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Lamezia Terme - Galeotta la partita odierna con l’Agropoli e, soprattutto, l’incontro con i tifosi. Alla fine, così, il massimo dirigente biancoverde Gianni Torcasio congela le dimissioni già pronte, ed anzi rilancia annunciando,  per i prossimi giorni, un incontro con il primo cittadino, ed ex dirigente, Paolo Mascaro, nonché un altro con l’imprenditore di Fabriano, ma originario di Reggio Calabria, Monorchio, il quale nelle scorse settimane aveva incontrato, in gran segreto, proprio il duo Torcasio – Butera, palesando l’intenzione di voler rilevare la proprietà del club biancoverde. “Avevo già preparato il discorso (ed a tal proposito mostra, togliendololi dalla tasca della giacca, gli appunti ndr) con il quale annunciare il mio disimpegno – esordisce Torcasio – dato che non riuscivo più a reggere la pressione. Gran parte dei tifosi, notoriamente occupanti il settore Gradinata, che sono venuti a parlarmi durante la gara mi hanno tuttavia invitato a temporeggiare un altro po’ , aggiungendo “noi siamo con lei”. Questi 10’ di colloquio mi hanno fatto molto riflettere, anche perché pensavo ce l’avessero pure con il sottoscritto. Anche se ad oggi una soluzione non riesco ad averla, una cosa è comunque certa, e cioè che da solo non posso garantire lunga vita a questa società.  Dico perciò ufficialmente che ho bisogno di una mano seria a livello economico. L’unica strada per cercare di arrivare a ciò, per quanto mi riguarda è richiedere già domani mattina un incontro ufficiale con il primo cittadino, investendolo a pieno dei problemi della Vigor Lamezia affinchè possa darci un aiuto nel coinvolgere l’imprenditoria locale”.

Vicenda Monorchio. “L’ho conosciuto nel mese di agosto qui a Lamezia. Abbiamo parlato per più di un’oretta. Voleva entrare in società con una quota significativa, oppure rilevarla interamente. Successivamente, però, quando lo abbiamo ricontattato telefonicamente per concretizzare il tutto, ci ha fatto presente di non volersi addossare la massa debitoria maturata negli ultimi mesi. Nello specifico i debiti con l’erario relativi alla stagione in corso, la fideiussione presentata alla Lega Pro, frutto dei contributi economici di noi soci, nonché le spese correnti sostenute tra agosto e settembre per viaggi, ristoranti ed alberghi. Fermo restando che lo scoglio principale restava la restituzione, da parte sua, dei 400 000,00 euro della fideiussione. Ad ogni modo non nascondo che in settimana proverò a ricontattarlo per parlargli nuovamente di persona. Se vorrà impegnarsi nel rilevare la società sarò il primo ad esserne felice, anzi gli farò anche da sponsor se lo vorrà. Sia chiaro che sono pronto a cedere la Vigor a chiunque me ne faccia richiesta, purchè, ovviamente, si faccia carico della fideiussione. Questo per rispondere a coloro che dicono che non vogliamo cederla”.

A chi gli fa notare come anche stavolta, allo stadio dei soci si siano visti soltanto Torcasio e Butera, quest’ultimo accomodatosi  addirittura in panchina, replica che “probabilmente avranno avuto altri impegni visto  pure che al momento a rappresentare la società, con le cariche di presidente e vice-presidente, siamo noi due. E’ una domanda, questa, che mi han fatto in tanti in tribuna, comunque. Se mi sento tradito da questa loro assenza? Assolutamente no, me ne guarderei bene dall’affermare ciò essendo delle persone splendide. E’ naturale, però, che quando ti cadono addosso determinate mazzate, c’è chi riesce a reagire meglio e chi, invece, preferisce un po’ defilarsi in attesa che venga fatta definitiva chiarezza da parte della giustizia sportiva. Indubbiamente un po’ solo mi sento comunque”. Sempre a proposito di rapporti con gli altri dirigenti, Torcasio precisa come “la riunione veritiera l’abbiamo fatta lunedì. Avremmo dovuto farne un’altra giovedì, al mio rientro da Roma, ma ho fatto tardi ed è quindi saltata. Conto di organizzarne un’altra a giorni per capire realmente quanta voglia c’è in loro di continuare, o meno, essendo arrivati praticamente ad ottobre”.

