltre a comprare dovremo inevitabilmente fare qualche taglio, e non è detto che ci si riesca”.

 

Ferdinando Gaetano

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.