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 Lamezia Terme — "Unire sulla carta un aeroporto internazionale, la principale stazione ferroviaria della Calabria e uno svincolo autostradale strategico non basta a fare di una città un modello di logistica. Lamezia Terme vive da anni questo paradosso: un'immensa vocazione di hub che si scontra quotidianamente con l'esperienza labirintica di chi tenta di muoversi senza un'auto privata. Per spezzare questo isolamento e superare l'attuale "frizione logistica", la Regione Calabria ha sbloccato un finanziamento da 5,4 milioni di euro nell'ambito del programma PR FESR FSE+ 2021-2027" a porre l'accento sulla questione è il Gruppo Territoriale M5S Lamezia.

"Il piano, annunciato dal consigliere regionale Gianpaolo Bevilacqua e supervisionato dall'assessorato alle Aree Interne guidato da Gianluca Gallo - spiegano - punta a ridisegnare la geografia dei trasporti lametini attraverso interventi infrastrutturali massicci. Il nucleo centrale del progetto prevede una profonda riqualificazione dell'area della Stazione Centrale in via Gallieri, dove sorgeranno parcheggi di scambio, piste ciclopedonali protette e postazioni per la mobilità condivisa. Parallelamente, un investimento specifico di 900mila euro sarà destinato al nodo di Nicastro, con la bonifica dell'ex campo Scordovillo da trasformare in un'area di sosta protetta per i pullman regionali e provinciali".

"Nonostante l'importanza dei cantieri, lo stanziamento rischia però di curare i sintomi e non la malattia del sistema dei trasporti. Come evidenziato dal Gruppo Territoriale con il Coordinatore Provinciale del MoVimento 5 Stelle di Lamezia Terme, l'errore strategico è confondere l'hardware delle infrastrutture con il software dei servizi. Il progetto rischia infatti di scontrarsi con tre grandi incongruenze gestionali che una moderna segnaletica statica non può risolvere".

"La prima è puramente geografica: l'area di Scordovillo dista circa un chilometro dal Terminal Colombo di Nicastro, una distanza che in assenza di navette ad alta frequenza rischia di trasformarsi in una barriera insormontabile per i passeggeri con bagagli. La seconda criticità - sottolineano - riguarda il ritardo tecnologico. In un'epoca in cui la pianificazione del viaggio si fa tramite smartphone, Lamezia manca ancora di una App integrata capace di tracciare la flotta dei bus in tempo reale. Infine, resta il nodo delle coincidenze: la vicinanza fisica tra binari e pensiline perde qualsiasi valore se gli orari di Trenitalia e delle autolinee locali continuano a non parlarsi, costringendo gli utenti a lunghe attese".

"Per fare in modo che i 5,4 milioni di euro producano un reale ritorno sociale ed economico, l'azione amministrativa deve cambiare passo in vista della scadenza del 2026. La sfida per la politica e per i tecnici regionali non è solo quella di aprire i cantieri, ma di istituire un tavolo permanente tra i vettori per sincronizzare i passaggi sotto la soglia critica dei dieci minuti, introducendo al contempo un biglietto unico tariffario. Solo superando la logica dei lotti separati e puntando sulla digitalizzazione del servizio, Lamezia Terme potrà finalmente smettere di essere un cantiere a cielo aperto e diventare, per davvero, la porta d'accesso della Calabria".

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