
Lamezia Terme – Il Comitato Progetto Civico Italia Lamezia Terme, interviene in merito alla situazione finanziaria del Comune di Lamezia Terme e, in particolare, in riferiemnto all'affidamento ad uno studio legale del reggino del servizio di "Supporto giuridico e contabile per la redazione del Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale, per oltre 13mila euro. Con determinazione dirigenziale n. 220 del 29 settembre, infatti, il comune ha determinato l'affidamento diretto tramite Me.PA per il servizio di "Supporto giuridico e contabile per la redazione del Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale ex art. 243-bis TUEL". Tale strumento straordinario, si legge in premessa "richiede un’articolata e complessa attività di analisi, ricognizione e programmazione mirata al ripristino degli equilibri strutturali di bilancio e alla prevenzione del dissesto finanziario, per cui si rende necessario ricevere un supporto specialistico giuridico-contabile in presenza ed in remoto per adempiere compiutamente agli adempimenti prescritti;
Da qui, la nota a firma del Responsabile Coordinatore Vincenzo Cristiano del Comitato Progetto Civico Italia – Lamezia Terme che, evidenzia: "C’è una regola di buon senso che qualsiasi famiglia o impresa conosce: quando si affronta un momento finanziario delicato, la prima cosa da fare è tagliare le spese non indispensabili e valorizzare ogni risorsa già a disposizione. A Lamezia Terme, a quanto pare, la logica funziona al contrario. Mentre la nostra città deve avviare la procedura di riequilibrio pluriennale (il cosiddetto pre-dissesto), con la Determinazione Dirigenziale N. 220 del 29 settembre 2026 (Reg. Gen. N. 1532) il Comune ha deciso di staccare un assegno da 13.956,80 euro di soldi pubblici per affidare ad uno studio privato di Reggio Calabria il supporto alla redazione del Piano di Riequilibrio". Precisamente, si legge nel documento, si tratta di due fatture: la prima al 30.11.2026 con scadenza 30/12 di 9.769,76 e l'altra al 15.02.2027 scadenza il 15/03 di 4.187,04 €.
"Nulla contro il professionista incaricato, a cui auguriamo buon lavoro. La domanda che poniamo, però, riguarda la gestione della cosa pubblica: era davvero necessario sostenere questa spesa? Una scelta che solleva dubbi, specialmente considerando l'elevata qualificazione e la riconosciuta competenza accademica dell'Assessore al Bilancio in materia finanziaria, patrimonio tecnico che avrebbe potuto rappresentare una solida guida interna in questa fase delicata. La risposta, a nostro avviso, è no: questa spesa si poteva evitare. E lo avevamo messo nero su bianco già due mesi fa. Il 4 agosto scorso, come comitato Progetto Civico Italia Lamezia, avevamo inviato una nota ufficiale a tutta l’Amministrazione (Sindaco, Giunta, Segretaria e all’intero Consiglio Comunale) indicando una strada trasparente, qualificata e soprattutto a costo zero: rivolgersi alla Fondazione IFEL (l'Istituto per la Finanza e l'Economia Locale dell'ANCI). L’IFEL non è uno studio privato qualunque: è il braccio operativo istituzionale di tutti i Comuni italiani che collabora con il Ministero dell’Interno e con il MEF per mettere a disposizione dei municipi competenze contabili di altissimo livello per le procedure di riequilibrio. Gratuitamente. Bastava attivare i canali istituzionali già esistenti per ricevere assistenza e pareri tecnici super partes, senza gravare di un solo centesimo sul bilancio dell’Ente. Eppure, a quella proposta di buonsenso si è preferito l’affidamento diretto a un privato fuori provincia. Ora però chiediamo di lavorare insieme a tutte le forze politiche responsabili della città, per salvare Lamezia da questa ulteriore procedura di pre-dissesto che potrebbe essere evitata".
Nel frattempo, prosegue la nota: "abbiamo letto ed apprezzato l'intervento del Segretario del PD di Lamezia, che ha espresso valutazioni del tutto sovrapponibili alle nostre sulla gravità della situazione contabile e sulle criticità della procedura, nonché sulle possibilità di intraprendere percorsi alternativi. Non possiamo che condividere quelle parole. Non ci interessa e non chiediamo a nessuno di riconoscerci primogeniture sulla proposta avanzata già ad agosto: quello che ci interessa è la sostanza ed il bene di Lamezia. Se il percorso di risanamento finanziario di Lamezia Terme comincia chiedendo sacrifici alla città mentre si spendono 14.000 euro per consulenze esterne che lo Stato offre gratis, allora la rotta è sbagliata. I 90 giorni per la redazione del Piano stanno scadendo: il tempo è poco ma, lavorando con senso di responsabilità e fermando questo inaccettabile sperpero di risorse, si possono ancora proporre soluzioni trasparenti e condivise nell'esclusivo interesse di tutta la comunità. Noi continueremo a vigilare, atto per atto, euro per euro. Perché il rigore e il rispetto del denaro pubblico non si predicano nei comunicati: si dimostrano nelle scelte quotidiane".
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