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Lamezia Terme - Solo Scarsella ha sin qui collezionato un minutaggio superiore in questo campionato. Se il mediano di Alatri ha saltato una sola gara e, per il resto, un paio di minuti in un’altra (a Messina dove fu sostituito da Voltasio all’88’), dal canto suo Francesco Rapisarda vanta giusto 16’, giocati in meno, nell’arco di queste prime ventisette giornate. Nello specifico, ha saltato, per un problema fisico, soltanto il derby del San Vito. 90’ ai quali vanno aggiunte le due sostituzioni subite contro Matera e Reggina, rispettivamente al minuto 79 e 83. Se il classe ’92 ex L’Aquila e Cosenza ha potuto giocare con siffatta continuità, oltre che all’assenza di grossi infortuni e squalifiche, nonché al suo elevato rendimento, è dipeso anche dalla sua duttilità tattica. Un vero e proprio jolly arretrato. Al Ceravolo ha infatti giocato la sua undicesima partita consecutiva da centrale adattato. Per trovare l’ultima sua apparizione da terzino, ovvero nel suo ruolo naturale, dobbiamo risalire al match interno con il Barletta di domenica 8 dicembre. Tra l’altro una delle pochissime gare stagionali in cui si è reso autore, al pari di tutti gli altri compagni di squadra, di una prestazione insufficiente.  Decisamente più arcigna la prova sfornata domenica sui tre colli. “Il vento – osserva Rapisarda - ha condizionato l’intera gara. Nel primo tempo loro hanno tenuto il pallino del gioco anche se non si sono resi eccessivamente pericolosi. Nella ripresa il vento ha invece agevolato noi. Probabilmente loro sono calati anche perché nei primi 45’ avevano speso parecchio. Ad ogni modo, abbiamo saputo sfruttare il fattore climatico, pervenendo al pari attraverso il gioco”.

Quello maturato al Ceravolo è stato il dodicesimo pari stagionale; nessun’altra squadra del girone è stata capace di dividere la posta in palio un numero maggiore di volte. “L’anno scorso tutti questi pari ci sono mancati parecchio. In molte occasioni in cui avremmo meritato di pareggiare, siamo invece usciti sconfitti.  Tant’è che ci siamo salvati soltanto all’ultima giornata. Avessimo raccolto qualche pareggio in più, non avremmo sofferto in quel modo fino alla fine. Quest’anno la Vigor sta facendo dall’inizio il tipo di campionato che le veniva chiesto. Bisognava raggiungere la salvezza e se lo faremo a suon di pareggi andrà bene lo stesso”.

Domenica arriva il Messina, compagine reduce da un momento estremamente negativo e perciò desiderosa di tornare a far punti. “Non verranno certo a Lamezia a fare una passeggiata. A noi però servono ancora punti per metterci al sicuro. Il fatto che stiano vivendo un momento difficile può essere un’arma a doppio taglio per noi. Staremo a vedere. Mancherà loro Corona? Ottimo calciatore  che tutti conosciamo. Giocherà qualche altro, però, e cercherà di fare del suo meglio per guadagnarsi il posto da titolare”. Per un catanese doc, qual è Rapisarda, affrontare il Messina ha sempre un sapore particolare vista la forte rivalità esistente tra le due tifoserie siciliane. La scorsa stagione è addirittura riuscito a far gol al San Filippo. E solo per una questione di centimetri non si è ripetuto, nel match d’andata, lo scorso 18 ottobre. Glielo facciamo notare, ma lui preferisce glissare. “Rapisarda cerca di dare il meglio di se in ogni partita, in modo da dare una mano alla squadra e, contemporaneamente, far bene anche a livello personale”.

IL TEST CON LA BERRETTI

Gattari e compagni hanno battuto per 6-0 la formazione Berretti nell’amichevole disputata nel pomeriggio al Riga. Nella prima frazione mister Erra ha provato quella che, per almeno otto/undicesimi, dovrebbe essere la formazione anti-Messina. Davanti all’ormai recuperato Piacenti (Forte ha difeso i pali avversari) hanno agito, da destra a sinistra, Spirito, Kostadinovic, Gattari e Di Marco. A centrocampo Papa, Battaglia e Scarsella. Davanti, il trio Held - Del Sante – Improta. Dopo un rigore procurato da Del Sante e calciato contro il palo da Improta, a sbloccare il risultato ci ha pensato Gattari, di testa, sugli sviluppi di un corner. Il raddoppio è stato firmato da Scarsella, abile a finalizzare una veloce triangolazione in area.

Nella ripresa il tecnico di Pellezzano ha invertito i due portieri, con Forte quindi passato con la prima squadra. La linea arretrata ha visto, sempre da destra a sinistra, Rapisarda, Pirelli, Iannazzo, Malerba. In mezzo al campo Rossini , affiancato dalle mezzale Maglia (dopo una trentina di minuti rilevato da Battaglia) e Voltasio. In attacco Catalano, Montella e De Giorgi. Le prime due segnature sono state di Montella. L’attaccante esterno, che domenica non ci sarà per squalifica, ha dapprima insaccato con una girata sottomisura, quindi ha firmato il momentaneo 4-0 con una precisa incornata a raccogliere un tiro dalla bandierina. A far assumere al risultato connotati tennistici ci hanno pensato De Giorgi (bel sinistro a giro sul palo più lontano) e Catalano (avventatosi su un cross basso dalla destra). Assente Di Bella, volato a Roma per sottoporsi ad una visita già programmata. Filosa ha lavorato a parte con il prof. Apicella. Notizie non buone per Puccio. L’esame di controllo al ginocchio non ha infatti dato gli esiti sperati, per cui il forte mediano dovrà star fermo ai box ancora una ventina di giorni. Domani mattina, venerdì 6, seduta a porte chiuse sempre al Riga.

NUOVI INGRESSI IN SOCIETA’ ALL’ORIZZONTE

A far presagire tali positivi, nonché auspicabili, scenari è stato, nei giorni scorsi, il presidente Claudio Arpaia. Intervistato dal collega Francesco Caruso, il massimo dirigente del sodalizio biancoverde si è dichiarato abbastanza fiducioso circa un prossimo ingresso nei ranghi societari di un paio d’importanti imprenditori. Stando a quanto siamo riusciti a carpire da fonti interne alla stessa società, si tratta di soggetti finora mai espostisi in prima persona nel mondo del calcio. Nessuno dei due è lametino: il primo, con il quale la trattativa sarebbe in uno stadio più avanzato, è calabrese, l’altro un imprenditore di fuori regione. Se son rose, come suol dirsi, fioriranno.   

                                                                                                               Ferdinando Gaetano

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