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Lamezia Terme – “Ossessionati da noi, ma silenziosi sui 15 milioni di euro spariti dai conti del Comune”, replicano al segretario Pd, Vittorio Paola, il Capogruppo FN Massimo Cristiano e il consigliere comunale Carmine Villella in una nota congiunta scrivono: "Cari amici del Partito Democratico, sinceramente iniziamo ad essere preoccupati per voi. Prendetevi una camomilla. Bevete un tè. Fate una passeggiata. Rilassatevi. Perché leggere l'ennesima dichiarazione del PD e dell'attuale segretario cittadino Vittorio Paola dà sempre più l'impressione che si sia passati dall'opposizione politica ad una vera e propria ossessione nei confronti della maggioranza, del sindaco Mario Murone e di chi ogni giorno si assume la responsabilità di amministrare questa città”.

Per Cristiano e Villella “a colpire non sono tanto le accuse, quanto il fatto che a pronunciarle sia chi faceva parte di quella stagione politica che ha condotto il Comune di Lamezia Terme alla dichiarazione di pre-dissesto finanziario del 2013, una ferita che la città continua ancora oggi a pagare. Il consigliere Paola era lì. Era consigliere comunale quando quella maggioranza governava la città. Era consigliere comunale quando venivano assunte decisioni che hanno prodotto conseguenze pesantissime per le generazioni successive. E proprio per questo, prima di impartire lezioni agli altri, dovrebbe spiegare ai cittadini una vicenda che ancora oggi pesa come un macigno sulle casse comunali: quella del debito idrico verso la Regione Calabria, quantificato in circa 15 milioni di euro. I cittadini l'acqua l'hanno pagata. Eppure quel debito, di fatto, scomparve dai documenti contabili dell'ente per poi riemergere successivamente sotto forma di richieste economiche, contenziosi e provvedimenti che oggi il Comune di Lamezia Terme è costretto a sostenere con pesantissime rate annuali. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: milioni di euro che ogni anno vengono sottratti a strade, manutenzioni, verde pubblico, scuole, impianti sportivi, servizi e assunzioni per essere destinati al pagamento di passività ereditate dal passato”.

Secondo i consiglieri del gruppo di Futuro Nazionale Lamezia: “Questa è la vera questione politica. Come è stato possibile che una partita debitoria di circa 15 milioni di euro verso la Regione Calabria non trovasse adeguata rappresentazione nei conti dell'ente e che il problema venisse scaricato sulle amministrazioni successive? Come è stato possibile che i cittadini abbiano pagato il servizio e che oggi, a distanza di anni, siano ancora chiamati a sopportarne le conseguenze? Questa è la domanda alla quale il Partito Democratico dovrebbe rispondere ai cittadini. Perché mentre qualcuno oggi si presenta come maestro di amministrazione e dispensatore di lezioni, i cittadini continuano a pagare il conto di scelte e problemi irrisolti che affondano le proprie radici proprio negli anni in cui il PD governava la città. Noi oggi ci troviamo a gestire le conseguenze di quelle vicende: una macchina amministrativa impoverita, personale insufficiente, uffici sottodimensionati, margini finanziari ridotti e pesanti obbligazioni che limitano la capacità di intervento del Comune. Eppure, nonostante tutto, stiamo lavorando ogni giorno per rimettere ordine, migliorare i servizi, rafforzare gli uffici e restituire prospettive alla città. E poi consentiteci una riflessione. Sentire esponenti del Partito Democratico impartire lezioni sulla libertà e sulla democrazia fa sinceramente sorridere. Gli italiani ricordano bene chi sosteneva ed introdotto e difendeva il Green Pass, una misura che per milioni di cittadini ha rappresentato una delle più significative limitazioni delle libertà individuali nella storia recente del nostro Paese, incidendo sulla libertà di movimento, sulla possibilità di lavorare e sulla piena partecipazione alla vita sociale”.

Per questo motivo, concludono Cristiano e Villella: “appare quantomeno singolare che proprio il Partito Democratico si presenti oggi come dispensatore di patenti di libertà e democrazia. La credibilità politica si misura anche dalla coerenza delle proprie posizioni. E la memoria dei cittadini, fortunatamente, è ancora molto viva. Prima vengono le spiegazioni. Poi, eventualmente, le prediche. Fino ad allora, consigliamo al Partito Democratico meno comunicati, meno racconti da libro Cuore e più risposte ai cittadini su ciò che è accaduto quando erano loro ad amministrare. Noi continueremo a lavorare. Gli altri continuino pure ad occuparsi di noi. E sia chiaro: non lasceremo passare sotto silenzio ricostruzioni distorte o tentativi di riscrivere la storia amministrativa della città. Risponderemo sempre nel merito. Risponderemo con i fatti. E quando sarà necessario, risponderemo colpo su colpo. Perché la memoria dei cittadini vale molto più della propaganda”.