
Lamezia Terme - Futuro Nazionale, attraverso i consiglieri comunali Massimo Cristiano e Carmine Vilella, ribadisce "le fortissime perplessità già espresse nell'ultimo Consiglio comunale sulla volontà dell'amministrazione Murone di spingere Lamezia Terme verso un nuovo predissesto economico".
Una posizione che "non nasce oggi. Anche quando eravamo parte della maggioranza abbiamo chiesto fino all'ultimo al professor Murone di correggere una misura che rischia di produrre conseguenze pesantissime sulla città. Lamezia ha già pagato duramente la situazione economico-finanziaria lasciata dalle amministrazioni di centrosinistra fino al 2013, quando in Consiglio comunale era presidente del Consiglio Comunale Francesco Grandinetti, e che portò il Comune dentro un lungo percorso di riequilibrio conclusosi soltanto nel 2024. Oltre dieci anni di sacrifici i cui strascichi gravano ancora oggi sull'ente".
"Dopo l'approvazione del Rendiconto 2025 si è aperta una fase decisiva, con 90 giorni(ottobre)per mettere in campo misure correttive e percorrere ogni strada possibile per evitare un nuovo predissesto economico. È questo che abbiamo chiesto: governare il processo, trovare soluzioni e non mettere la città davanti a una scelta già confezionata come inevitabile. Pensare oggi di riportare volontariamente Lamezia Terme nella stessa condizione, con una struttura comunale già in fortissima sofferenza organizzativa, significherebbe aggravare ulteriormente le difficoltà di servizi, cittadini, imprese e dipendenti comunali. E allora viene legittimo anche un interrogativo politico".
"Forse proprio il nostro netto disaccordo anche su questa operazione e la volontà di difendere la città dalle sue conseguenze rappresentano uno dei veri motivi dell'allontanamento di Futuro Nazionale dal governo cittadino. Perché questa posizione sarebbe stata identica in maggioranza come all'opposizione. L'interesse di Lamezia viene prima delle collocazioni politiche, delle poltrone e delle bandierine. Nei prossimi giorni acquisiremo e approfondiremo tutti gli atti. Su una decisione destinata a condizionare il futuro della città per molti anni non accetteremo fatti compiuti né decisioni maturate nel chiuso delle stanze. Lamezia ha già pagato abbastanza. Adesso servono soluzioni. Se non si è in grado di governare i processi, si abbia il coraggio di trarne le conseguenze".
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