Chiediamo quanto ci sia di vero nelle voci che vorrebbero il gruppo Perri intenzionato a rilevare da solo l’intero pacchetto azionario. “In questi ultimi giorni con Franco Perri mi sono sentito spesso ma sinceramente non mi ha fatto trapelare questa soluzione. Mi auguro tale indiscrezione sia veritiera trattandosi di un uomo di sport che mi è stato molto vicino sia quando abbiamo dovuto far fronte allo scoglio fideiussione per la Lega Pro, che negli ultimi quindici-venti giorni allorquando c’è stato da regolarizzare all’iscrizione in serie D. E’ stato insomma presente a livello economico e morale al pari del nostro ex presidente Arpaia. E’ giusto dare meriti a chi li ha avuti. Chi meglio di lui, tornando a Perri, potrebbe trascinare la Vigor a traguardi ambiziosi”.

Situazione ricorso alla luce del rinvio, a dopo il 9 ottobre, della sentenza del Collegio di Garanzia del Coni. “Giorno 23, quando siamo andati a Roma, in calendario c’era il ricorso della Vigor ma non quello di Arpaia. Allo stesso modo compariva quello della Torres ma non del suo presidente Capitani. Per cui la giuria stessa ci ha detto che anche qualora avessero discusso in quella data il nostro ricorso, sarebbe stato bocciato visto che solo il venir meno della responsabilità diretta dell’allora presidente potrebbe far riammettere la squadra in Lega Pro”. Il fatto che neanche i legali del sodalizio lametino, riconosciuti unanimamente come massimi esperti di diritto sportivo (in primis il tanto osannato Chiacchio), fossero a conoscenza, come è parso, che il Collegio di Garanzia non può in ogni caso deliberare prima che siano trascorsi trenta giorni dal deposito delle motivazioni della Corte d’Appello Federale, ha tuttavia lasciato tutti esterrefatti. “Eravamo tutti certi che il 24 saremmo stati in Lega Pro. Invece è stato, per me e gli altri soci, come ricevere una nuova mazzata sul morale. Frattini quella sera ci ha detto che se non proprio giorno 9, sicuramente nei giorni immediatamente successivi verrà fissata l’udienza per il nostro ricorso”.

“In caso di Lega Pro – aggiunge sempre il massimo dirigente vigorino - tornerebbero nuovi stimoli a noi soci ed all’intero ambiente”. Pungolato nuovamente in merito dopo alcuni minuti, lo stesso tuttavia si mostra più cauto, ammettendo che “ad essere sincero questa certezza comunque non ce l’ho riguardo gli altri dirigenti”

Quanto all’eventuale recupero del terreno perduto in Lega Pro, Torcasio rimarca come “tra venerdì e ieri i nostri legali hanno mandato una PEC al Coni con la quale abbiamo dichiarato che ci starebbe bene anche la riammissione in sovrannumero, e che saremmo eventualmente noi ad assumerci il fardello di andarci ad integrare durante le pause del torneo o con turni infrasettimanali. Previsto, in altre parole, di poter recuperare tutte le nostre gare entro il 10 gennaio”.

A chi gli ricorda come non abbia fatto seguire i fatti alla promessa, di due settimane addietro, di operare almeno un paio d’innesti alla rosa composta tuttora da Allievi e Juniores, fa mea culpa. “E’ stato un mio errore cullarmi sul fatto che entro mercoledì scorso, o al massimo giovedì, saremmo stati riammessi in Lega Pro. Se io parlassi con Danilo Pagni ora, lui mi direbbe che per la D, ad esempio, ha un attaccante e per la Lega Pro un altro da contrattualizzare. Anzi, posso fare nomi e cognomi. Ieri, infatti, avevamo pensato a Tarallo per la D e Girardi per la C unica. Attaccanti tuttavia non scambiabili per le due categorie. Dopo che avrò parlato domani con il sindaco e con gli altri soci, comunque è ovvio che bisognerà chiudere con quattro-cinque elementi in grado di andar bene per entrambi i campionati. Stavolta manterremo l’impegno preso. Anche perché domenica andremo a giocare a Reggio Calabria. Uno di questi innesti potrebbe essere l’esterno sinistro Malerba che sta continuando ad allenarsi con noi. Un altro un portiere (Pietro Marino ndr) anch'egli oggi presente in tribuna per vedere la gara. Per disputare un torneo dignitoso in D occorrono almeno sette innesti di spessore”.

Ferdinando Gaetano

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