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Lamezia Terme - Si è tenuto, nella sala “Napolitano” del comune, il dibattito sulla possibilità di “una lista un sindaco”, proposto dal Comitato Lamezia 4 gennaio 2018. Un possibile contributo di chiarezza su un aspetto che si è rivelato determinante negli ultimi due scioglimenti del consiglio comunale della città e cioè la presenza di tante liste a supporto di un candidato sindaco facendo luce sulla possibilità che le numerose liste possano diventare il mezzo per l’infiltrarsi di presenze non per far politica. Basilio Perugini, presidente del Comitato 4 gennaio, ha osservato che l’idea “una lista un sindaco”, sia stata travisata da molti come “una soppressione della democrazia” e prosegue “non è così, perché quando c’è un accordo tra varie associazioni, rappresentanti di gruppi cittadini che si auto-limitano nell’interesse della collettività, questo non è soppressione della democrazia, ma è favorire la democrazia, perché bisogna dare un’amministrazione democratica e sotto il profilo legale ineccepibile”.

E alla domanda di una sua futura e possibile candidatura a sindaco di Lamezia, Perugini risponde “ho un’età che non mi consente di fare quello che dovrebbe fare un sindaco di questa città, ci vuole una persona giovane e una squadra adeguata” e aggiunge “nonostante qualcuno sospetti che io abbia questa intenzione, in realtà non l’ho mai avuta e mai palesata, resto sempre a disposizione della città per quello che posso fare, nel limite delle mie capacità ed esperienze, ma assumermi la responsabilità di un’amministrazione penso che non sia il caso”.

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Al tavolo dei lavori, per discutere della proposta “una lista un sindaco” molti volti della precedente amministrazione, ma anche l’Onorevole del M5S Giuseppe D’Ippolito che ha aperto i lavori, il quale ha ripercosso i momenti dei tre scioglimenti comunali e i punti della relazione della commissione d’accesso al comune di Lamezia e la conseguente decisione dell’allora Ministro degli Interni Minniti di sciogliere il comune per infiltrazione mafiosa, e ha riportato le normative che si stanno discutendo in parlamento proprio sull’argomento “scioglimento”  e precisa “ non bisogna strettamente parlare di una lista un sindaco, ma elezioni pulite che sono quelle di cui ha necessità la città di Lamezia Terme”. Decine gli interventi, tra chi ricorda le proprie esperienze elettorali come Francesco Grandinetti “era difficile - ammette individuare le persone che non avessero in qualche maniera dei collegamenti non persone non affidabili, ed era difficile con una sola lista, quindi immaginiamo bene cosa succede con decine di liste” e aggiunge “ogni volta che il nostro comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose nessuno ha realmente pagato, ma a pagarne le spese sono stati sempre e comunque i cittadini” e si sofferma sulla pressione che il comune cittadino deve sopportare quando va a votare “non necessariamente una pressione mafiosa ma è presente una cultura mafiosa che opprime”. C’è chi, poi, come Milena Liotta del Pd sottolinea l’aspetto morale all’interno dei vari partiti “non basta essere indignati, abbiamo bisogno di quel quid in più, di un riscatto che vada ben oltre la normativa, non basta una legge ma una forte spinta ideale, il coraggio e la volontà di qualcuno che incarni fino in fondo una posizione politica con al voglia piena di cambiare questo atteggiamento culturale”, a seguire l’intervento di Mario Magno che si sofferma sulla difficoltà reale che il tema trattato porta con sé “sappiamo quali sono i meccanismi che stanno a monte di una campagna elettorale e della formazione delle liste - e aggiunge - sappiamo anche che le liste vanno a collocarsi di una realtà che a sé, come Lamezia, che ha un sub-strato culturale, economico, sociale e una presenza di criminalità organizzata di un certo livello, e quindi dobbiamo sempre pensare dove le liste andranno calate”.

Presenti al dibattito anche Materazzo, Piccioni, Muraca, De Biase e altri che hanno portato la propria idea e la propria interpretazione della proposta ‘una lista un sindaco’, con i pro e i contro che questa possibilità porterebbe e quali siano le difficoltà che le prossime elezioni dovranno affrontare.

Antonia Butera

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