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Lamezia Terme - "Il Comune di Lamezia Terme ha certificato il proprio fallimento gestionale dovendo restituire al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 3.617.121,20 euro di fondi PNRR. Non si tratta di un'opinione, ma di un fatto messo nero su bianco in nove determinazioni dirigenziali adottate tra l'8 e il 10 giugno. La motivazione, riportata testualmente negli atti, è una condanna senza appello: per nove interventi strategici di rigenerazione urbana "non è possibile completare i lavori nei termini previsti dal PNRR". È la cronaca di una debacle amministrativa che priva la città di opere fondamentali e solleva pesantissimi interrogativi sulla competenza della macchina comunale" è quanto afferma in una nota Gennarino Masi Consigliere comunale PD.

"Nove progetti, la cui realizzazione era attesa da anni - sottolinea -  sono stati affossati dall'inerzia e dall'incapacità programmatoria. Parliamo di: Alloggi per fasce sociali deboli, recupero di abitazioni nei centri storici, percorsi di collegamento al mare, riqualificazione del lungomare e di aree polisportive, installazione di scale mobili. Questo non è un incidente di percorso: è la prova di un'incapacità sistemica di gestire la più grande opportunità di sviluppo degli ultimi decenni. Il paradosso raggiunge il suo apice nella gestione finanziaria della restituzione. Le determine dirigenziali rivelano che il Comune di Lamezia Terme non dispone nemmeno della liquidità necessaria per restituire immediatamente l'intero importo".

"Per diversi interventi, la restituzione è stata vergognosamente frazionata: una parte subito, il resto (per un totale di quasi 800.000 euro) rinviato a un successivo atto "dopo l'approvazione del rendiconto d'esercizio 2025". Un'amministrazione che non solo non sa spendere i fondi, ma non riesce neanche a restituirli in modo ordinato, dimostrando una gestione finanziaria allo sbando. Il dato più sconcertante è che l'amministrazione era stata avvisata e aveva ottenuto una seconda possibilità. Già nel luglio 2025, consapevole dei propri ritardi, il Comune aveva chiesto e ottenuto dal Ministero una "rimodulazione" dei progetti. Ma neanche questo è servito. Meno di un anno dopo, il Ministero è stato costretto a prendere atto del fallimento definitivo e a chiedere indietro i soldi. Questo dimostra una totale assenza di visione strategica e una gestione "alla giornata", incapace di risolvere i problemi anche quando le vengono concessi tempo e strumenti per farlo".

"Oltre ai numeri e agli atti ufficiali, c’è una verità politica che non può essere nascosta: questa amministrazione ha fallito nel compito più importante, cioè trasformare le risorse pubbliche in risultati concreti per la città. I 3.617.121,20 euro restituiti al Ministero non sono soltanto somme contabilmente perdute, ma rappresentano occasioni di sviluppo bruciate, quartieri lasciati indietro e bisogni sociali rimasti senza risposta. È per questo che la vicenda non può essere ridotta a un tecnicismo amministrativo: siamo davanti a un fatto che colpisce direttamente la vita delle persone e che certifica una grave incapacità di governo, di programmazione e di gestione. Per questo chiediamo che l’amministrazione si assuma fino in fondo la responsabilità politica di quanto accaduto. Lamezia non può permettersi che il proprio futuro venga compromesso dall’improvvisazione, dal ritardo e dall’inefficienza. I cittadini hanno diritto alla verità, alla trasparenza e a sapere chi ha fallito, perché ha fallito e quali conseguenze intende trarne. Perché qui non si sono persi soltanto finanziamenti: si è colpita la credibilità stessa del Comune e si è tradita un’occasione storica per la città".

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