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Lamezia Terme - Una relazione dettagliata sullo stato delle politiche sociali dell’Ambito territoriale di Lamezia Terme, l’introduzione di strumenti per garantire la continuità assistenziale e una profonda revisione della programmazione dei servizi destinati alle persone con disabilità e non autosufficienti. Sono questi i principali obiettivi della mozione presentata in Consiglio comunale dai consiglieri Doris Lo Moro, Gennarino Masi e Bernadette Serratore.

Nel documento i proponenti richiamano il quadro normativo nazionale e costituzionale che tutela i diritti delle persone con disabilità, evidenziando come i livelli essenziali delle prestazioni sociali debbano essere garantiti uniformemente su tutto il territorio nazionale. Vengono inoltre richiamate la legge 328 del 2000 sul sistema integrato dei servizi sociali, la legge 112 del 2016 sul “Dopo di noi” e il recente decreto legislativo 62 del 2024, che ha introdotto il “Progetto di Vita” individuale, personalizzato e partecipato come strumento centrale per la presa in carico delle persone con disabilità.

Secondo i consiglieri firmatari, il diritto all’assistenza, all’integrazione e al sostegno delle persone con disabilità costituisce un nucleo essenziale di diritti che non può essere compresso per ragioni di bilancio. Nella mozione si sottolinea inoltre che i Comuni, titolari delle funzioni amministrative in materia di assistenza sociale, sono tenuti a garantire i servizi previsti nei progetti individualizzati e che l’interruzione delle prestazioni assistenziali può comportare conseguenze rilevanti sia per i beneficiari sia per le loro famiglie.

Particolare attenzione viene riservata alla situazione dell’Ambito Territoriale Sociale di Lamezia Terme, che, secondo il documento, presenta criticità strutturali nell’organizzazione e nell’erogazione dei servizi sociali. Tra i problemi evidenziati figurano ritardi nella programmazione, difficoltà organizzative e una parziale incapacità di spesa che negli anni avrebbe determinato la perdita di finanziamenti sovracomunali non utilizzati.

I consiglieri pongono inoltre l’attenzione sull’annualità 2025, evidenziando che, a fronte di trasferimenti destinati alle politiche sociali pari a circa 4 milioni di euro, non sarebbe stato ancora adottato il rendiconto consuntivo da parte della Giunta comunale. Una situazione che, secondo i proponenti, impedirebbe di conoscere con precisione le somme effettivamente impegnate e quelle riprogrammabili per il 2026, aumentando il rischio di revoca o restituzione dei fondi. Nel documento viene criticata anche la gestione dei servizi fondata sulla cosiddetta “logica del bando a scadenza”, ritenuta causa di discontinuità nell’assistenza, precarietà lavorativa per gli operatori del Terzo Settore e incertezza per le famiglie.

A sostegno di questa analisi vengono richiamati i dati dell’ultimo avviso pubblico per l’assistenza domiciliare alle persone non autosufficienti: 239 le domande presentate, 114 quelle ammesse e finanziate, 94 dichiarate idonee ma non finanziabili per insufficienza di risorse e 31 respinte. La mozione evidenzia come molti dei 94 cittadini esclusi dal beneficio pur risultando idonei siano titolari di un Progetto di Vita Individuale e che, per questi soggetti, il servizio domiciliare rappresenti una componente essenziale del percorso di inclusione e autonomia.

I firmatari sottolineano inoltre le novità introdotte dal decreto legislativo 62 del 2024, che prevede il “Budget di Progetto”, cioè l’integrazione delle risorse economiche, professionali, sanitarie e comunitarie destinate alla persona, e rafforza la partecipazione attiva delle persone con disabilità, delle famiglie, dei tutori e degli amministratori di sostegno nei processi di valutazione multidimensionale.

La mozione richiama anche il documento “Le Politiche Sociali e i Diritti Esigibili”, elaborato dall’associazione “Una Città Dove Vivere Bene” e presentato alla stampa il 4 giugno scorso. Attraverso l’atto consiliare, i tre consiglieri chiedono al sindaco e alla Giunta di trasmettere entro 30 giorni una relazione dettagliata sullo stato delle politiche sociali e della disabilità, contenente i dati sulle richieste presentate, quelle accolte, il numero degli aventi diritto che non hanno richiesto il Progetto di Vita, l’ammontare dei trasferimenti ricevuti nel 2025, le somme impegnate, i residui non spesi e le economie utilizzabili nel 2026.

La mozione propone inoltre nove linee operative per una riforma della gestione dei servizi sociali d’Ambito. Tra queste figurano la garanzia della continuità assistenziale ed educativa per tutti i servizi inseriti nei Progetti di Vita, l’istituzione di un Tavolo Permanente sulla Disabilità con la partecipazione di Comune, Asp, famiglie e Terzo Settore, l’adozione annuale di un Piano Territoriale per il Progetto di Vita e la definizione di criteri di accesso ai servizi chiari e trasparenti.

Tra le proposte anche l’attuazione del Budget di Progetto integrato, il rafforzamento della partecipazione delle famiglie e delle figure di supporto nelle Unità di Valutazione Multidimensionale, la promozione della co-programmazione e della co-progettazione con gli enti del Terzo Settore, l’istituzione di un Osservatorio Territoriale sulla Disabilità e la predisposizione di una relazione semestrale al Consiglio comunale sullo stato di attuazione delle misure e sull’utilizzo delle risorse. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire maggiore continuità, trasparenza e programmazione nelle politiche sociali dell’Ambito di Lamezia Terme, ponendo al centro i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie.