
Lamezia Terme - "Le precisazioni del Sindaco Murone sulla débâcle dei fondi PINQuA, pur riconoscendo la crisi ereditata, finiscono per confermare il punto politico essenziale: la sua amministrazione ha gestito la fase decisiva e il risultato finale è una sconfitta per Lamezia, che oggi si ritrova con 11 interventi su 16 fuori dal perimetro PNRR e con 3,6 milioni di euro di anticipazioni restituite allo Stato" è quanto si legge in una nota di Gennarino Masi Consigliere comunale PD.
"Il Sindaco - precisa - tenta di tracciare una linea netta tra la sua amministrazione e quella precedente. Ma questa linea non esiste. È un artificio retorico smentito dai fatti. La "continuità politica" è una responsabilità che non si può scaricare. Il Sindaco dimentica che un membro chiave della sua stessa Giunta ricopriva già il ruolo di assessore nell'esecutivo precedente, proprio nei mesi cruciali in cui la crisi del programma PINQuA stava collassando. Dimentica anche che un altro attuale assessore era già consigliere della precedente maggioranza e che, complessivamente, circa il 60% dell'attuale maggioranza era già presente sui banchi del Consiglio Comunale nella passata consiliatura".
"Quando il Sindaco Murone accusa "chi c'era prima", sta di fatto accusando la sua stessa maggioranza e parte della sua Giunta. La responsabilità politica non si eredita come un debito, si condivide quando le stesse persone rimangono al governo della città.Il Sindaco rivendica con orgoglio di aver "salvato" cinque interventi. Comprendiamo che questo sia meglio della perdita totale che si prospettava a giugno 2025, ma presentare come una vittoria un bilancio dove 11 opere su 16 sono state perse è un insulto all'intelligenza dei lametini. La propaganda non può trasformare una disfatta in un successo".
"La replica del Sindaco, tuttavia, elude i quesiti più gravi, sui quali pretendiamo risposte puntuali e non slogan: I Costi Nascosti del Fallimento: Il Sindaco rassicura sulla copertura contabile della restituzione, ma tace sul costo più grave. Chiediamo di sapere quanto ha speso il Comune in progettazioni, incarichi professionali e procedure di gara per gli 11 interventi oggi definitivamente esclusi dal perimetro PNRR. Quelle spese, sostenute con fondi pubblici, rappresentano un potenziale danno patrimoniale per l'ente, un costo improduttivo di cui nessuno ha ancora fornito l'esatta quantificazione e su cui il silenzio è inaccettabile. La Gestione Finanziaria e la Restituzione a Rate: Se la gestione finanziaria fosse così serena come descritto, perché il Comune non è stato in grado di restituire l'intera anticipazione in un'unica soluzione? Il rinvio di quasi 800.000 euro a un atto successivo all'approvazione del rendiconto 2025 non è un mero "tecnicismo contabile". Un’amministrazione con i conti in ordine pianifica le coperture e non ha bisogno di pagare a rate le somme dovute allo Stato. Questo frazionamento non è sintomo di programmazione serena, ma di una gestione finanziaria in evidente affanno."
"La verità politica è che questa amministrazione, forte della sua continuità con la precedente, ha gestito per quasi un anno la fase cruciale della crisi PINQuA. Il risultato sono 11 interventi su 16 definitivamente esclusi, costi di progettazione improduttivi ancora non quantificati e quasi 800.000 euro ancora da restituire. I cittadini meritano verità, atti concreti e la certezza che chi ha responsabilità politiche e gestionali se le assuma. Lamezia ha perso un'occasione storica e chi ha governato – ieri come oggi – ha il dovere di spiegarne il perché".
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