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Lamezia Terme - "Da oltre un mese la gestione del Teatro Grandinetti di Lamezia Terme è avvolta da incertezze. Dopo il 30 aprile, data di scadenza della precedente gestione, ci si sarebbe aspettati il ritorno immediato della struttura sotto il pieno controllo comunale". Sulla questione, interviene nuovamente Francesco Grandinetti che, in una nota dichiara: "tuttavia, ancora oggi, il teatro sembra trovarsi in una sorta di limbo amministrativo che alimenta dubbi e interrogativi. Nel frattempo emergono fatti che meritano attenzione. Alcune associazioni, in particolare nel settore della danza e del canto, dopo il 30 aprile avrebbero continuato a rivolgersi all'associazione che gestiva il teatro, effettuando bonifici su conti privati come se nulla fosse cambiato. Alcune di esse, non comprendendo con chiarezza quale fosse la procedura corretta, si sono successivamente rivolte al Comune, ricevendo l'indicazione che le prenotazioni devono essere effettuate attraverso gli uffici comunali e con versamenti nelle casse dell'ente".

Se tali circostanze fossero confermate, sostiene Grandinetti: "ci troveremmo di fronte a una situazione che richiede un immediato chiarimento da parte dell'Amministrazione, nell'interesse di tutti: delle associazioni, dei cittadini e della stessa istituzione comunale. Trasparenza, certezza delle regole e correttezza amministrativa devono essere principi inderogabili quando si parla di un bene pubblico così importante per la vita culturale della città. Riteniamo che il futuro del Teatro Grandinetti debba fondarsi su un modello realmente inclusivo, capace di garantire a tutte le associazioni culturali di Lamezia Terme pari dignità e pari opportunità di accesso e utilizzo della struttura. Servono regole chiare e trasparenti, una programmazione aperta e una rotazione che favorisca la crescita dell'intero tessuto culturale cittadino, nel rispetto delle norme che disciplinano gli affidamenti pubblici. Nell'attesa che l'Amministrazione comunale assuma una decisione definitiva sul futuro della struttura, è indispensabile che venga chiarito senza ulteriori ritardi chi eserciti oggi il controllo del teatro, quali siano le modalità di utilizzo attualmente vigenti e quale percorso si intenda seguire: una nuova gara, una gestione diretta o un diverso modello organizzativo. Vi è inoltre una riflessione di carattere più generale che non può essere ignorata. Il Comune non ha acquisito il Teatro Grandinetti da un soggetto privato per riconsegnarlo, di fatto, a un altro soggetto privato attraverso forme di gestione totale che finiscono per escludere il resto del mondo associativo. Se questa fosse la strada che si intende percorrere, sarebbe forse più corretto e trasparente prevedere una vera e propria locazione, con regole precise, controlli rigorosi e con una quota di giornate riservate gratuitamente al Comune per finalità istituzionali, culturali e sociali".

L'esperienza degli ultimi anni, prosegue: "dimostra inoltre che il tema della manutenzione non può essere sottovalutato. Un teatro è un patrimonio della collettività e deve essere preservato e valorizzato con interventi costanti e adeguati. Qualunque modello gestionale venga scelto, dovrà garantire non solo una buona programmazione culturale, ma anche la tutela materiale della struttura. Personalmente, qualora si optasse per una procedura pubblica chiara e trasparente, sarei il primo vista la mia storia con il teatro, insieme al mio gruppo familiare, a valutare la partecipazione a una gara. Allo stesso tempo, riconosco che le associazioni che in questi anni hanno saputo costruire una programmazione di qualità e offrire servizi culturali apprezzati dalla cittadinanza devono poter continuare a svolgere il proprio ruolo, mettendo le proprie competenze al servizio della città. Programmare le proprie cose non vuol dire gestire totalmente un teatro!." E, conclude: "l'obiettivo non deve essere quello di assegnare il teatro a qualcuno, ma di restituirlo realmente a tutti i cittadini di Lamezia Terme, affinché torni ad essere una casa della cultura aperta, viva e condivisa".