
Lamezia Terme - Sulle tante emergenze che la città di Lamezia si sta trovando ad affrontare, è intervenuto Giuseppe Gigliotti, presidente di Italia Nostra, critico sulla gestione commissariale. "Tanti dispiaceri che la terna commissariale sta regalando alla città di Lamezia Terme sono legati,di certo - afferma - alla mancata fruizione di palestre,teatri,campi sportivi. Ad un immobilismo amministrativo che non ha precedenti nella storia del nostro Comune. Ad una distorta concezione della sicurezza e ad una interpretazione di norme e leggi a dir poco parziale e fuorviante. Nove scuole su dieci sono senza la certificazione occorrente e pare che persino tanti uffici comunali non godono delle dovute attestazioni normative. Quello che più fa male al cuore è aver portato l’immagine della città ad un livello di degrado che grida offesa al buon senso e anche all’intelligenza. Le strade dal centro alle periferie,senza dimenticare le periferie,sono dissestate e colme di spazzatura non ritirata. Non è accettabile che ogni mese - prosegue ancora Gigliotti - si blocca la discarica e la città è completamente invasa dai rifiuti. Senza che si pensi a soluzioni alternative.Questo modo di operare rende la città sporca e brutta. Lamezia Terme non lo merita.
Poi Gigliotti torna sulla battaglia legata alla fruizione dei beni culturali cittadini: "Italia Nostra ha più e più volte sollecitato di rendere onore a quelle che erano “le porte di Nicastro” ma ,come risposta abbiamo avuto silenzio assoluto . Le nostre continue sollecitazioni per rendere Il Castello Svevo Normanno agibile superando gli ostacoli amministrativi e burocratici sono stati ignorati cosi come nessun impegno serio e concreto è venuto per l’Abbazia Benedettina,per il Bastione di Malta ,per la grande ricchezza archeologica di cui gode il nostro territorio. Terra di nessuno. Abbandonata a se stessa. Non riusciamo a comprendere il senso della presenza dei commissari. Non si può continuare a mortificare una città e i suoi abitanti. Il pericolo di infiltrazioni mafiose si può combattere solo creando sviluppo e lavoro. E tanto lavoro potrebbe venire se i nostri beni storici ed artistici fossero portati sull’altare della dignità che meritano. Se i nostri uffici fossero investiti della responsabilità di creare progetti,di guardare aventi e di avere il futuro come orizzonte. Ci rattrista quanto la politica lametina nelle declinazioni globali abbia scelto la strada del silenzio e dell’omertà propositiva. Le voci che si sentono sono,per fortuna che ancora godono di una certa vitalità,quelle della varie associazioni e comitati. Che suppliscono,per quanto possono - conclude - a a partiti,consiglieri,deputati".
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