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Lamezia Terme – “Unità, no a divisioni, diatribe, personalismi e litigi, perché quello che c’è in gioco è la stessa tenuta democratica e il futuro del nostro Paese. Mai come in questo momento, senza presunzione, possiamo dire che il futuro del PD e del paese sono fortemente connessi. Se muore il Pd muore anche la speranza per il paese”. Ad affermarlo sono iscritti e simpatizzanti del Pd di Lamezia che lanciano un appello “per la ricostruzione del partito”.  Appello che è stato firmato, tra gli altri, da Orazio Conte-Candido Rosario- Angelo Grandinetti - Franco Lucia - Aquila Villella – Gioacchino Tavella – Rocco Silvestro - Antonio Sirianni – Lucia Cittadino- Ernesto Palma- Valentina De Grazia- Simona Lombardo – Mario Caserta – Nicola Purri, nel quale sottolineano che “Questo messaggio vale per tutti i livelli, soprattutto in quelle realtà del mezzogiorno dove la crisi del partito è iniziata molto prima del tracollo elettorale delle elezioni politiche del 4 marzo”. “A Lamezia – sostengono - da diversi anni si assiste ad una lenta agonia del nostro partito ingessato e piegato su se stesso, fortemente scollegato dalla società e sempre più relegato dagli elettori stessi ad un ruolo marginale nella scena politica e sociale (alle ultime elezioni comunali appena il 13% ed alle recenti politiche 14%). Nel contempo la città, dopo il terzo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa, come era prevedibile, sta attraversando uno dei momenti più drammatici della propria storia recente. Una città allo sbando – sostengono -con un tessuto economico e sociale fortemente compromesso, con una gestione commissariale che si trova a dover fronteggiare continue emergenze spesso sottovalutate e con la politica pronta a trovare continui capri espiatori in un clima di tutti contro tutti, invece di lavorare collegialmente per il ripristino della legalità e dell’agibilità democratica”.

“In questo contesto – rimarcano iscritti e simpatizzanti - il Pd non può continuare ad essere assente e latitante. La nostra ambizione è concorrere a ricostruire un partito: il Pd che rimetta al centro della sua azione Lamezia, i suoi problemi e le sue speranze”. “Adesso – proseguono - è arrivato il tempo di ripartire, di fare tesoro degli errori commessi, di guardare avanti senza polemiche e recriminazioni per arrestare questo declino e ridare speranza a quanti pensano che bisogna costruire insieme un altro Pd, un altro modo di fare politica. Nonostante le delusioni e le amarezze di questi anni, tanti ancora guardano con interesse al Pd senza il quale alla prossima competizione elettorale sarà difficile costruire un’alternativa credibile e vincente al governo della città”.

“Riteniamo – aggiungono nella nota - che il congresso è la cura più adatta per uscire da questa situazione agonizzante. A condizione che esso non sia una conta fine a se stessa, ma conseguenza di un percorso costituente quale straordinaria occasione di confronto sulle idee al fine di posizionare il PD in sintonia con la città e il paese. Ciò impone di fare sì – proseguono nella nota - che esso sia un momento di partecipazione e discussione non solo della nostra base ma anche dei cittadini che vogliono dare il loro contributo di idee e di proposte per una Lamezia nuova. Un Congresso aperto, quindi, - sostengono gli iscritti e i simpatizzanti - che mette al centro del proprio agire prima il progetto per la città, poi le persone. Dunque, un partito, che ascolta, che restituisce un protagonismo a militanti e cittadini, che chiama all’impegno tutti, da coloro che vivono nelle periferie dove è maggiore il disagio e lo sconforto agli intellettuali, agli imprenditori, al volontariato a singole personalità che hanno cuore questa città. Pertanto, un partito che costruisce la sua linea politica e la sua unità non nel chiuso delle stanze ma insieme ad ampi settori della società lametina, che nel corso di questi anni si sono sentiti abbandonati da noi e che alle ultime elezioni o non sono andati a votare o hanno dato il proprio voto per protesta al movimento 5 stelle”.

“Infine, il Pd per vivere e operare ha bisogno del popolo senza il quale non è più il Pd ma un’altra cosa. – concludono - Un partito, quindi, aperto e plurale con al centro valori e non potere. Avanti insieme su questa strada concretizzando da subito incontri, iniziative e dibattiti necessari per ricostruire una nuova identità e un nuovo motivato e credibile gruppo dirigente. In questo ambito politico e culturale ci sono ancora risorse umane e professionali sufficienti per ripartire con una buona e utile politica per il bene di Lamezia”.

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