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Lamezia Terme – Il voto di scambio fra politica e mafia. Questo è stato l’argomento che ha tenuto banco nella sede dal Meetup Lamezia 5 stelle. La serata è stata anche la giusta occasione per presentare il libro: ‘Il voto di scambio politico-mafioso’ scritto a quattro mani da Mario Michele Giarrusso portavoce al Senato del M5S e dal saggista, esperto in materia di mafie e operatore della Guardia di finanza Andrea Leccese. I pentastellati, anche alla luce dello scioglimento, (il terzo), per infiltrazioni mafiose del consiglio comunale di Lamezia intendono tramite leggi e innovazioni normative contrastare il voto di scambio politico-mafioso vero cancro della democrazia. Le normative come delucidato dai tre relatori pentastellati, D’Ippolito, Giarrusso e Granato sono la legge ‘liste pulite’ di recente approvata alla Camera e la legge di modifica del 416ter approvata al Senato.

Il portavoce M5S alla camera dei deputati Giuseppe D’Ippolito, ha introdotto la serata spiegandone il fine, ribadendo con forza e senza mezzi termini di come oggi, “la nostra città si trovi in una situazione degenerata, particolare, uno stato di abbandono causato dal terzo scioglimento”. I fatti incresciosi scatenanti che, “emergono dalle relazioni ministeriali e dalle inchieste della magistratura, sono molto gravi”. “Si tratta - ha sottolineato il deputato D’Ippolito - di fatti di mafia e della gestione amministrativa della città di Lamezia con anche rilevanti coinvolgimenti di uffici e dirigenti del comune”. Tuona poi D’Ippolito con la commissione prefettizia, “aspettiamo che se ne vada così presenteremo una sola e ben controllata lista per le prossime elezioni”. “Si tratta di una proposta di legge portata avanti con le nostre battaglie approvata in prima lettura alla Camera consistente nel provvedimento ‘elezioni pulite’ a della modifica del 416ter approvato in prima lettura al Senato”.

 La portavoce M5s al senato Bianca Laura Granato ha posto l’accento sugli spunti di riflessione e l’utilità attinenti il 416ter, “è un punto di partenza per far risollevare noi e la nostra terra dal fenomeno negativo della mafia che condiziona negativamente il nostro paese ed è entrata a ‘gamba tesa’ nella politica. Per questo è importante - ha aggiunto - un seggio unico per un maggior controllo del voto ed evitare figure scabrose che vanno a danneggiare la nostra collettività”. Poi per un maggior contrasto al malaffare, “bisogna mettere in atto pratiche che ci consentano di prendere non solo i ‘pesci piccoli’ della malavita ma anche e soprattutto quelli grandi, eliminare la pratica della scheda ballerina, colpire dunque il reato del voto di scambio”.

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Spazio poi al senatore Mario Giarrusso che ha ricordato il duro dibattito sul voto di scambio portato avanti dai pentastellati nelle aule parlamentari. Giarrusso nel suo libro fa un pertinente e dettagliato excursus storico sul 700 e sul 900. Non devono esserci condizionamenti nel voto, perché a lungo andare il potere mal gestito in uno Stato, ha determinato necessariamente eventi di cambiamento come la Rivoluzione Francese, o come un regime autoritario possa arrecare notevoli danni, come le mostruose leggi razziali fasciste che hanno concorso a determinare lo sfascio di una nazione. Il libro, ha associato la Granato è un digressione sull’Italia, una riflessione per recuperare il senso delle istituzioni e mantenere il voto sempre più libero e leale possibile. Il volume descrive due tragici episodi che sono rimasti impressi nella memoria collettiva più recente: quello inerente le stragi di Capaci il 23 maggio 1992 e dopo circa un mese quello di via d'Amelio il 19 luglio 1992, dove furono assassinati rispettivamente i magistrati antimafia Falcone e Borsellino.

Il senatore Giarrusso ha dichiarato al il lametino.it : “insieme ai colleghi D’Ippolito e Granato parleremo del mio libro il cui tema è qui ben noto, cioè il voto di scambio politico-mafioso. Si tratta di un argomento che ho trattato sulla base dell’esperienza della scorsa legislatura e che adesso ha ulteriori sviluppi e che abbiamo approvato in Senato e ora deve andare alla Camera. Si tratta di una norma che modifica radicalmente il reato del voto di scambio politico-mafioso, sarà dunque questo il tema di confronto che affronteremo con cittadini e colleghi, e in una realtà come il comune di Lamezia che ha subito tre scioglimenti per infiltrazioni mafiose, dove il voto di scambio ha pesantemente condizionato le ultime campagne elettorali amministrative. È quindi necessario - ha concluso Giarrusso - mettere una barriera e porre fine a questo sistema che non può funzionare perché i cittadini devono riappropriarsi della propria democrazia e della propria città”.   

Francesco Ielà

 

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